TIM BRUNO.
OSSIDEA 4. UN NUOVO RE
Milano : Salani, 2014
ISBN 978-88-6256-458-8. 

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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.

David, Macroc, Ohedn e Lilo si dirigono verso RocOorc. Hancroc, lusurpatore, ha esteso il suo dominio fino a Minerha e ora controlla buona parte delle Terre  dOriente; la compagnia del principe degli uomini dovr attraversare un deserto presidiato da soldati nemici per raggiungere la citt di pietra. Ma come potranno un giovane hbrom, un gigante, un elfo e  un ulo espugnare una fortezza protetta da un intero esercito di giganti? E tuttavia  questa lunica via per spezzare la malvagia alleanza tra Hancroc e Kahs Se riusciranno, allora lesercito degli uri varcher nuovamente il Mare di Mezzo, per attaccare le armate del Signore Oscuro nelle Terre dOccidente. Sar la guerra pi sanguinosa che mai sia stata combattuta tra i popoli della Terra di Arcon e solo lintervento di una creatura dimenticata potr aiutare David Dream a ritrovare Ossidea e riconquistare la Citt del Cielo.

L'AUTORE.
Tim Bruno  oggi uno degli autori di libri per ragazzi fra i pi amati e affermati. Biologo, nei suoi libri convivono loriginale passione del bambino per la natura e il rigore dello scienziato; i suoi
mondi fantastici emergono dalle pagine vividi e veri. Cos  nata la Terra di Arcon, regno di elfi e gurbl, di kahuri e gobli; un universo di magia e avventura che ha conquistato critica e pubblico.

OSSIDEA 4. UN NUOVO RE.

A Betta e Alberto che hanno viaggiato con me attraverso la Terra di Arcon
Quanto a voi... la guerra per voi  solo allinizio disse lhyburno in tono severo. Non sar facile sconfiggere Hancroc e riconquistare il trono dei giganti, ma... c molta forza nella vostra amicizia.
- Ossidea, Il regno di Kahs -

PROLOGO.
Il kahuro percorreva rapido le vie di Etheria, sotto un cielo grigio e pesante come piombo.
Quando le guardie lo videro sopraggiungere, subito aprirono il grande portone dargento e lo
fecero passare. Il comandante entr a Vitra e senza esitazione si diresse verso la cupola dalabastro.
I gobli stavano aggrappati come giganteschi pipistrelli sulla torre di Druhm; le loro figure
lugubri si stagliavano simili a gargoyle contro il cielo livido. Il kahuro li ignor con disprezzo.
Un chiarore tetro lo accolse nella sala del cigno. La luce che riusciva a filtrare attraverso la
lanterna di vetro era cos tenue che a malapena si poteva scorgere la vasca del cigno. Una sola torcia
brillava ai piedi del trono, troppo debole per illuminare il volto del Signore Oscuro.
Il kahuro attravers la sala e si ferm ai piedi dello scranno; appoggi un ginocchio a terra e
chin il capo in segno di obbedienza. Poi alz lo sguardo e la fiamma gli illumin il viso deforme di
una luce tremante. Una lunga cicatrice attraversava il volto da una tempia allaltra, cos profonda
quanto la spada era riuscita a penetrare. Locchio sinistro guardava attraverso quel solco, mentre il
destro era diventato bianco come il ghiaccio.
Mi avete fatto chiamare, mio signore? disse Molok cercando di scorgere la figura di Kahs
nella penombra.
Il Signore Oscuro annu.
I troll sono stati sconfitti disse con una voce calma e terribile che fece tremare la superficie
dellacqua. Gli elettri li hanno sterminati nella piana di Ilogdor, ai confini di Eburnea.
Gli elettri? esclam il kahuro.
Bibo Ben-Zac, lultimo degli hyburni, li ha guidati contro i figli di Glor e ha colto la sua
vendetta. Il principe di RocOorc  stato liberato e ora marcia verso la Citt di Pietra attraverso il
deserto di Minerha assieme a... David Dream.
Alludire quel nome, Molok strabuzz locchio buono.
Che cosa ordinate, mio signore?
Se Hancroc sar cos stupido da perdere il trono di RocOorc, il nuovo re scatener la guerra
nelle Terre dOccidente.
Kahs fiss nel vuoto per un lungo istante.
Raduna le orde kahure ordin infine.
S, mio signore disse il guerriero chinando il capo, poi si alz e usc.
Solo allora la figura del consigliere comparve come un fantasma dalla penombra.
Colui che siede sul trono di Etheria pu vedere molto lontano disse Airelph con la sua voce
sottile, non temere, mio signore; non riusciranno a sorprenderci.
Risparmiami le tue piaggerie, Airelph. Niente mi disgusta pi della compagnia di un elfo.
Il consigliere non si scompose.
Manda un goblo attraverso il Mare di Mezzo ordin Kahs, che avvisi lusurpatore.
Airelph annu appena e scivol via.
Il Signore Oscuro rest a lungo immobile, fissando la fiamma che ardeva ai piedi del trono.
Dun tratto il suo corpo si irrigid e prese a tremare in modo impercettibile, come se stesse compiendo
uno sforzo insopportabile. Il principe del buio sgran gli occhi mentre gocce di sudore gli imperlavano
la fronte. Una lacrima rossa still dal naso e rig la pelle fino allangolo della bocca.
Quando Kahs sent sulle labbra il sapore del suo stesso sangue, improvvisamente sembr
destarsi da quello stato ipnotico. Come un naufrago che emerge da un mare dinchiostro, egli tir un
lungo respiro; poi alz la testa e url la sua dannazione.
Leco di quel grido risuon oltre la grande radura di Alborhan, oltre la Foresta Eterna, oltre le
montagne kahure, oltre le terre conosciute del regno di Ossidea, in un luogo cos remoto che persino gli
elfi faticano a ricordare; le nubi, avvinghiate in una bolgia infernale, vibrarono di una forza primordiale
e si accesero di folgori.

CAPITOLO 1.
UNA LANTERNA NEL BUIO.

David apr gli occhi e vide la luce dondolare nel buio.
Non riesci a dormire, giovane hbrom?
Lulo se ne stava seduto sulla sabbia, reggendo la lanterna sopra la testa, e lo guardava con i
suoi occhi enigmatici, illuminati dalla piccola fiamma che splendeva in cima al bastone. Il ragazzo
scosse la testa, poi si tir su e si mise a sedere di fianco al compagno.
Lilo riprese a fissare nel buio, come un pescatore osserva la superficie del mare, in attesa che il
pesce abbocchi allesca che pende dalla lenza. Macroc e Ohedn dormivano sdraiati sulla sabbia
fresca; i loro corpi erano appena visibili al limitare del chiarore sprigionato dalla lanterna dellelettro.
Da due giorni la compagnia aveva varcato i confini orientali del Kalabh, e ora bivaccava da
qualche parte l in mezzo, tra le grandi dune.
Improvvisamente lulo prese a borbottare delle parole incomprensibili, come se parlasse da
solo.
In breve quel mormorio prese un ritmo andante, finch divenne un canto sussurrato.
Bintul lutlolo, sutlolut
dolutdlilut ollot loo.
Litlilit il di dilit.
Odol lot, lot eldel delit...
Che cos? chiese il ragazzo quando Lilo ebbe terminato.
Una filastrocca ula; tutti gli uli la conoscono.
Che cosa dice?
Scava sempre la formica, sottoterra  la sua vita,
e se fuori  giorno o notte, lei non sa n se ne cura.
Passa un mese oppure un anno,
senza sosta e senza affanno;
scava ancora la formica e non sente la fatica.
Ehi, mi senti, formichina?
Chiusa dentro la tua tana, la tua vita  lunga o corta?
Non mi sente; forse  gi morta.
David sorrise appena, poi guard il cielo cupo sopra la sua testa.
Giorno o notte... mormor in un sussurro. Siamo gi morti, Lilo?
Lulo scosse la testa.
No, giovane hbrom. I nostri cuori battono forte.
Il ragazzo scrut gli occhi dellelettro attraverso le piccole lenti.
Da dove vieni?
Sono nato in un piccolo villaggio di Obl, la terra degli uli.
Obl? E dove si trova?
Molto lontano da qui, oltre mille leghe a nord-ovest.
Come sei diventato... il ragazzo fatic a trovare le parole.
Un elettro?
S, un elettro.
 successo molti anni fa, quando ero solo un giovane ulo. Una sera, che era gi buio,
sentimmo bussare alla porta. Quando aprii, vidi sulluscio una creatura misteriosa. Era alta e scura
come il tronco di una quercia; i suoi occhi brillavano di una luce ipnotica e la voce era cupa e
cavernosa, simile a quella di un troll.
David sgran gli occhi, poi lentamente mut espressione e sorrise divertito.
Bibo!
S, proprio lui. Quellhyburno ramingo si era spinto fin nel regno di Obl, per imparare i
segreti delle erbe officinali, custodite dagli uli sin dai tempi pi antichi. Si ferm per unintera luna;
cos venni a sapere di Bbalon e del fuoco che arde sulla Torre di Mthre. Non avevo mai conosciuto un
essere cos... libero disse Lilo ripensando ai giorni lontani in cui aveva conosciuto Bibo Ben-Zac,
lultimo degli hyburni. Aveva viaggiato in ogni luogo conosciuto della Terra di Arcon e incontrato i
mille popoli che la abitano.
David lo ascoltava attento.
Poi, una notte, mentre ero a letto, sentii degli strani rumori provenire dal piano di sotto;
temendo che un tasso fosse entrato in cucina, scesi piano le scale e... lo sorpresi. Era gi sulla porta,
con il suo piccolo fagotto in spalla.
Dove vai? chiesi stupito.
Uhm... voi uli avete il sonno troppo leggero mi rispose lui.
Allora capii.
Portami con te!
Non sai nemmeno dove sto andando!
Non mimporta; voglio vedere il mondo oltre le montagne.
Bibo fece di tutto per convincermi a rimanere, ma quando varc i confini di Obl, io ero ancora
dietro di lui. Egli fu il mio mthron... il mio maestro.
Non sei mai pi tornato a Obl?
No, mai.
E non ti manca?
Lulo si fece serio.
Torner quando la luce illuminer ancora la Terra di Arcon, David; non sopporterei di vedere
Duzlotl soffocato dalla coltre di nubi aggiunse alzando lo sguardo verso il cielo.
Duzlo...?
Duzlotl;  il villaggio dove sono nato.
David sorrise.
Che buffo nome.
La lingua degli uli non  facile da pronunciare. Forse per questo gli arconidi lo chiamano
semplicemente Duz. Ci torner, un giorno.
Il ragazzo si fece pensieroso.
Come faremo a varcare le mura della Citt di Pietra? Macroc dice che RocOorc 
inespugnabile.
Dovremo escogitare un buon piano rispose Lilo e David vide brillare una strana luce nei suoi
piccoli occhi.
In quellistante loscurit si anim di rumori, come passi lentissimi, che in breve li circond da
ogni parte.
Mentre David tentava di vedere oltre il chiarore della lanterna, un lungo brontolio giunse
allimprovviso dallalto. Poi si ud il suono di un acciarino e la luce di una torcia brill sfrigolando
sulle loro teste.
Eccoli arrivati disse Lilo reggendo la lanterna come un segnale.

CAPITOLO 2.
NGRO.

Icinri, sul dorso dei loro belufi, erano giunti allappuntamento e avevano individuato il bivacco
grazie alla lanterna dellulo.
Il predone che reggeva la torcia ordin ai compagni di far accovacciare le bestie e lui stesso
smont.
David svegli Macroc, mentre Ohedn era gi in piedi e scrutava nel buio con i suoi lunghi
occhi di elfo.
Ben trovati, viaggiatori disse il cinro avvicinandosi.
Ben arrivati, Zap lo salut Lilo. Hai gi conosciuto David Dream, il portatore della luce, e
Ohedn, guerriero di Arbora.
Il predone annu.
Non avrei mai creduto di rivedervi vivi disse poi, nascondendo un ghigno sotto il velo che gli
copriva il volto.
E questi  Macroc di RocOorc, il principe dei giganti.
Zap alz la torcia per riuscire a scorgere il volto del gigante; quando lo vide, non riusc a
trattenere unesclamazione nella sua lingua natia.
Igren ragz haran gruhl! disse rivolto ai compagni, invisibili nel buio.  pi grosso di un
gruhl!
Allora  vero! aggiunse nellantico verbo. Il principe di Macroc  tornato.
Poi accenn un inchino di convenienza.
Dov Naab? chiese David.
Incontreremo il rhazkan ai confini settentrionali del deserto, a nord-ovest di Minerha.
Hancroc non controlla quella parte di deserto?
I soldati di RocOorc hanno conquistato la Citt Sotterranea rispose Zap in tono severo, ma
il deserto... il deserto  ancora dei cinri.
***
E io dovrei salire su uno di quelli? chiese Macroc osservando i belufi.
La luce del giorno era giunta a illuminare il deserto attraverso la coltre di nubi.
No di certo rispose Zap, gli spezzeresti la schiena dopo due leghe.
Il gigante sembr sollevato.
Tu monterai Ngro aggiunse il cinro indicando unombra scura appena visibile al margine
del bivacco.
Chi?
Portatelo qua! ordin il predone.
Sul profilo delle dune comparve lentamente una creatura colossale, simile a un grande belufo
per le zampe lunghissime, ma molto pi robusta, con il pelo folto e grandi corna ricurve. Quando vide
il principe di RocOorc, la bestia sbuff nervosa, dilatando le narici; poi diede uno strattone con il
collo, sollevando da terra il predone che la teneva per la cavezza.
I jamb non sono calmi e affidabili come i belufi comment Zap, ma sono molto pi forti!
Sterco di uro! mormor Macroc sgranando gli occhi.
Non dirmi che non hai mai cavalcato un jamb! lo stuzzic David.
Il gigante gli lanci unocchiata furiosa e terrorizzata allo stesso tempo.
Neerun, Ngro! Neerun! grid il cinro e pur con qualche difficolt riusc a convincere il
jamb ad accovacciarsi.
Coraggio, principe! Monta su!
Quando Macroc si avvicin, la bestia emise un lungo grugnito e Zap fatic a tenerla ferma.
Per le corna di roc! esclam Macroc fissando Ngro negli occhi. Sei sicuro che...
Avanti! lo sollecit Zap facendo un cenno con la mano. Non riuscir a tenerlo per molto!
Come sarebbe a dire?!
I predoni risero.
Dai, Macroc! Lo fai innervosire ancora di pi, cos!
Il gigante tir un lungo sospiro; poi, come un condannato che sale sul patibolo, mont in sella.
Appena sent il suo peso sulla groppa, il jamb mugghi e, senza attendere alcun comando, si
alz sulle zampe, scrollando il principe di RocOorc da una parte e dallaltra.
Macroc lanci un lungo grido, mentre Ngro sgambava furioso sul dorso delle dune.
Per le corna di tutti gli uri! Fermate questa furia!
Stai tranquillo, gigante! Si calmer! grid Zap.
Fagli sentire chi comanda! aggiunse Ohedn.
Pochi istanti dopo Ngro sembr calmarsi davvero e, senza smettere di sbuffare, si ferm.
Visto?! esclam il cinro.
Macroc fissava il collo del jamb con gli occhi pieni di terrore, ansimando penosamente.
Presto, andiamo disse Zap montando in sella con un balzo, prima che ci ripensi!
Il predone fece muovere la carovana e i belufi iniziarono la traversata, allungando le zampe attraverso le dune.

CAPITOLO 3.
LOVIFUOCO.

Per sette giorni la piccola carovana percorse il deserto del Kalabh, sfilando lenta sotto la coltre
di nubi. Dodici belufi e un jamb, incolonnati uno dietro laltro, solcarono le dune di pomice da est a
ovest, lasciando dietro di s una lunga scia di impronte.
I cinri si muovevano tra quelle onde di sabbia con sicurezza assoluta, come se non vi fosse che
una sola strada. Non avevano bisogno n del sole n delle stelle, invisibili oltre le nubi, e neppure delle
bussole.
Come fate a orientarvi nel deserto? chiese Macroc accostandosi a Zap.
Il gigante aveva preso un po di confidenza con il jamb e ora sembrava meno impacciato.
Basta saper guardare le dune rispose il predone.
Ma le dune cambiano forma con il vento; non sono come le montagne.
Le dune del Kalabh corrono sempre da sud-est verso nord-ovest disse il cinro tagliando
laria con la punta del dito.
Macroc scrut il profilo del deserto.
Questo aiuta a mantenere la direzione comment il gigante esploratore, ma come puoi
capire da che parte  il nord e dove il sud?
Osserva la sabbia: il vento che soffia dalle steppe di bilun  forte e riesce a muovere anche i
granelli pi grandi disse il predone indicando verso nord, mentre quello che soffia da sud  lieve
come la carezza di una fanciulla e corre leggero sulla superficie delle dune. Solo i granelli pi piccoli
possono sentirlo.
Macroc guard in basso, cercando di leggere i disegni fatti dal vento sulla sabbia.
Hai capito? chiese Zap.
S... credo di s! rispose il gigante.
Basta saper guardare le dune ripet il predone spronando il belufo.
***
Un fuoco ardeva sulla duna pi alta, cos lontano che sembrava solo un lumino perduto nel
cuore buio del deserto.
Minerha disse Zap allungando lo sguardo verso la luce. Fate attenzione; i gruhl controllano
il territorio attorno alla Citt Sotterranea.
David fiss il chiarore e torn con la mente al giorno in cui lui e Ohedn erano discesi
nellantica miniera. L avevano incontrato Lilo per la prima volta; lulo li aveva aiutati a sfuggire
allattacco di Lychon e a ripartire alla volta di Bbalon assieme a Tiach.
I cavalieri sfilarono silenziosi a nord di Minerha, senza distogliere lo sguardo dal fuoco che
splendeva sullorizzonte di sabbia; prima a ovest, poi a sud, poi a sud-est, finch non rimase che un
puntino di luce alle loro spalle. Quando la fiamma scomparve del tutto, lasciando lorizzonte buio e
indistinto, Zap ordin alla carovana di fermarsi.
I belufi sono stanchi disse, e anche Ngro lo . Smontate! Ci accamperemo qui.
I cinri disposero le loro cavalcature una dietro laltra, a formare un cerchio; poi le fecero
accovacciare, con pochi comandi sussurrati e qualche colpetto di verga. Al centro dellanello accesero
un piccolo fuoco su cui fecero scaldare la loro bevanda dallodore alcolico.
***
Le fiamme illuminavano appena i corpi dei belufi, ma fuori dal cerchio il buio era assoluto. I
predoni si sedettero con le spalle appoggiate sui fianchi delle loro cavalcature e presero a sorseggiare,
scambiandosi poche parole nella loro lingua.
Quanto manca, Zap? chiese Macroc accostandosi al fuoco.
Non molto, gigante. Avvisteremo laccampamento entro tre giorni.
Il principe di RocOorc riemp il boccale, annus il vapore e bevve un piccolo sorso.
Questa roba non  male; che cos?
Cucumna; si estrae dai semi di una pianta che cresce nelle oasi del sud rispose Zap.
Macroc bevve un altro sorso.
Non esagerare, gigante, o dormirai per dodici ore di fila.
I viaggiatori continuarono a parlottare e a bere, finch il sonno pian piano non li convinse a
chiudere gli occhi.
***
Quando David dischiuse le palpebre, il fuoco si era ormai spento e solo un tenue chiarore rosso
vivo brillava attraverso le braci scure, ammucchiate al centro del bivacco.
I cinri erano sdraiati vicino ai belufi e tutti sembravano dormire profondamente.
Il ragazzo guard il cielo, sperando di cogliere il chiarore dellalba attraverso la coltre di nubi;
ma la volta era nera come inchiostro.
Si alz in piedi e scrut il deserto; solo buio, un buio cos intenso che sembrava capace di
inghiottire ogni cosa.
E freddo pens stringendosi nelle braccia.
Allora torn a sedersi vicino al belufo, cercando il calore del suo corpo; si fece posto con la
schiena nellincavo dellanca. La bestia sembr non curarsene; teneva il collo ripiegato lungo il fianco,
con il grosso capo cornuto appoggiato sulla sabbia, a poche spanne da lui. Di tanto in tanto faceva
scattare un orecchio e sbuffava dalle narici, come se stesse sognando.
David reclin la testa e chiuse gli occhi, sperando di potersi riaddormentare e sognare gli alberi,
i fiori, le cascate di Etheria... Ossidea.
Come vorrei rivederla pens.
Fu allora, mentre tentava di ritrovare la luce nel sogno, che sent uno strano rumore sottile,
come un lungo sibilo.
Apr gli occhi di scatto e vide una piccola luce risplendere alta sopra di loro.
Una stella! pens. Un piccolo varco si  aperto nella coltre!
David sorrise; da quando erano partiti da Bbalon, mai avevano visto il cielo oltre le nubi che
imprigionavano la Terra di Arcon.
Ma cos questo sibilo?
La luce si fece ancora pi viva e splendente e sembrava ora cos vicina da sfiorare le nuvole.
No... non  una stella!
Macroc! Ohedn! Svegliat...!
Prima che David potesse lanciare lallarme, quella cosa precipit come una meteora al centro
del bivacco, tracciando una lunga scia nel cielo buio; cadde di schianto sulla sabbia, alzando una
nuvola di scintille.
Abbagliato dalla luce, David si ripar il volto con la mano. Strizzando gli occhi, cerc di
guardare attraverso le dita e vide qualcosa che somigliava a...
Una grossa zucca bucata pens il ragazzo.
Dai fori rifulgeva un chiarore incandescente, mentre la zucca soffiava e scuoteva come una
pentola a pressione.
Che diavolo ?
Un ovifuoco! grid Lilo. Presto riparat...!
In quello stesso istante lovifuoco esplose con un boato assordante, sprigionando un bagliore di
folgore; poi fu il caos.
I belufi, terrorizzati dalla detonazione, si alzarono di soprassalto e presero a correre in tutte le
direzioni. Due cinri giacevano sulla sabbia con i corpi straziati, mentre gli altri ciondolavano carponi,
storditi dalla forza del colpo. Zap fu il primo a rimettersi in piedi.
Alzatevi! Alzatevi! grid il predone sguainando la spada.
Sapeva bene che lovifuoco era solo linizio: i gruhl, appostati sottovento dietro al profilo delle
dune, si avventarono su di loro ringhiando come demoni.
Altri due cinri furono subito sopraffatti, mentre un terzo riusc a estrarre la sciabola, ma venne
trafitto dalla coda acuminata di un gruhl prima di riuscire a vibrare un colpo. Una freccia sibil
nellaria e and a conficcarsi da qualche parte, accompagnata da un rantolo orribile. Poi le urla, in una
lotta convulsa in cui era impossibile distinguere gli amici dai nemici.
Ohedn! grid David cercando di vedere nelloscurit. Macroc!
In tutta risposta sent un ruggito spaventoso e vide unombra scura correre verso di lui.
Velocissimo sguain Inuk e la punt in avanti serrando i pugni attorno allelsa. Fu travolto e cadde con
la schiena nella sabbia. Una mano dalla forza sovrumana gli serrava la gola, cos forte da impedirgli di
respirare, da spezzargli il collo. Nella penombra riusc a scorgere il volto di quella creatura, contratto in
una smorfia feroce. Cerc di colpirla con la spada, ma Inuk era incastrata da qualche parte e, per quanto
il ragazzo si sforzasse, non riusciva a muoverla. Lelsa si fece viscida di un liquido caldo e il gruhl
prese a urlare in modo orribile, stringendo ancor pi la presa attorno al collo del ragazzo.
A... Aiu...! rantol David con voce strozzata.
Improvvisamente una luce divamp nel buio, illuminando ogni cosa di un chiarore azzurrino.
Un istante dopo il gruhl sembr sollevarsi nellaria, mentre un fiotto di sangue gli sgorgava dal ventre
squarciato. Macroc lo sollev sopra le spalle e lo scaravent a terra con un grido rabbioso. Dietro di lui
Ohedn, approfittando di quella luce misteriosa, incocc una freccia e scagli. Il dardo trapass la gola
di un gruhl e si perse nel buio. Zap piroett su se stesso come un ballerino, fendendo laria con la
sciabola; schiv di un soffio la coda acuminata e affond il colpo con tutta la forza.
Il colosso si accasci a terra e gorgogli qualcosa di incomprensibile, mentre il sangue gli
riempiva la bocca fino a soffocarlo.
Maledetti traditori! ringhi Zap estraendo la spada dalla pelle livida.
I compagni si guardarono lun laltro con gli occhi sgranati, parando le spade davanti al corpo.
La battaglia  finita disse Lilo.
Lulo stava in piedi al centro del cerchio e reggeva dritta la lanterna. Il fuoco di Mthre brillava
di un fulgore soprannaturale, illuminando il deserto tuttattorno. A terra giacevano i corpi senza vita dei
gruhl, otto in tutto, accanto a quelli di sette cinri; solo Zap era sfuggito allagguato.
Questi cani del deserto pagheranno cara la loro alleanza con lusurpatore di RocOorc sibil
il predone pulendo la spada sul corpo di un nemico a terra.
Come accidenti hanno fatto a procurarsi un ordigno simile? chiese Macroc incredulo.
A Minerha puoi trovare qualunque arma, soprattutto quelle che sembrano uscite dallinferno.
Il cinro lanci una rapida occhiata ai compagni a terra, poi si volt verso il deserto.
Li vedete? chiese allungando lo sguardo nel buio. Dobbiamo ritrovare i belufi.
David, ancora sconvolto e dolorante, cerc di rimettersi in piedi.
Stai bene, Rownroc? chiese il gigante chinandosi su di lui.
S, credo di s... rispose il ragazzo toccandosi il collo. Erano nascosti dietro le dune!
Gi...  un miracolo che non ci abbiano uccisi tutti.
No, non lo  disse Lilo.
Il gigante lo guard con aria interrogativa.
Che cosa vuoi dire?
Senza belufi e senza laiuto dei cinri avremmo avuto ben poche possibilit di raggiungere i
confini del deserto riflett lelettro. Volevano catturarci vivi, e pro-babilmente ci sarebbero riusciti se
anche Zap fosse stato ucciso.
In quello stesso istante udirono uno strano suono, simile a un lungo bramito.
Cosa accidenti...? esclam Macroc.
Zap stava in piedi sulla sommit della duna e lanciava il suo richiamo nel buio, unendo le mani
attorno alla bocca.
Che diavolo fai? ringhi il gigante. Ci scopriranno!
Shhh! lo zitt il predone porgendo lorecchio per ascoltare la voce del deserto. Se non
ritroviamo i belufi siamo morti comunque. Poi di nuovo un le mani attorno alla bocca ed emise un lungo mugghio lamentoso.

CAPITOLO 4.
GLI OMBRUCHI.

Le dune si erano colorate di una luce metallica, che filtrava attraverso le nubi.
La compagnia procedeva verso nord-ovest, percorrendo il dorso di sabbia; il pietrisco leggero
franava sotto i loro passi, da una parte e dallaltra, rendendo la marcia lenta e faticosa. Di tanto in tanto
Zap, che stava in testa al gruppo, si fermava e, dopo aver scrutato con attenzione il profilo del deserto,
lanciava il suo richiamo; restava in ascolto per qualche istante, poi riprendeva il cammino.
Dietro di lui venivano David, poi Lilo, Ohedn e per ultimo Macroc.
Quanto impiegheremo di questo passo? chiese il gigante dalle retrovie.
Se potessimo camminare giorno e notte senza mai fermarci, ci vorrebbero almeno dodici
giorni rispose Zap.
Improvvisamente il cinro si ferm e guard il fianco della duna di fronte a s.
Ma non ti preoccupare, gigante; moriremo molto prima di arrivare allaccampamento.
La sabbia era percorsa da strane scie che si incrociavano e dividevano in un intrico caotico.
Che accidenti sono quelle? chiese Macroc.
Impronte rispose il predone.
Impronte di cosa? chiese Ohedn.
Ombruchi; vermi della sabbia.
Vermi? Ma sono grandi come canapi!
Oh no, sono molto pi grandi.
Sono pericolosi?
Di giorno no rispose il cinro.
E... di notte?
Zap esit.
Di notte escono da sotto la sabbia e si avventano su qualunque essere vivente. La loro bocca
rotonda  circondata da lunghe file di denti uncinati. Si attaccano alla preda, uno dopo laltro, e non si
staccano pi finch non ne hanno prosciugato il corpo concluse il cinro indicando la carcassa
essiccata di un gruhl che giaceva semisepolta nella sabbia.
Per le corna di roc! esclam Macroc sgranando gli occhi.
Tra poco il sole tramonter oltre la coltre di nubi disse Ohedn osservando lorizzonte del
deserto a ovest.
Gli ombruchi sono completamente ciechi e non escono mai durante il giorno. Si orientano con
i suoni; percepiscono le vibrazioni dei passi sulla superficie delle dune e seguono la loro preda,
nuotando nelle onde di sabbia come serpenti marini disse Zap.
David scrut il terreno attorno ai propri piedi.
Vuoi dire che... se restiamo immobili, loro non possono sapere dove siamo?
Proprio cos; ma noi non possiamo restare immobili... Andiamo, presto!
Il cinro si rimise in marcia verso nord-ovest, quasi correndo sul terreno franoso.
Dobbiamo allontanarci il pi possibile da qui! Ci fermeremo quando sar buio e allora s che
dovremo rimanere immobili, come se fossimo gi morti.
Proseguirono senza sosta per il resto del giorno, camminando veloci sul crinale della medesima
duna; ovunque, attorno a loro, la sabbia era solcata dalle impronte degli ombruchi.
***
Zap si ferm di scatto e, come se improvvisamente le gambe gli avessero ceduto, si lasci
cadere a terra.
Sedetevi sussurr facendo un gesto con le mani, e restate immobili.
Il cinro scrut la superficie della sabbia attraverso la penombra.
Non muovete un muscolo, non toccate la sabbia, respirate piano. Se siamo riusciti a
distanziarli almeno un po forse non ci troveranno.
Dovremmo fare dei turni di guardia disse Macroc. Non vorrei che quei maledetti vermi ci
sorprendessero nel sonno.
Sai una cosa, gigante?
Cosa?
Si dice che gli ombruchi non attacchino le creature addormentate, credendole morte.
Ed  vero?
E chi lo sa? Se dormi non ti accorgi di nulla e se sei sveglio... ma forse  solo uno scherzo
crudele, perch nessuno riesce a dormire quando i vermi ti girano attorno.
Chi non ha paura di morire, non muore disse Ohedn ripetendo un proverbio elfico.
Star io di guardia intervenne Lilo.
Non sei stanco? chiese Ohedn fissandolo negli occhi.
Per quanto si sforzasse, lelfo non riusciva a fidarsi completamente di lui.
Gli uli non dormono molto, arboreo rispose lelettro con un sorriso ambiguo. Riposate pure.
La luce di Mthre terr gli ombruchi lontani concluse alzando la lanterna.

CAPITOLO 5.
CHI NON HA PAURA DI MORIRE NON MUORE.

Giaceva rannicchiato come un animaletto sulla sabbia fredda, quando un rumore lo dest dal
sonno leggero. David apr gli occhi e cerc con lo sguardo la lanterna dellulo.
Lilo? chiam con un filo di voce.
Lentamente si mise a sedere, facendo il possibile per non smuovere la sabbia sotto il proprio
corpo.
Ma dov?
Dun tratto scorse una piccola luce ondeggiare nelloscurit, disegnando un alone sul profilo
delle dune.
Fermati, Lilo! sussurr il giovane. Ti sentiranno!
La luce compariva e scompariva, come una boa luminosa tra le onde lunghe delloceano.
Dove sta andando?
Il giovane esit; un solo passo e i vermi lo avrebbero individuato.
Il chiarore della lanterna si faceva sempre pi fioco e lontano.
Al diavolo! esclam. Devo raggiungerlo.
Dimenticando che si trovava sul crinale di una duna, David si mise a correre in direzione della
luce.
Dopo un centinaio di passi sent il vuoto sotto di s e inizi a rotolare. Si ferm in fondo al
pendio e la testa gli girava cos forte che a malapena riusc a rimettersi in piedi.
Oh, no! pens scrutando nel buio da una parte e dallaltra.
Risal la duna a quattro zampe, con il respiro affannato per la fatica e per la paura. Quando
finalmente riusc a raggiungere la cima cerc di rintracciare il chiarore della lanterna, ma vide solo il
buio, un buio assoluto e il riflesso accecante della propria paura.
Stupido che sono!Devo ritrovare il bivacco!
In quello stesso istante sent la sabbia scorrere su se stessa, come se qualcosa fosse emerso dalla
duna, qualcosa di grande. Il giovane frug nella giubba e tir fuori la penna dal cappuccio luminoso.
Fece scattare linterruttore e allung la mano di fronte a s. La forma di un verme gigantesco si
compose lentamente nella penombra. Gli anelli, scuri e lucenti come il guscio di un insetto, scorrevano
sulla sabbia, producendo un lieve fruscio. Lombruco alz la testa e indugi per pochi istanti oscillando
nellaria; poi apr la grande bocca rotonda, mostrando le file di denti uncinati.
David sent la paura salire lungo i piedi e bruciare sulla pelle come il fuoco. Preso dal panico si
mise a correre nel buio, senza nemmeno pensare alla direzione. Incespic dopo pochi passi e di nuovo
rotol tra le dune.
Non fece in tempo a rialzarsi che di nuovo sent quel fruscio vicino a s; annaspando
nelloscurit riprese a salire e poi rotol di nuovo e di nuovo sal, in una corsa disperata e affannosa.
Ma lombruco sceglieva la via pi breve, attraversando le dune come onde di sabbia; solo la fortuna
aveva impedito che il verme affondasse i piccoli denti uncinati nella carne del ragazzo.
Ancora una volta David raggiunse il punto pi alto e di nuovo rotol nella sabbia dalla parte
opposta. Si ferm a pancia in su da qualche parte tra le onde del deserto, il fiato spezzato, il cuore
impazzito.
Stava gi per rialzarsi e rimettersi a correre, quando le parole di Zap risuonarono nella sua
testa.
Gli ombruchi sono ciechi... percepiscono le vibrazioni sulla superficie delle dune... seguono la
loro preda nuotando nella sabbia come serpenti marini.
Devo rimanere immobile; immobile come se fossi gi morto, pens David.
In quello stesso istante lombruco emerse ai piedi della duna e cominci a cercare la sua preda.
***
Il verme strisciava a pochi passi dal suo corpo, lentamente, esplorando la sabbia attorno al
punto in cui lo aveva sentito cadere.
Devo rimanere immobile ripeteva David nella sua testa, e intanto seguiva con gli occhi quel
rumore nel buio.
Improvvisamente lombruco prese a battere la coda; quattro o cinque colpi potenti. Rest in
attesa per alcuni istanti e di nuovo picchi sulla sabbia con la grossa coda.
David sent il sangue gelare.
I colpi risuonarono sordi attraverso il terreno, come passi di gigante. Poi finalmente il verme si
ferm e per un po non successe pi nulla.
Se n andato? pens il ragazzo, ma un istante dopo lo ud strisciare lontano, poi di nuovo
vicino e ancora lontano, da una parte e dallaltra.
Oh, no...!
Richiamati dai colpi del compagno, i vermi sbucavano da ogni parte, come segugi ciechi e
instancabili.
Re... resta immobile! Resta immobile! si ripeteva, ma la voglia di scattare in piedi e mettersi a
correre tra le dune era irresistibile.
Mi troveranno! Sono troppi!
Si dice che non attacchino le creature addormentate, credendole morte le parole di Zap gli
tornarono di nuovo alla mente.
David chiuse gli occhi, ma il cuore gli batteva cos forte che gli ombruchi avrebbero potuto
sentirlo.
Chi non ha paura di morire, non muore.
Un verme gli sfior la mano e il giovane sent gli anelli scorrere sotto le dita. Lentamente serr
il pugno cercando di sottrarsi a quel contatto terrificante.
Chi... chi non ha paura... no... non muore si ripet, ma la paura lo stava divorando.
Fu allora che, nel buio della sua mente, vide scintillare una luce, come una favilla sfuggita dal
comignolo in una notte senza luna e senza stelle. Quella piccola luce prese a danzare nelloscurit,
come se un vento la sospingesse, ora lontana, ora vicina; e pi si avvicinava, pi David capiva che era
grande, grande e splendente come... unaquila dalle penne color delloro.
Dormi, figlio mio disse Arcon attraverso la porta del sogno, e io veglier su di te.
Lentamente il rumore dei vermi che strisciavano sulla sabbia divenne il fruscio del vento sulle
piume. Il giovane sent il proprio corpo farsi leggero e fluttuare magicamente tra le dune. Il cielo si
riemp di stelle e laria si fece tiepida come labbraccio del letto di casa; la paura si dilegu e la mente
scivol via.
***
Dei peli ispidi gli solleticavano il naso e le labbra mentre un alito caldo, di ventre ruminante,
accarezzava il suo viso. Il ragazzo apr gli occhi di soprassalto e per alcuni istanti fatic a mettere a
fuoco quel che gli stava sopra, cos grande e vicino da soffocarlo. Lanci un grido strozzato e strisci
allindietro, cercando di mettersi al riparo. Il belufo alz la testa e mugghi spaventato.
No! No! Non scappare! lo supplic il ragazzo appena riusc a ritrovare la voce.
La bestia si ferm. Studiava il giovane con diffidenza, dilatando le grandi narici e sferzando
laria con la coda; era cos alto da far venire le vertigini. Sul dorso portava ancora la sella con i viveri.
David si alz e lentamente prov ad avvicinarsi.
Fermo... sussurr sfiorandolo con la mano.
Inaspettatamente il belufo pieg sotto il ventre le lunghe zampe e si accovacci a terra.
Ecco... mormor il ragazzo, cos, bravo.
David afferr il pomo della sella, scrut per un istante ancora la grossa testa cornuta e mont su.
Il belufo grugn e senza scrolloni si drizz sulle zampe, sollevando il suo giovane cavaliere fino
al cielo. Finalmente David poteva osservare il deserto dallalto, al sicuro sul dorso di quella cavalcatura
colossale.
Guard nel punto in cui era rimasto sdraiato per tutta la notte. Le impronte degli ombruchi
erano dappertutto; i vermi lo avevano cercato in ogni punto e pi volte dovevano essere passati sopra il
suo corpo addormentato.
Il ragazzo rabbrivid e fu davvero felice di ritrovarsi a oltre dieci metri di altezza.
Andiamo! disse spronando il belufo.
La bestia risal di slancio il fianco della duna e David torn a vedere lorizzonte lontano del
deserto. Poi si mise in marcia verso nord-ovest, percorrendo con lunghi passi il dorso di sabbia.
***
Erano in cammino da almeno un paio di leghe e David scrutava attento lorizzonte del deserto.
Ma dove sono finiti?
Dun tratto avvist i lunghi colli di cinque belufi svettare oltre le dune; procedevano compatti
verso nord e tra loro era ben riconoscibile Ngro, il jamb su cui montava Macroc.
Quando gli animali lo videro, deviarono verso di lui e in pochi minuti lo raggiunsero.
Le bestie si annusarono, sfiorandosi con le grosse labbra pendule; di tanto in tanto lanciavano
brevi muggiti, come se volessero rassicurarsi. Poi si disposero ordinatamente dietro al giovane
cavaliere e sembravano davvero felici di aver ritrovato una guida.
Spero solo che la direzione sia quella giusta disse David guardando il deserto di fronte a s.
Osservando dallalto la distesa di sabbia, il giovane vide con sollievo che le impronte dei vermi
erano scomparse e si convinse cos dessere finalmente uscito dal territorio degli ombruchi.
Ma dove diavolo sono finiti gli altri? Non saranno mica...?
Il ragazzo cerc di scacciare quel pensiero orribile.
Improvvisamente il belufo si ferm e alz la testa, facendo scattare le orecchie. Poi punt il
muso verso est e annus laria, dilatando le grandi narici.
Che cosa c? chiese David guardando nella stessa direzione.
In tutta risposta la bestia lanci un lungo brontolio e si mise a trottare verso oriente, tagliando le
dune di traverso.
Piano! Piano! grid il giovane mentre il belufo scendeva e risaliva i pendii di sabbia, seguito
dai compagni. Ma dove state andando?
Dopo qualche minuto di scrolloni, sembr a David di udire leco di un verso lamentoso. Anche
il belufo lo sent, perch di nuovo fece scattare le orecchie e mugghi di eccitazione; poi si diede al
galoppo, spingendo in avanti il collo robusto.
Zap! esclam David quando giunsero in cima al pendio; il cinro stava ritto sul dorso della
duna e lanciava il suo richiamo, unendo le mani attorno alla bocca.
Per la barba di roc! Dove accidenti eri finito, Rownroc? grid Macroc.
Il ragazzo spron il belufo verso i compagni.
Mi sono svegliato nella notte, e ho visto Lilo che...
Quando vide lulo accanto al gigante, David ammutol.
Che ti succede? chiese lelettro guardandolo con unespressione ambigua.
Io... ero certo che...
Che cosa, David? domand Ohedn.
Il giovane esit.
Niente disse infine fissando Lilo. Avevo sentito dei rumori e mi ero... allontanato.
I compagni lo guardarono perplessi.
 davvero una fortuna che tu sia ancora vivo comment Zap.
Gi... una vera fortuna concluse David guardando lulo negli occhi.
***
La compagnia si rimise subito in marcia. Allalba del terzo giorno, sotto un cielo basso e grigio
come il ferro, giunsero finalmente nel luogo delladunata.

CAPITOLO 6.
LA CITT NOMADE.

Per la barba di tutti i giganti! esclam Macroc guardando in lontananza laccampamento dei
cinri.
Sono migliaia disse Ohedn.
Ai confini del deserto era sorto in pochi giorni un accampamento sterminato, che si estendeva a
perdita docchio tra le dune.
Quella  Topinumba disse Zap, la Citt Nomade.
La Citt Nomade? chiese David.
Viene eretta al comando del rhazkan, il signore dei cinri; lui decide dove e quando. Allora
tutte le trib si riuniscono e piantano i loro quartieri seguendo lantico progetto, che si tramanda di
generazione in generazione da migliaia di anni. Ero solo un bambino lultima volta che lho vista.
Venite, andiamo! concluse il predone spronando il belufo per lultimo tratto.
***
Non era un accampamento caotico, ma una vera e propria citt, con strade, piazze, bazar. Solo
che al posto delle case cerano tende, coloratissime di ocra e di porpora, che si ergevano leggere e
bellissime tra le dune; alcune erano piccole, altre grandi come palazzi. Il vento le faceva tremare e
Topinumba sembrava davvero un gigantesco bastimento dalle mille vele, che navigava lento attraverso
il deserto.
Sopra ogni tenda sventolava il vessillo di una trib e ovunque svettavano le teste dei belufi; i
cinri li conducevano per le strade di sabbia, come giganti dinoccolati in una citt magica e colorata.
Quale meraviglia doveva apparire di fronte agli occhi del viaggiatore, stordito dalla monotonia
del deserto, quando il sole faceva brillare le sue mura di tela!
La compagnia percorse la via maestra che conduceva al centro della Citt Nomade, finch
giunse dinnanzi a una tenda color porpora, talmente grande da sembrare una reggia di stoffa. Le guglie
forate salivano alte nel cielo, come boccioli di fiore, e la luce delle lanterne pulsava qua e l a
illuminare le pareti intessute.
Questa  Nubla disse Zap guardando la costruzione sospesa che sorgeva al centro di
Topinumba, la dimora del rhazkan. Venite.
I compagni smontarono dai belufi e al seguito del cinro si avvicinarono al varco dingresso.
***
Due predoni, alti e scuri, stavano di guardia a Nubla. Erano armati di una lunga sciabola, che
pendeva dal fianco fino a sfiorare la sabbia. Salutarono Zap con fare militaresco e scambiarono poche
parole nella lingua del deserto. Poi si fecero da parte e lasciarono che David e i compagni entrassero
nella reggia di stoffa.
Lodore della cucumna aleggiava nellaria assieme a un fumo sottile, che si addensava nei
punti pi alti della tenda. Sotto le guglie forate erano appese delle grandi lanterne, che ardevano con
uno sfrigolio ininterrotto, diffondendo sulle pareti di tela la luce tremante della fiamma.
Ben arrivati a Topinumba disse Naab.
Il rhazkan, il capo supremo delle trib cinre, stava seduto su una specie di trono fatto di
grandi cuscini colorati e aspirava dalla sua pipa oblunga, soffiando sottili nuvole di fumo nellaria. Il
predone scrut uno per uno i nuovi arrivati; poi, con un gesto della mano, li invit a sedersi di fronte a
lui.
Allora  vero comment con un sorriso sornione, il principe di RocOorc  libero.
Sono vivo e libero grazie alla cocciutaggine dei miei amici disse Macroc lanciando
unocchiata al giovane hbrom.
David Dream... mormor Naab guardando di sottecchi il ragazzo seduto ai suoi piedi. Non
tutto  leggenda, dunque.
Il ragazzo non rispose.
E come pensate di riconquistare la Citt di Pietra, adesso? domand il rhazkan. Hancroc
non  n debole n stupido.
I compagni lo guardarono in silenzio.
Uhm... capisco. E perch mai i cinri dovrebbero aiutare un gigante a riconquistare il trono
perduto?
Non  forse per questo che hai dato lordine di adunata? chiese Lilo. Non intendi forse
mettere RocOorc sotto assedio?
Il predone non rispose.
La Citt di Pietra  inespugnabile intervenne Macroc. Non importa quanti guerrieri
ammasserete ai confini del deserto. Non riuscirete mai a varcare la Porta dellUro.
Naab soffi il fumo che teneva in bocca.
Forse hai ragione; forse  come dici tu. A meno che...
Il rhazkan esit.
A meno che non ci aiuti qualcuno che conosce RocOorc come casa sua.
Macroc si fece rosso in viso.
E perch mai un gigante dovrebbe aiutare i cinri a espugnare la Citt di Pietra?
Perch non ha nessuna alternativa per riconquistare il trono di suo padre sibil Naab.
Non metter RocOorc e il suo popolo alla merc di una banda di predoni!
Ma li hai lasciati nelle mani di un usurpatore sanguinario come Hancroc!
Macroc si alz in piedi e fiss Naab con sguardo furioso. I predoni sguainarono le sciabole,
ma Lilo si frappose alzando la lanterna.
Fermi! disse con la sua voce sottile.
Il rhazkan lo guard con un certo stupore; poi alz la mano e con un gesto ferm le guardie.
Non capir mai la vostra saggezza disse Naab fissandolo con i suoi occhi scuri, ma devo
ammettere che mai gli elettri hanno mostrato ambizione per il potere. Parla, ulo.
Dacci sette giorni per riconquistare la Citt di Pietra. Se non ci riusciremo, allora metterai
RocOorc sotto assedio.
Macroc sgran gli occhi e guard il piccolo ulo dallalto della sua statura.
Il rhazkan tir una lunga boccata facendo brillare la cenere in fondo alla pipa.
Non sar certo io a sottovalutare lastuzia di un ulo disse poi soffiando una nuvola di fumo,
ma sette giorni sono sufficienti per armare una difesa davvero inviolabile. Ve ne conceder quattro.
Quattro? protest Macroc. Ma se ne occorrono due solo per arrivare a RocOorc!
E altri due per liberarla; non  questa unimpresa degna di David Dream e dei suoi
compagni? concluse il rhazkan fissandoli furbo.
Che cosa vuoi in cambio?
Mai pi giganti nel Kalabh rispose Naab. Dovrete lasciare subito Minerha; le dune
appartengono ai cinri.
E voi non attaccherete i convogli che uniscono le province del nord a quelle del sud!
Naab soffi unaltra nuvola di fumo e annu appena.
Quanto vale la parola di un predone? domand Macroc.
Pi di quella di un usurpatore rispose il rhazkan imperturbabile.

CAPITOLO 7.
LA TANATOSA.

Lilo camminava a piccoli passi tra le vie di Topinumba; di tanto in tanto si voltava indietro,
come se volesse accertarsi che nessuno lo stesse seguendo.
Si era alzato nel pieno della notte e senza fare rumore era sgattaiolato fuori dalla tenda. Ma le
sue impronte sulla sabbia, piccole e ravvicinate come quelle di un brugo, non erano difficili da
individuare. David aspett che si allontanasse, nascosto dietro una parete di tela, poi riprese a seguirlo.
Lulo attravers la Citt Nomade verso sud-est, percorrendo delle vie secondarie che si aprivano
fra le tende dei cinri; i belufi, accovacciati sulla sabbia, seguivano il passaggio di quella creatura
minuta, ruotando il capo sui lunghi colli.
Lilo raggiunse svelto i confini di Topinumba e prosegu nel deserto, illuminando la via con la
sua lanterna. David lo segu a distanza, osservando in lontananza il piccolo lume che ondeggiava
nelloscurit.
La luce si ferm sulla cresta di una duna e l rest a lungo immobile.
Nascosto dal profilo della sabbia, David riusc a strisciare abbastanza vicino da scorgere il volto
dellulo nel chiarore della fiamma. Lilo stava seduto con le gambe incrociate e scrutava nel buio, come
se aspettasse qualcuno. Ogni tanto parlottava tra s nella lingua di Obl, con voce sussurrata.
Ma cosa sta facendo? si domand David, acquattato nellombra; in quello stesso istante Lilo si
alz in piedi e ondeggi appena la lanterna. Unombra deforme comparve al margine della luce, simile
a quella di una bestia che cammina ritta come un uomo.
Lychon! sussurr David.
Il giovane strisci pi vicino e cominci a distinguere poche parole nella lingua degli elfi.
RocOorc... principe dei giganti... Kahs.
La creatura tir fuori una specie di fagotto, non pi grande di un pugno, e lo pass allulo.
Lelettro lo apr con attenzione, come se fosse molto prezioso, e ne osserv il contenuto. Poi pronunci
una parola: Tanatosa.
David doveva assolutamente capire il senso di quella parola. Cercando di rimanere nascosto
dietro al dorso della duna, il ragazzo si avvicin ancora.
Nessuno si accorger di nulla sussurr Lilo. Quando Macroc sar morto... Hancroc... mura
della cittadella.
Non  possibile! Lilo non pu...
Dun tratto lulo si zitt e appoggi lindice sulle labbra. Poi si volt e lentamente alz la
lanterna; la luce si allung verso il giovane come unonda.
Che cosa ci fai qui, David? domand lelettro nascondendo il fagotto sotto la tunica.
Sono io che te lo chiedo, Lilo! rispose il ragazzo saltando in piedi.
La creatura misteriosa spicc un balzo prodigioso, super la duna, e ricadde a pochi passi da lui.
Stai indietro url David sguainando la spada, o assaggerai di nuovo il pungiglione
dellape!
Calmati, giovane hbrom disse lulo.
David sbirci con un occhio alle proprie spalle; le luci di Topinumba erano troppo lontane per
tentare la fuga.
Credevo di potermi fidare di te! grid cercando di prendere tempo. Credevo che fossimo
amici!
Certo che siamo amici rispose Lilo con la sua vocetta sottile.
La creatura avanz nel buio, scivolando leggera sulla sabbia.
Stai indietro! ripet il ragazzo cercando di metterne a fuoco i contorni disumani.
Ma quellessere ignor le sue parole e si fece avanti, uscendo dallombra che lavvolgeva; poi
sorrise, mostrando i denti bianchissimi.
Tiach! esclam David.
David Dream! rispose il tuh con il suo strano accento.
Ma allora...?
Lulo discese veloce la duna.
Che cosa ti ha dato, Lilo? domand David tentando di sbirciare sotto la tunica.
Lelettro esit, cercando di capire che cosa avesse visto e sentito il ragazzo.
Che cosa significa Tanatosa? lo incalz il giovane.
A quel punto si arrese.
La Tanatosa rispose tirando fuori dalla manica il piccolo fagotto, sar la nostra chiave per
entrare a RocOorc.
***
Che cos? chiese David osservando una specie di tubero informe al centro del panno logoro.
 la radice di una piccola pianta che cresce sulle montagne boscose di Obl rispose Lilo, ai
confini settentrionali della terra degli uli.
David allung la mano.
Non toccarla! La Tanatosa regala una morte rapida e indolore; basta ingoiarne un pezzetto
grande come un chicco di miglio per ritrovarsi nel regno dei morti.
David ritir la mano.
Tiach continu lelettro si  spinto fino a Duz per prenderla, perch solo gli uli ne
conoscono il mortale segreto.
Il ragazzo non riusciva a capire.
I druidi di Obl si tramandano da millenni una tecnica per estrarre dalla Tanatosa un filtro
molto potente: il ligriso.  proprio per conoscere il segreto del ligriso che Ben-Zac venne a Duz.
A cosa serve il ligriso? chiese David fissando lulo negli occhi.
Il ligriso induce lobilo rispose Lilo pronunciando la parola nella lingua degli uli, la morte
apparente.
Morte apparente? chiese il ragazzo sgranando gli occhi.
Il cuore si ferma, il sangue smette di fluire, i muscoli si irrigidiscono.
David rabbrivid.
E in che modo un simile veleno dovrebbe aiutarci a...?
Prima che potesse finire di chiedere, la risposta gli venne alla mente chiara e terribile.

CAPITOLO 8.
UNA GOCCIA DI LIGRISO.

Loscurit era cos spessa da nascondere ogni cosa, ma tutti loro potevano sentire quella
presenza che si stendeva nel buio, come un precipizio senza fine: era il Mare di Mezzo.
Le onde lambivano le sabbie nere di Karkadua e il rumore inconfondibile della risacca segnava
il limite del bagnasciuga.
Avevano impiegato due giorni per giungere sulle sponde orientali e altri due ne restavano per
riconquistare la Citt di Pietra.
In lontananza le fiamme si torcevano come dannati tra le mura della cittadella, unico
riferimento visibile in quelloceano di buio.
Andiamo disse Macroc con un filo di voce.
***
Camminavano al limite del bagnasciuga, affondando i piedi nella rena scura. Il gigante aveva
acceso una torcia e procedeva davanti a tutti, allungando la fiamma dinnanzi a s. Giunsero in breve al
confine della spiaggia, dove si ergeva una rupe a strapiombo, nera e lucida come carbone.
Deve essere qui da qualche parte disse Macroc illuminando la roccia.
Eccola! esclam infine.
Nella parete si apriva una fenditura informe, ostruita da un grosso masso.
Reggimi la fiaccola, David.
Il gigante afferr la pietra e, spingendo con tutta la forza la fece ruotare nella sabbia, in modo da
liberare lingresso.
Venite disse poi recuperando la torcia.
La fiamma illumin la volta della grotta, mentre il rumore della risacca risuonava tra le pareti
umide.
Fate attenzione disse Macroc immergendo i piedi nellacqua, il mare entra dentro la
roccia.
Poi di nuovo allung la fiaccola, facendo risplendere la superficie.
Eccolo l! esclam con sollievo.
Tra le pareti di pietra galleggiava un grosso legno da pesca; le piccole onde lambivano
delicatamente il fasciame e il loro chioccolio incessante echeggiava nella caverna marina. Nonostante
la penombra ne nascondesse i contorni, David ebbe la sensazione di rivedere un vecchio amico.
 il Mhorrob! esclam leggendo il nome inciso nel legno, sotto il bordo di dritta.
S rispose il gigante, lho nascosto qui quando sono fuggito da RocOorc.
Il ragazzo corse con gli occhi da una parte e dallaltra.
 proprio lui disse, riconoscendo ogni piccolo particolare del barcone che aveva traghettato
lui e Macroc attraverso il Mare di Mezzo.
Forza, salite! li incoraggi il gigante.
Uno dopo laltro i compagni salirono a bordo. Il Mhorrob oscill sotto il loro peso, come se si
risvegliasse da un lungo sonno.
Sciogli la cima di poppa, David.
Puntellandosi tra le pareti di roccia, i compagni guidarono il Mhorrob verso larco dingresso,
mentre Lilo illuminava la via con la sua lanterna.
Il vecchio barcone emerse dalla roccia e lentamente guadagn il largo, scivolando nel buio
come uno spirito di legno.
***
Le mura della Citt di Pietra si ergevano a strapiombo sul porto di Nrdur, illuminate dalla
fiamma delle torce. David e i compagni le osservavano da sotto la coperta di pelle, nascosti come topi
nel ventre del Mhorrob. La barca scorreva lenta tra i moli di pietra, accompagnata da un lieve
sciabordio che risuonava attraverso il fasciame. Quando lo scafo si accost alla banchina, quattro
ombre scivolarono fuori e senza fare un rumore si dileguarono tra i vicoli dellangiporto.
***
Bulcroc serv i boccali di vino agli armigeri che, come ogni sera, bivaccavano nella taverna.
Portacene ancora, vecchio guercio spilorcio sbrait uno dei soldati, talmente ubriaco da
uccidere per uno sguardo di troppo.
S, signore rispose loste come se nulla fosse.
Cammin fino al tavolo che stava sotto alla scala, tir fuori lo straccio e lo pass sul legno.
Che cosa ti porto, amico? chiese senza nemmeno alzare la testa.
Poi fece scattare lacciarino e accese la candela che stava al centro del tavolo. Un soffio subito
la smorz.
Meglio spenta.
Quando loste scorse il volto del gigante che stava seduto nellombra, poco ci manc che
lunico occhio gli saltasse fuori dalla testa. Ruot appena il capo e cercando di non farsi notare sbirci i
soldati alle sue spalle. Poi ripet:
Che cosa ti porto... amico?
Siamo in quattro sussurr Macroc con un filo di voce.
Nel retro disse Bulcroc con un cenno del capo, quando i bicchieri si rompono.
Il principe annu.
Loste si allontan e scomparve dietro al bancone; ricomparve poco dopo reggendo sei boccali
stracolmi.
Ecco il vostro vi... disse accostandosi al tavolo degli armigeri, ma prima di finire, inciamp in
una sedia e rotol tra i tavoli con un frastuono assordante.
Maledetto guercio! ringhi il soldato. Non sei nemmeno buono a servire un boccale di
vino! e cos dicendo vuot il bicchiere che teneva in mano sulla testa delloste. I compagni risero
come scimmie.
Scu... scusate, signore farfugli Bulcroc tirandosi su e asciugandosi come poteva, ve ne
porto subito dellaltro.
Macroc era gi scomparso.
***
Un elfo, un ulo e... David Dream! disse loste guardando i compagni che uno dopo laltro
entravano dalla finestra sul retro. Davvero una strana compagnia, principe Macroc.
Gi rispose il gigante. Abbiamo bisogno di un posto sicuro dove stare fino a domattina.
Il magazzino andr bene rispose Bulcroc, ma fate molta attenzione, mio signore; anche i
muri hanno orecchie a RocOorc.
Che cosa vuoi dire?
Hancroc punisce con la tortura e la morte chi trama contro di lui e premia con denaro sonante
chi rivela i nomi dei sospetti cospiratori.  Lokroc, il suo sgherro, che raccoglie le denunce ed
elargisce le ricompense; cos molti sono finiti sulla forca senza nemmeno sapere il perch.
I compagni ascoltarono in silenzio.
Che cosa volete fare, principe? chiese Bulcroc alla fine.
Devo entrare a Erengroc e fermare lusurpatore.
Non esiste cosa pi difficile, mio signore! Hancroc sospetta di tutti e dopo lattentato
dellelfo il gigante lanci unocchiata a Ohedn, ha raddoppiato la vigilanza.
David e Lilo si guardarono lun laltro in silenzio.
Portami un fornello a olio, un pentolino di rame, dellaceto bianco e una radice di barbaforte
disse lulo.
Loste lo fiss con il suo unico occhio e annu.
***
Trascorse molto tempo prima che Bulcroc tornasse. Quando finalmente la porta si riapr, tutti
scattarono in piedi e Ohedn salt sul tavolo sguainando la spada; un gigante, alto e robusto come una
quercia, entr nel magazzino al seguito del guercio.
Chi  lui? chiese Lilo, illuminando il nuovo arrivato con la lanterna.
Aveva il volto giovane, coperto da una barba rada e chiara. I suoi occhi saettarono da una parte
e dallaltra, osservando uno per uno i compagni radunati nellombra dellemporio, finch il suo sguardo
si ferm sul principe di RocOorc.
Macroc strizz gli occhi e inclin appena il capo da un lato, come se cercasse di ricordare quel
volto.
Gorroc?
Il giovane si gett a terra e chin il capo.
Allora  vero! disse in preda a uneccitazione incontenibile. Siete vivo!
Macroc gli appoggi una mano sulla spalla.
Il soldato alz la testa e lo guard con gli occhi lucidi di lacrime.
Noi siamo pronti! Non molti sono riusciti a sfuggire alle persecuzioni di Hancroc, ma... siamo
pronti a tutto.
Il figlio di RohOnroc annu.
Questi  Gorroc disse rivolto ai compagni, della guardia reale di RocOorc; fu lui a
denunciare lassassinio di Thorroc nella battaglia di Sulk. Alzati, soldato disse sollevandolo per il
braccio. Quanti ne sono rimasti?
Il giovane esit.
Cinque disse infine, me compreso.
Solo cinque? ripet Macroc con un filo di voce.
Gorroc annu.
Mogroc, Urroc, Toroc e il vecchio Oroc, che a malapena si regge sulle gambe dolenti.
Macroc tir un lungo respiro.
Va bene disse poi cercando di rassicurarlo, ce la faremo, vedrai.
Come riusciremo a entrare nella cittadella? Erengroc  sorvegliata da centinaia di guardie.
Macroc guard Lilo.
Avremo complici insospettabili rispose lulo.
***
Lelettro armeggiava attorno al piccolo fornello a olio, il viso illuminato appena dalla fiamma
che brillava sotto il pentolino di rame.
Rimescol lentamente, riemp il cucchiaio e annus il vapore che si liberava nellaria.
 pronto disse infine.
Bulcroc alline cinque bicchieri sul tavolo e li riemp di vino.
Lilo fece scivolare lentamente il cucchiaio sui boccali e lo ferm sopra lultimo. Una goccia
sola, cristallina come neve sciolta, scivol dal mestolo e cadde nel bicchiere. Il vino si fece scuro come
il sangue di un troll.
Macroc guard uno per uno i compagni, finch i suoi occhi incrociarono quelli del giovane
della razza degli uomini.
A RocOorc disse afferrando il boccale e alzandolo in alto.
Alla terra di Arcon rispose il giovane.
Il gigante annu. Poi avvicin il bicchiere alla bocca, chiuse gli occhi e bevve dun sorso.

CAPITOLO 9.
COMPLICI INSOSPETTABILI.

Le luci dellalba illuminavano appena le vie di RocOorc quando Lokroc entr nella locanda
del guercio.
Bentrovato, Bulcroc disse lufficiale; dieci armigeri lo seguirono nello spaccio.
Loste accenn un saluto chinando appena il capo barbuto, mentre lunico avventore rimasto, un
vecchio marinaio mezzo sbronzo e senza dimora, barcoll veloce fuori dal locale.
Allora, dov? chiese lufficiale avvicinandosi al bancone.
Bulcroc scrut uno per uno i soldati; sembravano nervosi ed eccitati allo stesso tempo. Poi
indic verso il retro con un gesto del capo.
Lokroc accenn un mezzo sorriso dintesa e si accost allingresso del magazzino.
Sguainate! ordin prima di entrare e lui stesso sfoder la spada.
Non ce n bisogno disse Bulcroc.
Cosa vuoi dire? chiese lufficiale in tono brusco.
Il princ... loste si interruppe. Stava molto male e...
Cosa?
Io credo che sia morto, signore.
Lokroc lo fiss per un lungo istante, poi entr.
Il principe Macroc stava disteso sopra un cumulo di granturco e fissava le travi di legno come
se stesse pensando. Quando lo videro i soldati sgranarono gli occhi e anche i pi spietati di loro per un
istante esitarono.
Alzati! ordin Lokroc.
Macroc sembr non sentirlo.
Lufficiale si accost lentamente e lo guard in viso; era pallido come la morte, gli occhi vitrei
segnati da profonde occhiaie livide.
Alzati, Macroc! ripet Lokroc calciandolo sulle gambe con la suola dello stivale.
Il corpo del gigante fu scosso dal colpo, poi torn a fissare immobile le travi del soffitto.
Lentamente lufficiale accost la lama alla bocca, come fosse uno specchio. Attese qualche istante, e
osserv con attenzione la superficie dellacciaio.
Non c respiro sentenzi infine,  morto davvero.
Lufficiale guard Macroc con una strana espressione, mista di disprezzo e compatimento.
Ci hai negato il piacere di ucciderti sibil tra s e s con un filo di voce. Prendetelo! ordin
rinfoderando la spada.
I soldati se lo caricarono sulle spalle e lo trascinarono fuori, passando davanti al bancone.
Grazie, Bulcroc disse Lokroc sfilando per ultimo.
Loste esit.
E i miei soldi?
I tuoi soldi? domand lufficiale tornando indietro. Vorresti davvero essere pagato per un
morto?!
Bulcroc lo fiss immobile.
Era vivo quando vi ho chiamato.
Lokroc lo guard con divertito disprezzo.
Per i tuoi servigi, oste disse gettando in terra una saccoccia di monete. Quel che  giusto 
giusto.
Poi gir le spalle e usc.
***
Lo avevano messo sopra una specie di lettiga, fatta con dei grossi legni intrecciati, e lo
portavano per le vie di RocOorc, verso la cittadella.
Il corpo del principe, sospeso sulle teste dei soldati, sfilava lento tra le mura di pietra, avvolto
dalla luce funerea che filtrava attraverso la coltre di nubi.
I viandanti che vedevano transitare il drappello si fermavano sul ciglio della strada e fissavano
attoniti quella figura pallida, sospesa nellaria.
Il principe Macroc! sussurr qualcuno e quel nome corse di bocca in bocca, cos lesto da
precedere il corpo.
Man mano che i soldati procedevano verso Erengroc, la loro salita si faceva pi lenta e i
cittadini, accalcati ai bordi della via, aumentavano di numero, finch giunsero a ingombrare la strada.
Via! Fate largo! minacci Lokroc sguainando la spada.
 morto!
Cosa gli avete fatto?
Onore al principe Macroc!
La folla sembrava sul punto di rompere gli argini.
Muovetevi! url Lokroc incitando i soldati.
Quando giunsero dinnanzi al grande portone, le guardie andarono in loro aiuto e riuscirono a
trattenere la moltitudine che li seguiva, mentre il corpo di Macroc veniva portato entro le mura della
rocca dei re.
***
Sei un idiota! sibil Hancroc osservando attonito il corpo del principe.
Lo avevano adagiato sopra un letto di pietra, nella grande sala che si affacciava sulla Citt di
Pietra.
Lokroc cerc di giustificarsi.
Io... credevo che fosse la cosa...
Taci! lo zitt lusurpatore. Che cosa avresti fatto se fosse stato ancora vivo?
Lufficiale esit un istante.
Lo avrei ucciso, mio signore, come mi avevate ordinato.
E poi? Lo avresti portato a Erengroc?
No, certo, ma... era gi morto!
E chi vuoi che ci creda?! ringhi Hancroc fissando il suo scherano con sguardo furioso.
Adesso dovremo trattarlo come un re.
Dimprovviso si udirono delle urla provenire dallingresso della sala.
Fatemi passare, ho detto!
Che cosa succede? chiese lusurpatore.
La regina Iren riusc a farsi largo tra le guardie.
Ti prego sussurr con un filo di voce, lasciamelo vedere!
Hancroc esit un istante, poi si fece da parte.
Quando Iren vide il corpo del figlio disteso sul letto di pietra, illuminato dalla luce sepolcrale
che entrava attraverso la grande terrazza, per un istante si arrest, incredula.
No! sussurr senza nemmeno accorgersi. Non  possibile!
Lentamente si accost al figlio, quasi temesse di svegliarlo, e mentre il dolore le storpiava il
volto, abbracci il suo corpo gelido.
Mi dispiace disse Hancroc alle sue spalle; non abbiamo potuto fare nulla.
Hai gi fatto abbastanza mormor Iren tra s e s.
La regina estrasse dalla manica uno stiletto e senza alcun riserbo si gett sullusurpatore.
Hancroc schiv il colpo con facilit e le afferr il polso.
Uccidi anche me, maledetto! disse Iren guardandolo con odio disperato. Liberami dalla tua
schiavit!
Il dolore ti sconvolge la mente, Irenroc, ma... lo capisco.
La regina lo colp al viso con la mano libera, lasciandogli due lunghi graffi sulla guancia.
Hancroc la scosse con forza e il suo sguardo si accese di rabbia.
Portatela nella sua stanza ordin fissando Lokroc con uno sguardo che metteva i brividi.
E... confortatela nel dolore.
Le guardie lafferrarono da una parte e dallaltra e mentre la regina piegava le gambe, incapace
di sopportare ancora il peso del dolore, la trascinarono via.
Allestite la camera ardente disse lusurpatore, che sia degna del principe di RocOorc.
In quello stesso istante una creatura spettrale giungeva finalmente alla Citt di Pietra e si
aggrappava con gli artigli uncinati alle mura della cittadella. La sua figura lugubre, illuminata appena
dalla luce tenue che filtrava attraverso la coltre di nubi, sembr scomparire sulla parete di pietra, come
una falena sulla corteccia della quercia.

CAPITOLO 10.
IL CERUSICO.

Il vecchio cerusico percorreva il viale dei re, scortato dalle guardie, e intanto si chiedeva per
quale ragione lo avessero mandato a chiamare. Lultima volta che era successo, Ocroc aveva dovuto
estrarre una freccia elfica dalla spalla dellusurpatore; un pessimo paziente in effetti. Sapeva che il
principe Macroc era stato portato cadavere nella rocca dei re e questo lo preoccupava alquanto.
Temeva infatti che la sua convocazione potesse avere qualcosa a che fare con la morte del figlio di
RohOnroc.
Quando entr scorse subito la figura di Hancroc tra le torce che ardevano in fondo alla sala.
Il cerusico chin il capo in segno di riverenza e cammin lentamente fino al trono di pietra.
Salute a te, re di RocOorc disse appoggiando un ginocchio a terra. Come posso servirti?
Ascoltami, scannaporci rispose Hancroc. Esiste una sostanza, in questa terra o in unaltra,
capace di far dormire i vivi come se fossero morti, in modo che non sentano il dolore che tu ti diverti a
infliggere con i tuoi strumenti di tortura?
Il cerusico, che mai e poi mai si sarebbe aspettato una simile domanda, alz il capo e guard
lusurpatore con espressione attonita.
Che cosa volete dire, mio sign...?
Quando not la creatura che stava alle spalle del re, Ocroc ammutol. Un goblo era abbarbicato
allo scranno di pietra e lo fissava immobile con i suoi occhi color porpora.
Rispondi alla mia domanda!
S... s rispose il cerusico chinando il capo di nuovo. Non esiste nulla di simile, mio signore,
altrimenti certamente io lo userei per alleviare il dolore.
Ne sei certo? N in questo regno, n in nessun altro?
Ocroc cerc di pensare.
Si... si dice che gli uli conoscano il segreto per sfiorare la morte.
Cosa?
Un filtro che pu indurre una morte apparente, o meglio... una morte temporanea: lo chiamano
ligriso.Ma solo gli uli ne conoscono il segreto prov a dire Ocroc come a volersi giustificare, nessun
altro.
Il goblo sgran i grandi occhi di porpora e ripet:
Ulooo.
Lusurpatore alz lo sguardo e fiss nel vuoto con un ghigno orribile.
***
Una luce sepolcrale penetrava attraverso la grande terrazza e illuminava la camera ardente. Il
corpo del gigante stava disteso sul letto di pietra, sotto un velo di organza bianco. Ai lati, da una parte e
dallaltra, erano allineate delle lucerne dal lungo collo sottile; lolio profumato ardeva nelle coppe,
sprigionando una piccola fiamma rossa e diffondendo nella sala lodore della resina.
Che nessuno entri disse Hancroc al colosso in elmo e armatura che stava di guardia.
Il soldato accenn con il capo.
Lusurpatore percorse la sala e osserv il corpo disteso attraverso le fiamme.
Il principe di RocOorc sussurr come se davvero potesse sentirlo, lunico erede al trono dei
giganti: credevi davvero di poter riconquistare lo scettro di tuo padre?
Hancroc super le lucerne e si accost al letto.
Celebreremo un grande funerale, Macroc, degno di un re mormor guardando il suo volto
attraverso il velo, e sar io a pronunciare lorazione funebre. Quanto vorrei che tu potessi sentirla!
Lusurpatore sguain il coltello e lentamente lo sollev sul corpo inerme.
Addio, principe di RocOorc sussurr stringendo il pugno attorno allelsa; poi, con un
movimento preciso e spietato, piant la lama nel cuore. Il corpo del gigante sussult appena.
Hancroc estrasse il coltello e guard il sangue sgorgare.
I morti non sanguinano sussurr pulendo la lama nel mantello.
Cammin fino alla terrazza e si affacci sulla Citt di Pietra; le luci di RocOorc brillavano
nelloscurit della notte.
Torna alla Citt del Cielo disse fissando nel buio e di al Signore Oscuro che il principe
Macroc  morto; Hancroc siede senza rivali sul trono di Erengroc e governa sulle Terre dOriente.
Il goblo comparve come unombra dal nulla e fiss il gigante in silenzio; poi scal la parete di
pietra, facendo stridere le unghie sulla roccia, finch il profilo lugubre delle sue ali si stagli contro le
nubi.
***
Lusurpatore sfil indifferente di fronte al cadavere e raggiunse la porta dingresso.
Non farai entrare nessuno senza il mio permesso ordin.
La guardia non rispose.
Mi hai sentito? rugg Hancroc.
Il soldato si par davanti a lui e lo guard fisso attraverso lelmo.
Sei ubriaco? Levati di mezzo!
In tutta risposta il gigante abbass la lancia e senza esitazione la conficc nel ventre del re
usurpatore.
Hancroc sgran gli occhi, incredulo, e afferr lasta che lo aveva trafitto.
Cosa... hai fatto?
La guardia si tolse lelmo e mostr il volto.
T... tu? balbett Hancroc mentre il sangue gli riempiva la bocca.
Lentamente volt la testa verso il letto di pietra, poi di nuovo guard il fantasma che lo stava
uccidendo.
Sei arrivato tardi disse Macroc.
Guar... dia!
 morta per mano di un assassino.
Disperatamente Hancroc tent di sguainare la spada, ma il principe di RocOorc gli blocc la
mano e spinse la lancia ancora pi a fondo.
Lusurpatore emise un lungo rantolo, colmo di dolore e di rabbia.
Salutami Thorroc sussurr Macroc fissandolo negli occhi.

CAPITOLO 11.
IL RE DEI GIGANTI.

Macroc prese una delle lucerne che stavano allineate ai lati del letto di pietra e si affacci dalla
terrazza.
Scrutando a ovest, verso il porto di Nrdur, alz la fiamma sopra la testa e la rote nel buio.
Ce lha fatta! disse David vedendo la luce muoversi in lontananza sulla cittadella. Ohedn, il
segnale!
Lelfo incocc una freccia e incendi la punta sulla fiamma dellelettro; poi scocc verso lalto.
Il dardo infuocato disegn una lunga parabola nel cielo buio.
 il segnale! disse Gorroc. Presto, alla rocca!
Gli oppositori di Hancroc, guidati dai veterani sopravvissuti alle persecuzioni dellusurpatore,
si riversarono per le strade della Citt di Pietra.
In quello stesso istante Lokroc, scortato da tre guardie, entr nella camera ardente. Quando
scorse la figura del gigante sulla terrazza, esit, incredulo.
Chi sei?
Il principe si volt e fiss gli armigeri uno per uno.
Sono Macroc di RocOorc, figlio di re RohOnroc, unico erede al trono dei giganti.
Non  possibile! Tu... tu sei morto! balbett lufficiale come se avesse visto un fantasma.
Arrendetevi, gettate le armi, e forse avrete salva la vita disse Macroc sguainando la spada.
Lokroc esit. Senza voltarsi ruot gli occhi e fiss il corpo dellusurpatore a terra, la lancia
conficcata nel ventre.
Arrenditi ripet Macroc.
Lufficiale esit ancora, poi prese la sua decisione.
Arrestatelo! ordin alle guardie.  un impostore! Ha assassinato il re dei giganti!
Gli armigeri si fecero avanti.
E sia mormor il principe sguainando la spada.
La pi corpulenta delle guardie si lanci in avanti ruggendo; Macroc par il colpo, rote su se
stesso e la colp con un fendente letale.
Servite il cane di un traditore disse il figlio di RohOnroc fissandoli in volto, gettate le
armi!
I due armigeri risposero con un ringhio e caricarono.
Macroc schiv da un lato e affond la spada con una tale forza che la lama perfor larmatura e
si conficc nel fianco. Il principe cerc subito di estrarla per fronteggiare un nuovo attacco, ma il ferro
si era incastrato.
La guardia tent di approfittarne e vibr un fendente con tutta la forza. Il principe lasci lelsa e
rotol allindietro, scomparendo nel buio della sala.
Ricordavo soldati meglio addestrati quando Thorroc comandava la guardia reale disse
rialzandosi in piedi. Non sareste sopravvissuti un solo giorno nellarena di Nerantro.
Sei disarmato rispose la guardia facendosi avanti; il suo profilo si scorgeva appena contro
lorizzonte grigio.
Macroc indietreggi fissando il suo nemico, finch sent qualcosa contro i talloni; il cadavere
di Hancroc giaceva supino davanti allingresso. Il principe di RocOorc estrasse la lancia dal corpo
dellusurpatore e la scagli con forza.
Il soldato barcoll allindietro fino alla balaustra, reggendo lasta con entrambe le mani. Poi
precipit lungo le mura della cittadella.
Il principe raccolse la spada e corse verso il varco dingresso.
Macroc?
Alludire quella voce, il gigante sent un brivido correre lungo il corpo; il volto di Irenroc era
appena visibile nellombra, rischiarato dalla fiamma di una lucerna.
Sei davvero tu? domand la regina con un filo di voce.
S, madre.
Iren lo guardava con una strana espressione, incredula, il capo leggermente inclinato da un lato.
Macroc fece per abbracciarla, ma lei lo ferm con un gesto della mano; solo allora il principe
di RocOorc vide baluginare la lama sotto il mento della madre. Lokroc la teneva stretta per i capelli,
premendo il coltello sul collo sottile.
Lasciala andare. Ormai  finita!
No, non ancora; guardie, a me! Accorrete!
Ma dalla stanza del trono giunsero le grida della battaglia.
Sono i veterani della guardia di Thorroc disse Macroc,  finita, Lokroc.
No mormor il capitano arretrando nel buio.
Lasciala andare e ti assicuro che avrai salva la vita.
Una vita in catene...
Il soldato arretr ancora e la fiamma di una lanterna gli illumin il volto; una luce di terrore e
odio brillava nei suoi occhi.
Lasciala andare! implor il principe gettando la spada.
Il capitano scosse la testa in silenzio.
Pagherai caro il trono di RocOorc, principe disse con unespressione che metteva i brividi.
No, fermo! grid Macroc allungando una mano.
Un sibilo, un colpo, e la bocca si contorse attorno allasta sottile.
Il capitano sgran gli occhi e lentamente afferr la freccia che sporgeva dalla bocca. Mentre un
rantolo strozzato sfuggiva tra i denti insanguinati, cadde in avanti come una statua di cera.
Il principe si volt e intravide il profilo di una figura minuta in piedi sulla balaustra della
terrazza.
Lunga vita al re di RocOorc disse Ohedn accennando un inchino.
Il gigante sorrise, poi corse ad abbracciare la madre.
Lo sapevo disse lei stringendolo a s con tutta la forza, sapevo che non potevi essere
morto.
Macroc le accarezz i lunghi capelli e la baci sulla testa.
Presto! grid lelfo saltando gi dalla balaustra e correndo verso la sala del trono. La
battaglia infuria.
***
Forza! url Urroc alzando la spada.
Sotto laquila di pietra che troneggiava allingresso della reggia, lariete cozz contro il grande
portone di ferro.
I rivoltosi erano riusciti a entrare nelle mura della cittadella e ora stavano tentando di penetrare
nella sala del trono, dove si era asserragliata la guardia reale.
Dopo lassalto gli assedianti indietreggiarono sotto una pioggia di frecce.
Alzate gli scudi grid Toroc, ceder al prossimo colpo!
Lariete corse attraverso il cortile e picchi contro il portone facendolo tremare sui cardini.
Ancora! li incit Gorroc.
Una freccia di balestra sibil tra le grida e gli trafisse la spalla. Il giovane gigante url di dolore
e la spezz con la mano.
Avanti url con maggior foga mentre il sangue gli sgorgava dalla ferita, c una sola via!
Lariete giunse a tutta velocit e una volta ancora cozz contro il ferro. Il portone esit in bilico
poi, lentamente, si stacc dai cardini e cadde allindietro con uno schianto assordante.
I rivoltosi irruppero nella sala del trono come un fiume in piena, ma quando furono dentro, tutti
loro si fermarono e un silenzio irreale cal sulla battaglia.
Il re stava seduto sul trono dei giganti; sul capo la corona di ferro.
Quel che era rimasto della guardia reale di Hancroc aveva gettato le armi e si era inchinato al
figlio di RohOnroc.
Macroc si alz in piedi.
La battaglia  finita disse senza un tremito della voce, mai pi scorrer sangue per le vie di
RocOorc.
I rivoltosi esitarono un istante, quasi faticassero a ingoiare la loro furia; poi, come se si fossero
messi daccordo, gridarono tutti assieme.
Lunga vita al re dei giganti!

CAPITOLO 12.
ACCENDETE IL ROGO.

La sala era illuminata da mille torce e lucerne, che brillavano in ogni angolo. Macroc, vestito
come un re, sedeva sul trono dei giganti; al suo fianco, finalmente libera dalla schiavit imposta da
Hancroc, la regina madre aveva ritrovato il sorriso.
Benvenuti a Erengroc, figli di RocOorc; oggi noi festeggiamo la fine delloscura alleanza che
ha infangato la nostra stirpe. Io rendo onore a coloro che hanno continuato a credere anche quando ogni
speranza sembrava perduta. Siedo sul trono della Citt di Pietra grazie a voi, amici miei disse Macroc
cercando con gli occhi tra la folla accalcata nella sala del trono.
Lilo, dove sei? chiese il re. Non ti vedo.
Non  facile, per un ulo, farsi notare in mezzo ai giganti rispose una vocina sottile.
Macroc sorrise e fece cenno allelettro di avvicinarsi.
Sapevo che gli uli erano creature dingegno disse il re, ma non immaginavo che potessero
ingannare persino la morte.
Lulo si accost al trono.
Da oggi per i giganti tu sarai Bilroc, la roccia che splende, perch lingegno della tua mente
brilla come la lanterna che porti.
Grazie, re Macroc;porter questo nome nella terra degli uli.
Hai dunque deciso di ripartire, Lilo?
S,  giunto il momento che io torni a Duzlotl. Troppo tempo  trascorso.
Macroc annu.
Fai buon viaggio, Bilroc, e porta i miei saluti a Ibo, il vecchio ulo che regna su Obl. I giganti
non ti dimenticheranno.
Lilo ringrazi con un piccolo inchino.
Il re rivolse nuovamente lo sguardo verso la sala.
C un elfo tra voi? chiese poi.
Sono qui rispose Ohedn facendosi avanti.
Quando i giganti lo videro salire verso il trono, non riuscirono a trattenere unesclamazione di
sorpresa e ammirazione.
Ohedn, larboreo; vieni qui, amico mio. In tutta la vita non ho mai conosciuto un guerriero pi
valoroso e leale di te.
Tu mi onori, re di RocOorc.
Sei tu che ci onori con la tua amicizia, figlio di Holf. Da oggi per i giganti sarai Nocroc, la
roccia che non pu essere spezzata.
Grazie, signore dei giganti rispose Ohedn portandosi il pugno sulla spalla sinistra nel saluto
militare degli arborei.
Infine... disse Macroc cercando con gli occhi nella sala illuminata, dove ti sei cacciato,
Rownroc?
Eccomi rispose il giovane della razza degli uomini.
David Dream... mormor il re mentre il ragazzo saliva verso di lui, colui che porta la luce.
Fin nel cuore di Nerantro ti ha condotto la tua promessa di amicizia.
David sorrise.
Per i giganti tu sarai sempre... Rownroc, il mio giovane amico.
Il ragazzo annu.
Ma c ancora qualcuno che vorrei ringraziare; Bulcroc?
Sono qui, mio re.
Quanto vale il tuo tradimento?
Cento scudi disse loste tirando fuori dalla tasca una saccoccia di monete.
Per le corna di roc! Solo cento scudi per il principe dei giganti?
Per il suo corpo senza vita, mio signore precis Bulcroc.
Pur sempre il cadavere di un principe! disse Macroc suscitando le risa dei presenti.
Ce li berremo tutti assieme sugger loste.
E sia acconsent il re, ma... non  ancora giunto il tempo per i festeggiamenti.
I giganti lo guardarono stupiti.
La battaglia per RocOorc  vinta, amici miei, ma la guerra contro il Signore Oscuro  solo
allinizio.
La regina Iren tir un lungo sospiro e chin il capo.
Gorroc? chiam il re.
S, mio signore rispose il giovane gigante facendosi avanti. Aveva il braccio e la spalla
fasciati con delle bende chiare.
Hai combattuto con valore.
Grazie, re di RocOorc.
Io ti nomino comandante della guardia reale e generale dellesercito degli uri.
Il giovane sgran gli occhi.
Io... io non...
Non c tempo per i tentennamenti lo interruppe Macroc. Accendete il grande rogo e
radunate lesercito degli uri; i giganti andranno alla guerra contro il Signore Oscuro.
***
Attacchiamoli adesso disse il predone guardando in lontananza i fuochi che bruciavano sulle
mura di RocOorc. Sono impegnati a combattere tra loro; la citt  sguarnita.
In sella al belufo Naab riflett. Alle sue spalle era schierato il pi grande esercito di cinri che
mai avesse calpestato le dune del Kalabh.
Il rhazkan alz lo sguardo e fiss la coltre di nubi sopra la sua testa.
Non vuoi vedere il sole splendere di nuovo sul deserto, Zap?
Il guerriero esit.
Non c nulla che io desideri di pi, mio signore.
Gi comment Naab tornando a guardare la Citt di Pietra.
In quello stesso istante il rogo si accese sulla torre pi alta.
Ce lhanno fatta!
Il re dei cinri sorrise sotto il velo scuro.
Allora speriamo che David Dream riesca davvero a sconfiggere il Signore Oscuro che siede
sul trono di Etheria.
Il rhazkan si volt e fiss i suoi guerrieri schierati. Poi alz la mano e grid nella lingua del
deserto, roteando il braccio.
I predoni si guardarono lun laltro, increduli; poi, lentamente, girarono i loro belufi e si dispersero in tutte le direzioni.

CAPITOLO 13.
BALENE ALLORIZZONTE.

Ai piedi del trono, il goblo si torceva nellombra, avvolgendosi come un serpente nelle ali membranose.
Quali notizie porti dalle Terre dOriente? chiese Airelph mentre il Signore Oscuro lo fissava
immobile dallalto del suo scranno.
Lusurpatooore lo ha ucciiissso sibil il goblo.
Ne sei certo?
S. Il principe Macroooooc... lui moooorto.
Il consigliere lo conged con un gesto della mano; il goblo caracoll fino al varco dingresso e
scomparve nel buio.
Kahs, seduto nellombra della sua dannazione, rest a lungo in silenzio. Una parola
echeggiava nella sua mente, una parola di cui pochi conoscevano il significato.
Ligriso... sussurr fissando nel vuoto.
Come avete detto? domand lelfo.
Il Signore Oscuro sembr non sentirlo; continuava a fissare nel vuoto, immobile come una
statua.
Hancroc  morto disse infine con un filo di voce. Il nuovo re guida lesercito degli uri alla
volta di Etheria.
Lelfo trattenne a stento un sussulto.
Avvisa Molok; che si prepari alla guerra.
Airelph chin il capo e si allontan in silenzio.
Quando il consigliere fu uscito, il Signore Oscuro si alz dal trono di Etheria e usc nel giardino
del cielo. Percorse lentamente il bordo del canale, sfilando tra le statue, e si ferm al margine della
grande cascata.
Le nubi sopra la Citt del Cielo erano scure e dense come il mare in tempesta e allo stesso modo
si agitavano in flutti tumultuosi.
Kahs le fiss in silenzio, poi spinse il suo sguardo a ovest, oltre lorizzonte della Foresta
Eterna, oltre le montagne kahure, oltre le pianure di Nobo e le gole di Grhan, ai confini delle terre
conosciute.
Di nuovo il suo corpo sembr irrigidirsi e fu scosso da un tremore, come se lottasse contro una
forza invisibile.
Le nubi presero ad agitarsi mentre un lamento agghiacciante si liberava dalla sua bocca
contratta; un lamento che divenne grido mostruoso e trafisse la coltre di nubi come una folgore.
Pochi sarebbero stati capaci di riconoscere in quel verso disumano il nome di una creatura:
galgarath.
***
Lacqua scorreva rapida lungo il fianco dello scafo, formando una piccola onda che si rompeva
su se stessa, producendo uno scroscio ininterrotto e una sottile scia di spuma. Lodore delle alghe e dei
balani che crescevano sul fasciame si mischiava a quello del legno.
David alz lo sguardo e vide le altre navi procedere fianco a fianco attraverso il Mare di Mezzo,
sotto una coltre di nubi cos spessa e bassa che sembrava sfiorare le cime degli alberi. Le vele sfilavano
a centinaia sulla superficie plumbea, pallide e lugubri come lastre sepolcrali.
Sei pensieroso, Rownroc? chiese Macroc avvicinandosi al ragazzo.
David annu.
Lultima volta che ho attraversato il Mare di Mezzo ero a bordo di una nave gurbl e il mare
era azzurro come il cielo disse il giovane alzando lo sguardo. Golghien cavalcava il suo delfino al
fianco della Garglia e la loro pelle lucida brillava nella luce del primo sole.
Gi... mormor il gigante appoggiando le mani sulla battagliola e scrutando lorizzonte cupo,
ma io ti prometto che vinceremo anche questa guerra; lesercito degli uri non pu essere sconfitto
disse Macroc gettando unocchiata ai guerrieri allineati sul ponte di coperta.
David annu in silenzio.
Che cosa ti turba, Rownroc?
 molto forte, Macroc rispose il ragazzo scrutando le nubi nel cielo, e il suo potere aumenta
man mano che ci avviciniamo alla Citt del Cielo.
Improvvisamente un grido giunse dalla coffa.
C qualcosa l url il marinaio in avvistamento.
Ohedn salt come una scimmia da un albero allaltro e in pochi istanti raggiunse il boma pi
alto. Lelfo scrut con attenzione la superficie del mare a ovest.
Sono balene! grid infine.
Balene? esclam David.
Lui e Macroc si precipitarono a prua.
Riesci a vederle, Rownroc?
No, non ancora.
Poi dalla coffa giunse la notizia che David aspettava e temeva allo stesso tempo.
Navi gurbl!
Eccole l! disse il ragazzo indicando dei puntolini scuri sulla linea dellorizzonte. Vengono
verso di noi!
Le balene nuotavano a tutta velocit, soffiando come mantici. I cocchieri gurbl, ben saldi sui
dorsi poderosi, le spronavano con i lunghi bastoni ricurvi, gridando nella lingua del mare. Le navi
solcavano la superficie con i loro scafi sottili, alzando piccole onde.
Ci stanno attaccando! grid il comandante della Uro. Preparatevi!
In quello stesso istante una lancia sibil tra le sartie e and a conficcarsi nellalbero maestro con
un suono secco.
David guard a dritta e scorse un gurbl a dorso di delfino.
L! esclam indicando sotto la fiancata di dritta.
E l un altro disse Gorroc, sono dappertutto!
Il mare brulicava di guerrieri, che sfrecciavano da ogni parte a cavallo dei loro cetacei.
Un gigante venne colpito da una lancia e si accasci sul legno.
Presto, alle balestre!
I soldati di RocOorc caricarono le loro armi, ma prima che potessero scagliare, videro il cielo
riempirsi di proiettili infuocati, come meteoriti di pece, che in pochi istanti li raggiunsero e si
schiantarono sulla coperta, sprigionando il fuoco.
Ci tirano addosso dalle navi! grid un soldato, indicando verso prua.
Le catapulte a torsione scattarono di nuovo, scagliando altri proiettili in direzione della flotta
dei giganti. Le navi furono colpite e i marinai presero a lottare contro le fiamme.
Alle catapulte ordin Gorroc, rispondete al fuoco!
No! grido Macroc facendo tuonare la voce. Fermate le navi e issate le bandiere!
Ma ci faranno a pezzi!
Fate come vi dico!
Un giovane marinaio si precipit alla base dellalbero maestro e liber il drappo, facendo
scorrere la cima nel bozzello.
La bandiera sal veloce, finch il vento la spieg e limmagine del cigno sacro sventol nel
punto pi alto. Pochi istanti dopo la stessa bandiera sal lungo gli alberi delle altre navi, finch tutte
ebbero issato il cigno di Etheria.
Una nuova scarica di proiettili incendiari part dalla nave pi vicina e solc il cielo grigio.
Maledizione, non si fermano!
Dobbiamo rispondere al fuoco o coleremo a picco!
No! sbrait Macroc. Restate immobili!
Le sfere di fuoco sibilarono nellaria e precipitarono in mare a pochi metri dalla nave
ammiraglia, alzando grandi spruzzi e nuvole di vapore. Poi la battaglia si arrest e si ud solo il rumore
delle onde contro gli scafi di legno e lo sbattere delle vele.
Un gurbl emerse dallacqua e avanz di prua allammiraglia, reggendosi dritto sul dorso del
delfino. Cavalc fino al fianco di sinistra e guardando in volto il comandante grid con una voce cos
forte che tutti lo udirono.
Parlate in fretta o affonderemo questa nave di traditori prima che siano trascorse altre dieci
onde!
Frena la tua collera, Golghien! disse Macroc accostandosi alla battagliola.
Il gurbl sgran gli occhi.
Chi sei tu che mi chiami per nome?
Sono Macroc di RocOorc.
Macroc? esclam lufficiale di Gorbla. Ricordo un giovane principe con la barba di capra;
come posso essere sicuro che non mi stai ingannando?
Avevi promesso di portarmi sul dorso di una balena, ricordi?
Il gurbl si avvicin, fissando in volto il gigante.
Sei proprio tu, dunque?
S, amico mio.
E dov Hancroc, lusurpatore che ha tradito lalleanza?
Hancroc  morto. Un nuovo re siede sul trono di RocOorc e guida lesercito degli uri contro
il Signore Oscuro.
Lufficiale di Gorbla sembr mutare espressione e una luce di speranza brill per un istante nei
suoi occhi liquidi.
Io ti chiedo di lasciarci passare, Golghien.
Il gurbl esit; poi il suo sguardo si fece di nuovo cupo.
E se fosse un altro dei vostri inganni per evitare il nostro attacco? Non commetteremo due
volte lo stesso errore! disse alzando la lancia.
No, fermati!
Il gurbl guard verso prua e il suo volto trasfigur.
Per gli abissi di Gulbione! esclam come se avesse visto un fantasma. Sei davvero tu,
David?
S rispose il ragazzo, e lui  Ohedn, guerriero della resistenza degli elfi disse indicando
larboreo arrampicato tra gli alberi della nave.
Ma allora...!
Il gurbl si volt verso il mare aperto e con la sua voce stentorea grid nella lingua del mare.
Uno dopo laltro i guerrieri a dorso di delfino emersero dallacqua, finch migliaia di lance e di pinne
circondarono le navi di RocOorc.
Per la barba di roc! disse Gorroc sgranando gli occhi. Ma quanti sono?
Chiedo il permesso di salire a bordo per abbracciare due vecchi amici disse Golghien
accostandosi alla Uro.
Permesso accordato, comandante.
Il gurbl salt dal delfino, si arrampic lungo la fiancata e senza esitazione and incontro ai
suoi vecchi compagni.
Non smetterai mai di stupirmi, giovane principe disse abbracciando il ragazzo. E tu,
Macroc di RocOorc, dove accidenti eri finito?
 una lunga storia rispose il gigante.
Be, ci sar tempo durante la traversata. Vi scorteremo fino alle sponde occidentali.
Grazie, Golghien.
Cos la flotta di RocOorc riprese la navigazione verso ovest, scortata dai guerrieri di Gorbla e dai loro delfini.

CAPITOLO 14.
IL GALGARATH.

Ohedn stava accovacciato sul boma pi alto e scrutava in silenzio il cielo grigio.
Le nubi disegnavano grandi vortici sopra gli alberi delle navi e un vento leggero gonfiava appena le vele pallide.
Lelfo salt da un albero allaltro e usando una cima come una liana raggiunse il giovane della
razza degli uomini. David stava in piedi a prua, con le mani appoggiate al bompresso.
C qualcosa di molto strano disse Ohedn saltando sulla tolda.
Il ragazzo guard le balene che trainavano le navi gurbl; i grandi cetacei nuotavano lenti,
solcando la superficie con i loro dorsi scuri.
Sembrano tranquille disse.
Improvvisamente un vento caldo prese a soffiare tra le sartie, portando con s uno strano odore
di zolfo. La superficie del mare si incresp in piccoli flutti color petrolio.
Guarda, David! disse Ohedn indicando verso lalto; la coltre crepitava dei bagliori della
folgore.
Osservate il cielo! grid un soldato in quello stesso istante.
I giganti alzarono lo sguardo e sgranarono gli occhi, mentre le armature baluginavano della luce
dei lampi.
Che cosa sta succedendo?
Si prepara una tempesta.
Ammainate le vele url il comandante dellammiraglia, o il vento le strapper!
Non  una tempesta mormor lelfo con un filo di voce.
Che cos, Ohedn?
Larboreo indic il cielo verso ovest; la coltre si era gonfiata in unonda colossale che correva
rapida verso di loro.
Per le corna del grande roc! grid Macroc. Che cosa c lass?
Ogni soldato, gigante o gurbl, si ferm e guard immobile quel che successe dopo.
Londa giunse veloce sopra le navi, gonfiandosi sempre di pi, finch sembr squarciarsi in un
punto, lasciando intravedere qualcosa di solido che somigliava a una gigantesca roccia acuminata,
come un picco che spunta tra le nebbie pi alte.
Un istante dopo londa si ruppe una lega pi a sud e unaltra forma, simile alla prima, spunt
dalle nubi.
Sono due! pens David.
Ma uno squarcio molto pi lungo corse da una parte allaltra a unire le due punte e una sola
creatura emerse dalle nuvole, stracciandole come vesti di fumo, cos grande e spaventosa che nessuna
parola bastava a descriverla.
Mio Dio! mormor David mentre quellessere calava immenso sulla flotta, liberandosi del
bozzolo grigio che lo avvolgeva. Quando distese le ali, per frenare la sua caduta, il giovane fu travolto
dalla paura; barcoll allindietro, inciamp e cadde sulla schiena, mentre una parola usciva a stento
dalla sua bocca balbettante.
Dr... drago!
Poi vide il cielo divampare, come se tutta laria avesse preso fuoco in un solo istante; le fiamme
investirono la flotta dei giganti assieme al rombo di mille tuoni.
Appena riusc a riaprire gli occhi, David vide la devastazione. Le vele bruciavano sopra di lui
come scenari abbaglianti, mentre grandi squarci lucenti si aprivano nella tela. I soldati erano presi dal
panico e gridavano, cercando disperatamente un riparo. Alcuni si gettavano in mare, preferendo essere
ingoiati dallacqua che divorati dal fuoco.
Che... che cosa fare? pens il giovane mentre attorno a lui divampava il caos.
Macroc? Ohedn? chiam cercando di scorgere i compagni in quellinferno di fiamme e di
fumo.
Improvvisamente, oltre il limite della tolda, comparve il ventre chiaro di una balena. Il cetaceo
sembrava stare sospeso a mezzaria, cos grande che la testa sfiorava per altezza la cima dellalbero
maestro. Poi lentamente ricadde in acqua, alzando unonda di spruzzi che invest la nave.
Le balene! pens il ragazzo scrutando la superficie che ancora spumeggiava di schiuma.
Stanno spegnendo le fiamme!
In quellistante un altro cetaceo emerse dallacqua e dopo aver compiuto un avvitamento
nellaria, sfiorando con le grandi pinne il boma pi lungo, ricadde a pochi metri dalla fiancata di dritta,
sollevando una nuvola di schiuma.
I gurbl avevano tagliato i finimenti che legavano le balene alle navi e tentavano di arginare gli
incendi con gli spruzzi dei loro salti.
David alz la testa e cerc con lo sguardo. Quella creatura aveva esattamente lo stesso colore
delle nubi e non era facile distinguerla dalla coltre grigia che li sovrastava.
Se n andato pens, ma ecco che di nuovo il drago prese corpo nel cielo, cos immenso da
occupare lintera volta cinerea; qui un pezzo di coda, l una zampa, laggi il ventaglio smisurato
dellala.
Le fiamme si sprigionarono dalle fauci e investirono le navi che stavano a poppa della Uro,
incendiandole come fasci di spighe.
Alle catapulte! grid il comandante.
Con potenti colpi dala, che fecero ribollire la superficie del mare, il drago si alz e di nuovo
spar nelle nuvole.
Al prossimo attacco! Tenetevi pronti!
Tutti guardavano verso lalto cercando di capire in quale punto sarebbe ricomparso; un silenzio
angosciante, rotto solo dal crepitio delle fiamme che divoravano le vele e il sartiame, accompagn quei
lunghi istanti di attesa.
Eccolo l! grid un soldato indicando il cielo a sud.
Le nubi si gonfiarono e il drago emerse dalla coltre squarciata, lasciando intravedere i suoi
contorni mostruosi.
Scagliate! Ora!
Da ogni nave di RocOorc e da ogni nave gurbl saettarono proiettili infuocati che solcarono il
cielo cupo e lo colpirono come uno sciame di lucciole. Leffetto fu lo stesso di una nuvola di lapilli che
si infrange contro uno scudo di ferro. Il drago continu la sua discesa come se nulla fosse e sprigion il
fuoco sulle navi; le fiamme corsero sullacqua da una parte allaltra, avvolgendo ogni cosa.
 la fine! pens David mentre il chiarore degli incendi gli illuminava il viso. Non c modo
di fermare quella creatura.
Poi sent un colpo secco, come lo schianto di un tronco spezzato dalla folgore. Si volt appena
in tempo per vedere lalbero maestro oscillare paurosamente e precipitare su di lui, trascinandosi dietro
le sartie e le vele in fiamme.
Il ragazzo par le mani davanti al viso, ma prima che lalbero lo colpisse, si sent afferrare e
sollevare in aria da una forza sovrumana.
Stai bene, Rownroc? disse Macroc rimettendolo gi; Ohedn era di fianco a lui e scrutava il
cielo.
S, credo di s, ma...
Arriva! grid lelfo.
Presto, al riparo!
Fu allora, quando ogni speranza sembrava perduta, che David lo vide. In quei gorghi infernali di
nubi e di folgori, volava un puntino bianco e lucente. Sfidando ogni vortice e tormento, scendeva
rapido verso di loro, ondeggiando da una parte e dallaltra come una piuma nella tempesta.
Non  possibile! pens il ragazzo.
In pochi istanti si fece abbastanza vicino da poter distinguere le ali candide e il lungo collo
disteso in avanti.
Galanthr!
Il cigno sacro di Etheria sfrecci tra le fiamme e ammar nel cuore della tempesta, a fianco
della Uro.
David lo fiss incredulo, mentre il grande uccello nuotava sulle onde tentando di accostarsi allo
scafo dellammiraglia.
Sta arrivando! Al riparo! grid una voce sulla tolda di prua.
Vai, Rownroc! disse Macroc sospingendo il giovane della razza degli uomini. Mettiti in
salvo!
E voi? Come farete?
In qualche modo ce la caveremo. Vai ora!
Io... non posso!
Forse c un senso pi grande che nessuno di noi pu comprendere, David! disse il gigante
fissandolo in volto. Ma se tutti noi moriremo... chi potr riportare la luce nella Terra di Arcon?
Vai, presto! grid Ohedn puntando larco verso il cielo.
David alz lo sguardo e vide il drago sopra di lui, immenso e spaventoso come lapocalisse.
Allora salt in piedi sulla battagliola, gett un ultimo sguardo ai compagni e si gett in acqua.
Le onde lo avvolsero fredde e scure, mentre le fiamme illuminavano la superficie del mare,
come se il sole fosse tornato a splendere per un istante sulla Terra di Arcon.
No! pens il ragazzo trattenendo il fiato.
Quando emerse, cerc con gli occhi la figura del cigno.
Galanthr? grid nel caos della battaglia. Galanthr?
Vieni, David!
Dove? Dove?
Sono qui.
La figura candida delluccello sacro comparve tra le creste di spuma. David lo raggiunse con
poche bracciate e sal sul suo dorso. Il cigno distese subito le grandi ali e prese a batterle con forza,
allungando il collo in avanti. Le onde sfilarono veloci sotto il ventre piumato, finch Galanthr si
sollev dallacqua. Comp un lungo giro, cercando di prendere quota, e il ragazzo vide le vele in
fiamme splendere come torce sul mare cupo; poi sent il tuono delle sue ali.
Guard sopra di s e vide il drago avvolgersi tra le nubi.
Dobbiamo condurlo lontano dalla flotta, Galanthr!
Il cigno vol ancora pi in alto, finch giunse a sfiorare la coltre, densa e scura come un fiume
di petrolio.
Dov? grid il giovane scrutando il cielo da una parte e dallaltra. La coltre si squarci alla
loro destra e unala emerse gigantesca dalle nuvole. Pi veloce, Galanthr, pi veloce!
Lala sinistra comparve dallaltra parte, e poi gli artigli, alle loro spalle. Il drago incombeva
sopra di loro, cos grande da occupare ogni angolo di cielo.
Il cigno si gett in picchiata, ma il mostro allung il collo verso il basso e la sua testa giunse a
sfiorare la coda piumata. Poi si ud il rumore di un gigantesco mantice che si gonfia accompagnato
dallodore acre di carbone e di zolfo incandescente.
Via, Galanthr!
Il cigno cabr bruscamente e riprese a salire, mentre un getto di fiamma scaturiva dalle fauci del
drago e avvampava laria, sfiorando le piume bianche.
Nelle nuvole, presto! grid il ragazzo.
Luccello sal ancora pi in alto, scalando laria con potenti colpi dala; poi si immerse nella
coltre e scomparve.
***
Le nubi li circondavano da ogni parte, cos dense e cupe da oscurare la vista; solo a tratti David
riusciva a scorgere le ali bianche della sua cavalcatura.
Ma neanche lui pu vederci pens il ragazzo, saremo al sicuro qui.
In quello stesso istante una voce confusa echeggi nella sua mente.
Hbrom... narmarag... Agon galgarath.
Che cosa vuoi dirmi, Galanthr? Non capisco.
In risposta ud un lamento sottile, come leco terribile di un grido che giunge dal profondo.
Che cosa succede, amico mio?
Narmarag, hbromthor! Agon galgarath!
Il ragazzo trasal mentre una sensazione di angoscia divampava nella sua anima; non era il
pensiero di Galanthr quello che si era insinuato nella sua mente.
Chi sei?
La voce del demone mut, finch divenne parola comprensibile.
Io sono Agon, il galgarath, limmortale; e tu, giovane hbrom, sei nella mia tana.
La tua tana?
La coltre di nubi; ogni cosa io posso vedere dentro di essa.
David sent il sangue gelare.
Scappa, Galanthr! Lasciati cadere! Dobbiamo uscire dalle nu...!
Ma prima che potesse finire, sent quel suono terribile dietro di s, il suono di un mantice che si
gonfia. Poi laria si fece di fuoco e la coltre si trasform in una nube ardente.
David url mentre un calore insopportabile lo divorava; gli sembr allora che le piume di
Galanthr si incendiassero, che il cigno splendesse nel cielo cupo come una fenice in fiamme.
No! No! grid in preda al terrore.
Quasi senza accorgersene, il ragazzo afferr il taharn, il corno magico, e con lultimo fiato
soffi nel bocchino doro. Uno squarcio di luce si apr tra le nuvole. Galanthr sfrecci attraverso il
varco, ma una lingua di fuoco lo insegu, allungandosi tra i due mondi.
Pi veloce! grid il ragazzo e la sua voce echeggi deformata, come in un sogno. Poi la porta si richiuse dietro di loro e ogni cosa mut.

CAPITOLO 15.
UNA CROCE TRA I SALICI.

Un suono dolcissimo, come un canto di fate, risuonava nel buio della sua incoscienza.
David si sforz di afferrarlo, di distinguere le voci del coro da quella dellarpa, ma la musica
mut in un chioccolare argentino, come acqua che cade nellacqua.
Lentamente apr gli occhi e vide una strana creatura, grande come un tino, che si abbeverava a
un piccolo stagno.
Ancora intontito, cerc di mettere a fuoco i contorni di quellessere e lentamente riconobbe la
figura di una tartaruga, una grande tartaruga di pietra, dalla cui bocca sgorgava una cascatella argentea.
Il ragazzo si mise a sedere e ruot lo sguardo attorno. Un volo di farfalle, azzurre come il cielo,
pulsava tra i rami dei salici.
Ermidh! disse il giovane, riconoscendo il bosco in cui aveva incontrato Borhion, il druido
elfico.
In quello stesso istante ogni ricordo riaffior nella sua mente.
Il drago! La flotta! Le fiamme!
Galanthr! grid alzandosi in piedi.
Cerc con gli occhi da una parte e dallaltra, sperando di vedere la figura del cigno tra gli alberi,
ma il bosco appariva deserto.
Che cosa  successo? Dov Galanthr?
Devo trovare Borhion si disse, solo lui pu aiutarmi!
Borhion? Borhion? Lo so che puoi sentirmi! Fatti vedere! grid David barcollando tra gli
alberi.
Per ore il giovane vag come un folle attraverso il bosco di salici, chiamando a gran voce il
vecchio druido.
Dove sei? mormor infine accasciandosi a terra.
Gli sembr allora di scorgere una piccola radura, al centro della quale sorgeva una costruzione
di pietre. Appoggiandosi a un tronco e poi a un altro, David cammin fino al limitare del bosco.
Quando vide da vicino quel mucchio di ciottoli, ricoperti dal muschio, sent il cuore scivolare
gi fino ai piedi.
Oh, no! esclam lasciandosi cadere sulle ginocchia.
Era un tumulo, una tomba, da cui spuntava una croce elfica. La luce del sole filtrava tra i rami e
la illuminava di un magico chiarore, verde come le foglie.
No! Non  possibile disse mentre le lacrime gli riempivano gli occhi, non pu essere morto
anche lui!
Soffocato dalla disperazione il ragazzo si afflosci come una foglia di canna e scoppi a
piangere.
Lo conoscevi?
Una voce sottile, che parlava la lingua degli elfi, lo distolse dal pianto.
Chi...?
David si volt e subito riconobbe la figura di Borhion in piedi tra i salici. Il vecchio elfo lo
guardava con unespressione stupita.
Sei vivo, allora? grid il ragazzo andandogli incontro. Io credevo che tu... la tomba
farfugli indicando il cumulo di pietre.
Il druido lo fiss incredulo.
I gbuli ti hanno divorato il cervello? Come accidenti avrei fatto a seppellirmi da solo? chiese
larboreo osservando lui stesso il tumulo al centro della radura.
Poi torn a guardare il ragazzo in piedi di fronte a s. Era talmente sporco e malridotto che
sembrava uno spazzacamino uscito da un comignolo in fiamme.
Per le orecchie di tutti gli elfi! Che cosa ti  successo...?
David. Mi chiamo David.
Ah, gi. Allora, che ti  successo, David?
Eravamo nel Mare di Mezzo sulla flotta di RocOorc quando improvvisamente dalla coltre di
nubi  uscita quella creatura infernale e si  avventata su di noi e le fiamme hanno avvolto tutto e poi 
arrivato Ga... Ga... David balbettava e sembrava che lemozione di quegli istanti lo stessero
travolgendo di nuovo.
Calma, calma, giovane hbrom lo interruppe Borhion. Dovrai iniziare dal principio, perch
nulla io so di quel che accade oltre i confini di Ermidh; ma prima sar meglio curare quelle
bruciature aggiunse il vecchio facendo scivolare gli occhi sulle braccia del ragazzo. Seguimi; ti
mostrer il posto dove io dimoro disse incamminandosi tra gli alberi.
Il ragazzo esit un istante.
Ma allora chi c l sotto? chiese indicando il cumulo di pietre.
Oh, non ne ho idea rispose lelfo. Forse qualche antico cavaliere di Preniboria.
Preniboria?
Preniboria, il regno di Alimuth e Garbal... il vecchio si interruppe, ma  unaltra storia
tagli corto scrollando la testa. Andiamo! e senza dar tempo per altre domande si incammin
attraverso Ermidh.
***
Sembrava solo una roccia a prima vista, una grossa roccia tonda e grigia che sorgeva tra gli
alberi, ricoperta qua e l dal muschio e dai licheni. Ma a guardarla con pi attenzione si poteva
riconoscere una finestrella rotonda e, pi sotto, nascosta da tralci di salice, una piccola fenditura da cui
filtrava il chiarore di una lucerna. L dentro, stretto tra le pareti di pietra, al calore del fuoco che ardeva
in un camino di ciottoli e fango, Borhion ascoltava il racconto del giovane della razza degli uomini,
tirando lunghe boccate da una strana pipa dal beccuccio dargento, mentre un intruglio colloso si
scaldava sul fuoco, dentro a un pentolino di rame.
Finch  arrivato quel drago disse il giovane.  emerso come una gigantesca astronave dalle
nubi e si  avventato sulla flotta dei giganti.
Una... astronave?
S, come... una nave volante ma molto, molto pi grande e...
Un drago, hai detto?
S, un drago.
Uhm... era grande come il pi grande degli uccelli? Le sue ali potevano abbracciare dieci
cavalli affiancati?
David lo guard attonito.
Oh, no! Era grande come un monte intero e tra le sue ali poteva sorgere unintera citt!
Non  possibile! disse Borhion alzandosi di scatto. La tua memoria  sconvolta.
 cos! I proiettili delle catapulte erano come granelli di sabbia! Con una sola zampa ha
sollevato unintera nave e lha stritolata!
Non  possibile... ripet lelfo fissando il fuoco, lui... non pu averlo fatto.
Aver fatto... cosa?
Borhion esit.
Non esiste nessun drago come quello che tu descrivi. I draghi sono creature terrificanti,  vero,
ma nessuno pu crescere pi di cento braccia dalla testa alla coda, nessuno tranne il...
Era almeno mille braccia! lo interruppe David. Ne sono sicuro.
Galgarath mormor il vecchio tra s e s.
Cosa?
Galgarath ripet Borhion voltandosi e fissandolo in volto. Quello che hai visto era un
galgarath, un drago primordiale, lultimo della sua specie: Agon, limmortale.
David salt sulla sedia.
S esclam ricordando le parole che aveva udito tra le nubi, era quello il nome: Agon! Ha
distrutto tutto, ha incendiato le navi, io... io credo che siano tutti morti disse infine fissando nel vuoto
con gli occhi sbarrati.
Borhion tir un lungo respiro.
I galgarath dominarono la Terra di Arcon prima di chiunque altro e nulla di ci che hai
conosciuto potrebbe esistere se la loro dominazione fosse continuata. I galgarath sono fiamme e furore,
morte e devastazione, tormento senza fine. Nessuna creatura terrena pu opporsi alla loro forza,
nessuna arma, nessun incantesimo.
Ma allora chi ha potuto fermarli?
Solo un galgarath pu uccidere un altro galgarath; e cos fu. Per migliaia di anni i draghi
primordiali si contesero la Terra di Arcon, lottando tra di loro. In quel tempo antico il fuoco usciva
dalle viscere della terra, come fontane di lava, liberando nel cielo alte colonne di fumo nero che
alimentavano una coltre di nubi, densa e scura come bitume. L sotto, in quel reame desolato e buio, i
galgarath combattevano la loro battaglia per la supremazia sulla Terra di Arcon; finch Agon, il pi
grande e spietato tra loro, riusc a prevalere sui fratelli e a conquistare... il vecchio elfo fiss il giovane
con gli occhi sottili limmortalit. Egli regn per un tempo lunghissimo, signore incontrastato di
quello che era... il Regno di Agon. Ma millennio dopo millennio il fuoco che ardeva nelle viscere della
terra esaur la sua furia; la coltre pian piano si assottigli, finch uno squarcio si apr nelle nubi e la
figura di un grande uccello dal piumaggio doro comparve nel cielo azzurro.
David ebbe un sussulto.
Arcon!
Il vecchio elfo annu.
Era giunto da un regno remoto e a lungo aveva volato sulla coltre nera, cercando un varco.
Dunque fu lui a scacciare il galgarath?
Borhion annu ancora.
Il suo potere era grande. Egli vol sotto la coltre, illuminando ogni angolo del mondo con la
luce delle sue ali. Le nubi si disgregarono e il sole giunse finalmente a scaldare la terra. Il ghiaccio si
sciolse e lacqua prese a scorrere attraverso le montagne. Gli alberi crebbero in schiere, come un
esercito silenzioso, e la brughiera ricopr le colline; cos nacque la Terra di Arcon. Il Regno di Agon
arretr, finch il galgarath rest confinato sulla cima del Monte Oblio, avvolta perennemente dalle
nubi.
Che cosa lo ha liberato?
Lelfo esit.
Il potere dellaquila doro si  indebolito, David. La coltre scura avvolge di nuovo la Terra di
Arcon e gli arconidi si combattono come belve.
Borhion tir una lunga boccata, facendo brillare la brace in fondo alla pipa.
 la dannazione di Kahs che lo ha richiamato, giovane hbrom. Se nessuno riuscir a fermare
il Signore Oscuro, la Terra di Arcon precipiter nello stesso inferno da cui  sorta.
Come pu desiderare questo?
Lodio e la paura guidano le sue azioni e sono in lui pi forti dellamore e della speranza.
Ma tu lo puoi fermare, vero? Lo hai gi sconfitto una volta.
Sconfitto? Oh, no! rispose lelfo tornando a guardare il fuoco che ardeva tra le pietre. Io lho
solo... ingannato.
Ma conosci il suo potere! Sei stato tu a istruirlo allantico sapere?
Borhion sembr piegarsi sotto il peso della sua colpa.
S...  vero.
Allora saprai anche come fermarlo.
Se anche lo sapessi, giovane hbrom, non vi  alcun modo per me di fuggire. Ermidh  una
prigione senza sbarre e senza porta per un elfo.
Ma sei stato tu stesso a rinchiuderti in questa prigione. Tu hai evocato quellincantesimo o
come accidenti si chiama.
Oltremondo, cos si chiama; il pi antico e potente tra gli incanti, noto solo ai druidi elfici. Pu
aprire un passaggio tra mondi paralleli e unire o... dividere per sempre.
Be, allora ci sar anche un modo per sciogliere questo sortilegio?
Larboreo lo guard serio.
Solo uno disse infine facendo scivolare gli occhi sul corno.
Il taharn?
Borhion annu.
Il taharn  lunica chiave.
David afferr il corno e lo guard con attenzione.
Gi,  vero... riflett il ragazzo, io stesso sono tornato dal regno degli uomini suonando il
taharn. Allora prendilo! disse porgendolo allelfo. Soffia nel bocchino doro e ritorna nella Terra di
Arcon.
Lelfo lo fiss immobile, quasi pietrificato.
Non tentarmi, giovane hbrom!
Perch no? Tu sei lunico che lo pu fermare.
Ho fatto una promessa, David. Io... io ho tradito la sua fiducia.
La fiducia di Kahs?
La fiducia di Norian Rahin Grahl, il re degli uomini! Lui era venuto per trattare la pace.
E imporre agli elfi un futuro di schiavit!
Borhion trasse un lungo respiro.
Eravamo in guerra da molti anni.Forse noi avremmo fatto lo stesso.
David rest a lungo in silenzio.
Non ha nessuna importanza, ormai disse infine. Fermalo, se puoi, o non ci sar nessun
futuro per rimediare al passato.
Non posso.
Preferisci restartene qui senza fare nulla. La Terra di Arcon sar spazzata via! Ossidea non
sieder mai pi sul trono di Etheria!
Ossidea? ripet il druido. Che cosa sai di lei?
Dicono che si sia rifugiata nel Lahin per scappare alla furia di Kahs rispose David.
Lelfo esit a lungo, fissando il fuoco che danzava dentro il camino. Poi scosse la testa in
silenzio.
Allora lo fermer io disse David trattenendo a stento la rabbia.
Non ci riuscirai.
Ho gi combattuto con Kahs e sono riuscito a ferirlo. Non  invincibile.
Avrebbe potuto sconfiggerti con un solo gesto.
Che cosa vuoi dire?
Di tutti i discepoli che ho avuto, Norian  stato lunico della stirpe degli hbrom e... di gran
lunga il pi potente.
Allora insegnami a combatterlo.
Lelfo si volt e lo fiss in volto con una strana espressione, mista di stupore e compatimento.
Occorrono molti anni per acquisire lelandrill, David; e io sono diventato vecchio.
Lelandrill? Di cosa stai parlando?
Lantico sapere dei druidi.
Non mi interessa il sapere, Borhion! Io voglio sconfiggerlo!
Allora  vero disse lelfo guardando il giovane con aria severa, i gbuli ti hanno mangiato il
cervello. Lelandrill ha guidato gli antichi sovrani per millenni! Lelandrill  assieme armonia e forza,
potere e saggezza!
Se mi pu aiutare a sconfiggere Kahs, allora mostrami questo potere, Borhion.
Tu non capisci, giovane hbrom! Lelandrill non  una spada prodigiosa o uno scudo
invulnerabile.  il canto del torrente che scorre tra i ciottoli,  il sussurro di un filo derba sospinto dal
vento,  leco dei passi del coleottero che scala una spiga di grano,  il muschio che cresce sulla
corteccia del faggio, il respiro delle rocce quando il sole le asciuga dalla rugiada.
David lo guardava senza riuscire davvero a capire.
Mostrami questo potere, Borhion.
Il potere dei druidi elfici deriva interamente dalla Terra di Arcon, David. Non ho alcun potere
a Ermidh. Allora... il ragazzo guard il vecchio con espressione sprezzante non mi serve a nulla.

CAPITOLO 16.
IL SUONO DEL TAHARN.

Buona fortuna, giovane hbrom disse Borhion. Avevano camminato fino alle sponde dello
stagno; lacqua che cadeva dalla bocca della tartaruga di pietra tintinnava sulla superficie argentea,
mentre un volo di farfalle azzurrine danzava tra le fronde dei salici.
David si guard attorno. In pochi istanti avrebbe lasciato la pace immutabile di Ermidh per
tornare nella Terra di Arcon, sconvolta dalla furia di Kahs.
Cento passi, dritto a est, e sarai fuori dal bosco disse lelfo indicando verso oriente.
Sei proprio sicuro di non voler venire, Borhion? chiese David in un ultimo tentativo di
convincere il druido.
Ho fatto la mia scelta tremiladuecento anni fa rispose lelfo.
David mostr senza riserbo la sua delusione.
Allora, addio. Non torner mai pi nel bosco tra i salici.
Lo so replic il druido.
Il ragazzo allung una mano. Lentamente lelfo lafferr e la strinse con forza.
Non affrontarlo da solo, giovane hbrom. Non avresti alcuna speranza.
David annu fissandolo dritto negli occhi con unespressione ambigua. Un lampo scintill nello
sguardo dellelfo; Borhion cerc di ritrarre la mano, ma il giovane la strinse ancora pi forte.
Nessun potere, hai detto?
Che cosa vorr...?
Ma prima che il druido potesse terminare, il ragazzo afferr il corno e lo port alla bocca.
Ossidea etheranhim sussurr prima di soffiare nel bocchino doro.
Nooo! grid il druido e il suo urlo echeggi tra i salici, sempre pi lontano, finch fu solo
vento tra le foglie.
Le farfalle si alzarono in volo, spaventate, poi, una a una, tornarono a poggiarsi sui rami, come
se nulla fosse mai successo, mentre lacqua cascava chioccolando attraverso la bocca della tartaruga di
pietra.
***
Mentre riprendeva coscienza di s, David ebbe la strana sensazione dessere sospeso nel vuoto.
Quando apr gli occhi vide una ghiandaia dal piumaggio marroncino, screziato dazzurro, che stava
dentro il suo nido; luccello lo guardava incredulo, ruotando la testa da una parte e dallaltra.
Ma cosa...?
Le fronde lo circondavano da ogni parte, in un fitto intrico di rami e di foglie. Lentamente
David guard in basso e sgran gli occhi, cercando di non muovere un muscolo.
Stava appeso ad almeno dieci metri di altezza, con la giubba miracolosamente agganciata al
ramo di una grossa quercia. Sotto i suoi piedi, che pendevano come quelli di un impiccato, poteva
vedere il terreno attorno allalbero. Un corpo, vestito di una tunica bianca e logora, era riverso tra le
foglie cadute.
Borhion? chiam David con un filo di voce. So... sono quass!
Il druido giaceva immobile.
Borhion? grid il ragazzo con maggior forza. Svegliati!
In quello stesso istante sent il ramo scricchiolare dietro la nuca.
Oh, no!
Un colpo secco e il legno si spezz.
David precipit con un grido. Cadde ai piedi della quercia, ma atterr sopra un letto di foglie
secche cos morbido e spesso che nessun osso si ruppe.
Accidenti, che volo! si disse guardando allins il ramo da cui era caduto.
Il vecchio elfo giaceva supino, con la faccia rivolta verso il terreno e un braccio a coprire il
volto. Nella mano ancora stringeva il suo bastone dalla punta contorta.
Borhion? lo chiam David chinandosi su di lui.
Il ragazzo ebbe limpressione che i capelli del druido, da bianchi che erano, fossero diventati
grigi. L guard con attenzione, stupito; poi scosse la testa e gli appoggi una mano sulla spalla.
Svegliati! disse girandolo sulla schiena.
Quando vide il suo volto, David lanci un urlo strozzato e fece un salto allindietro, finendo con
il sedere per terra. Borhion sembrava ringiovanito di almeno ventanni, nella scala del tempo degli
uomini.
Il vecchio elfo apr gli occhi e trasse un lungo e improvviso respiro.
Co... co... co... farfugli in preda a unagitazione convulsa, cosa accidenti  successo?
Calmati, Borhion. Va tutto bene cerc di rassicurarlo il ragazzo.
Il druido lo fiss con uno sguardo che metteva i brividi.
Per la spada di Senunte! esclam cercando di mettersi in piedi.
David arretr.
Ca... calmati!
Lelfo barcoll da una parte e dallaltra, come un ubriaco, tentando di inquadrare il ragazzo.
Lo sapevo! grid con occhi furenti. Mai fidarsi di un hbrom!
Proprio tu lo dici! rispose David senza smettere di arretrare.
Bada alle parole, ragazzo.
A ogni passo il vecchio druido sembrava ritrovare le forze; era come se un nuovo vigore stesse
fluendo nel suo corpo, facendolo ringiovanire.
Il giovane arretr ancora, cercando di mettersi al riparo, ma inciamp in una radice nascosta tra
le foglie e cadde sulla schiena.
Il druido alz il bastone sopra la testa, come a volerlo colpire, ma un istante prima di vibrare il
colpo, si ferm. Fissava la propria mano con unespressione incredula, aprendola e chiudendola come a
volerne saggiare la forza. Poi socchiuse le palpebre e inspir profondamente, drizzando per bene la
schiena; in pochi istanti sembr crescere di statura, ritrovando la sua altezza originale. David lo
guardava attonito.
Che... che cosa ti sta succedendo?
Il druido apr gli occhi; la rabbia che lo animava sembrava svanita.
 lelandrill disse fissando il ragazzo con una strana espressione, mista di gioia e di
malinconia, non posso impedirgli di fluire attraverso il mio corpo.
Poi scrut il cielo; la coltre di nubi pulsava sopra le loro teste, densa e cupa come un mare in
tempesta.
Per il sangue di Arcon! mormor il druido, fissando incredulo quel mondo tetro e
irriconoscibile. Leviamoci di qua, giovane hbrom. Il Signore Oscuro pu vedere molto lontano
dallalto del trono di Etheria.

CAPITOLO 17.
IL POTERE DELLELANDRILL.

Sotto le ali del fulmaro, la superficie scorreva calma e grigia, indifferente, come se gi il mare
avesse dimenticato tutte quelle navi che si erano inabissate nel suo ventre buio.
Luccello scrutava il pelo dellacqua, alla ricerca di qualche piccolo pesce da catturare,
quandecco che unombra scura comparve dalle profondit. Il fulmaro si alz spaventato, battendo le
ali, mentre il mare si gonfiava sotto di lui a formare una grande onda solitaria. La superficie si ruppe e
un soffio potente sal alto nel cielo, a sfiorare il becco delluccello. La balena mostr il dorso grigio,
solcando la superficie del mare con il suo corpo immenso.
Per la barba di mio padre! grid il re dei giganti dopo aver tratto un lungo respiro. Non
credevo che lo avrei mai fatto davvero!
In groppa al cetaceo, alle spalle del cocchiere gurbl, stavano dieci giganti, stretti luno contro
laltro come ragazzi che giocano alla mula. A ogni respiro sgranavano gli occhi e spalancavano la
bocca, mentre lacqua gli scolava dai capelli e dalle lunghe barbe.
Il mare si gonfi da ogni parte, a nord e a sud, a est e a ovest, e le balene emersero a centinaia
dalla superficie, facendo risuonare nellaria i loro soffi potenti.
C voluto un drago per convincerti a salire sul dorso della balena disse Golghien
accostandosi con il suo delfino al grande cetaceo.
Meglio annegare che bruciare vivi rispose il gigante.
Un altro delfino emerse improvvisamente di fianco alla balena e il gigante riconobbe la figura
esile di un elfo dietro al gurbl.
Stai bene, re di RocOorc? chiese Ohedn guardando lamico con un mezzo sorriso.
Mi si arrugginir larmatura rispose il gigante passando una mano sul ferro bagnato. Poi
Macroc cerc di guardarsi attorno, stendendo il collo da una parte e dallaltra.
Quanti sono riusciti a salvarsi, Golghien?
Non molti rispose il gurbl facendosi serio, ma pi di quel che speravo.
Quanto manca allarrivo?
Poco, amico mio. La costa di Sulfuria  gi visibile agli occhi dei cocchieri. Saremo l prima
che il cielo sia buio.
Facciamo presto disse Macroc scrutando lorizzonte, il principe degli uomini avr bisogno
del nostro aiuto.
***
Parlami dellelandrill, Borhion disse David.
Si erano da poco fermati al riparo di una roccia che sorgeva solitaria al margine del bosco di
Hlo, stretta tra i tronchi delle querce e dei faggi. Poco distante, a sud, scorreva lOlor. Il druido stava
seduto sopra un albero caduto e armeggiava attorno alla sua lunga pipa dargento.
Nellantico verbo elandrill significa sia sapere che potere disse lelfo senza smettere di
rigirare la pipa. Ed  proprio cos: tutto il potere dei druidi deriva dalla loro... coscienza.
Coscienza, hai detto?
Esatto.
Coscienza di cosa?
Di ogni cosa.
Il ragazzo lo guard con unespressione ebete.
Uhm... lelfo scrut nel buio. Che cosa senti, David?
Il giovane esit, perch non era certo di aver compreso il senso di quella domanda.
Sento lodore del bosco rispose infine, il muschio, la terra umida; e il suono delle nostre
voci.
Be,  un inizio rispose il druido.
Il ragazzo lo guard incuriosito.
Che cosa senti, Borhion?
Sento il respiro del rovere e del faggio; sento laroma dei funghi, due buoni e uno mortalmente
velenoso, e quello dei semi del bisco che le formiche hanno accumulato l sotto.
Il druido indic nel buio con la punta del bastone.
Sento lodore di una volpe che  passata di qua e ha bagnato proprio l, dove ora stai seduto.
Uh?! David si scost un poco.
Sento la paura di una falena, imprigionata nella tela del ragno, e i passi leggeri di un millepiedi
che risuonano sotto la corteccia disse lelfo picchiettando con la punta del dito sul tronco della quercia
caduta.
Sento il lamento malinconico delle foglie ingiallite, che da troppo tempo attendono la luce del
sole; sento il vigore delle creature del buio che si rafforza man mano che il potere dellelandrill si
indebolisce.
Lelfo guard il cielo buio attraverso le fronde.
Sento il peso opprimente della coltre di nubi che il Signore Oscuro ha steso sulla Terra di
Arcon; sento il cuore di un drago pulsare l dentro.
Borhion guard il ragazzo con espressione severa.
Infine sento lodore di un giovane hbrom che non si lava da molti giorni e quello di un
vecchio elfo.
David sorrise.
Oh! esclam il druido annusando ancora. E anche quello di un porcospino che si  fatto la
tana proprio sotto questa roccia. Anche la volpe deve averlo sentito.
Il ragazzo era a bocca aperta.
Davvero puoi sentire tutto questo?
Lelfo annu.
Vedi, David, il mondo che ci circonda  come un grande libro, ma per capire quello che c
scritto bisogna saper leggere. Tu sei come un bambino; riesci a cogliere qualche parola qua e l, ma
non puoi comprendere il significato del racconto. Capisci, adesso?
S... credo di s.
Vi sono molti segreti in quel libro, David, e chi li conosce pu accedere a un grande potere.
Il vecchio elfo rote la mano nellaria e una luce calda, simile a quella di una candela che brucia
nella nebbia fitta, si addens al centro.
Lentamente il druido abbass la mano e la luce and a posarsi sul terreno ai loro piedi; poi
cominci a pulsare, sempre pi forte, finch un fuocherello crepit tra le pietre.
Incredibile mormor il ragazzo.
S, ma adesso aiutami ad aggiustare questa dannata pipa disse lelfo porgendola al giovane,
si devessere ammaccata nella caduta.
S... s rispose il ragazzo afferrandola.
Borhion tir fuori dalla sacca alcune bacche e della frutta selvatica che aveva raccolto durante
il cammino e appoggi tutto sopra una roccia, vicino al fuoco. Poi prese una specie di grossa mora e la
mise in bocca.
Mmm! esclam chiudendo gli occhi. Da quanto tempo non sentivo il sapore della mora del
gelso. Un vero prodigio.
Borhion chiese David mentre cercava di riparare la pipa, anche il Signore Oscuro possiede
lelandrill... la coscienza?
Oh, s ripose il druido. Come ti ho detto Norian era un discepolo eccellente, il migliore
forse, e certamente il pi potente. Nessuno riusciva a imparare con la sua rapidit. Ma il male antico
covava in lui silenzioso e io, con tutto il mio sapere, non sono riuscito a sentirne lodore disse lelfo
chinando il capo.
Possiamo sconfiggerlo?
Borhion esit.
Kahs  il re druido, adesso; la sua coscienza, bench corrotta,  cresciuta ancora da quando
siede sul trono di Etheria. Egli  riuscito a oscurare il cielo e a richiamare il galgarath dalle nubi del
Monte Oblio; il suo potere sfida quello dello stesso Arcon, David!
Il ragazzo impallid.
Sei riuscito a sistemare la pipa? chiese Borhion come se improvvisamente nientaltro lo
interessasse.
Uhm... s, credo di s.
Fa vedere.
Borhion spi dentro il cavo con un occhio.
S, adesso dovrebbe andare disse infilando il bocchino tra le labbra e provando ad aspirare.
Poi prese dal fuoco un rametto incandescente e laccese.
Quale speranza abbiamo, Borhion?
Uhm... non molte, senza il suo aiuto rispose lelfo dopo aver tirato un paio di boccate.
Il suo aiuto? Di chi stai parlando?
Di un druido la cui coscienza  forte e purissima, David; senza il suo aiuto non abbiamo
speranze.
E dove si trova?
Per quel che mi hai detto, si trova nel Lahin.
Il ragazzo lo guard stupito.
Ossidea?!
Lelfo annu.
Dobbiamo riportarla indietro. Non possiamo vincere la guerra contro il Signore Oscuro senza il suo aiuto.

CAPITOLO 18.
BACCHE DI BISCO.

Quando apr gli occhi, la mattina seguente, una luce tenue filtrava attraverso le nubi e una
nebbiolina sottile aleggiava tra gli alberi, rendendo umide le cortecce brune.
Borhion? chiam tirandosi su, ma nessuno rispose.
David si guard attorno; sulla roccia, ben ordinati, cerano una manciata di more, due funghi
color del legno e, raccolte dentro una foglia, delle piccole sfere bianche, traslucide, simili a piccole uova.
David sorrise e si mise a mangiare, in attesa che il druido facesse ritorno. Nel bosco lumidit si
condensava sui rami e gocciolava qua e l sopra le foglie secche, producendo un rumore lieve, come
passi di minuscole creature invisibili.
Per prime mangi le more, che gi conosceva, poi assaggi i funghi, che erano sodi e sapevano
di bosco, di latte e di nocciole; infine prese la foglia e osserv da vicino quelle strane uova senza
guscio. Delicatamente ne prese una e la guard in controluce, schiacciandola appena tra le dita. Infine
la mise in bocca e laddent delicatamente. Aveva un sapore asprigno e caldo, e David lo assapor fino
in fondo. Poi ne prese unaltra e unaltra ancora, finch non ve ne furono pi.
Gli sembrava daver mangiato qualcosa di molto speciale, qualcosa di sconosciuto alla maggior
parte delle creature.
Mentre se ne stava l, cercando di capire quale effetto avrebbe avuto su di lui quello strano cibo,
sent dei passi nella foresta.
Borhion? si disse scrutando tra gli alberi.
Rest in ascolto per alcuni istanti, mentre il rumore si faceva pi vicino. Poi, con un balzo, si
nascose tra le rocce.
Sono in molti! si disse sbirciando con un occhio fuori dal suo nascondiglio.
Avvolte dalla nebbia sottile che ne mutava i contorni, riusc a intravedere delle figure altissime.
Procedevano in fila indiana, con passo deciso, e le loro voci giungevano di tanto in tanto deformate
dalleco del bosco.
Quando David si accorse che parlavano la lingua di RocOorc, salt fuori e si mise a correre tra
gli alberi.
Macroc! Ohedn! Gorroc! Sono vivi! pensava mentre una gioia incontenibile gli montava nel
petto.
Improvvisamente sent un brivido correre sotto la pelle; David si gett dietro un albero, con la
schiena appoggiata al tronco.
Kahs ha detto di cercarli qui, nel bosco di Hlo disse il gigante che marciava in testa alla
colonna, un vecchio elfo e un...
Shhh lo interruppe un commilitone, ascoltate!
Che c?
Ho sentito dei rumori provenire da l rispose il soldato puntando il dito in direzione del
ragazzo.
Vai a vedere.
Il gigante sguain la spada e avanz con cautela. Cammin fino allalbero dove stava nascosto
David e appoggi una mano sul tronco; il ragazzo trattenne il respiro.
Non c nessuno qui.
Guarda meglio.
Il guerriero alz la testa e scrut tra le fronde, forse temendo unimboscata degli elfi; poi
sembr allontanarsi.
David chiuse gli occhi e lentamente torn a respirare.
C mancato un soffio pens; ma quando schiuse le palpebre vide il gigante in piedi di fronte
a s. Il soldato lo fissava immobile, ruotando appena da un lato la testa; poi alz lo sguardo e di nuovo
prese a osservare i rami contro il cielo, come se davvero non lo avesse visto.
Non c nessuno, qui! ripet infine.
Il drappello riprese la marcia e in pochi istanti scomparve, assieme alleco dei passi sul letto di
foglie.
David rest a fissare nel vuoto, incredulo.
Non mi ha visto! Com possibile?
Stava ancora cercando di ritrovare il respiro, quando vide unombra materializzarsi tra gli
alberi, come uno spirito silvestre, cos vicino che avrebbe potuto sfiorarlo. Il giovane url per lo
spavento e sguain la spada, ma prima che potesse vibrare un colpo riconobbe la figura di Borhion.
Shhh! sibil lelfo appoggiando un dito sulle labbra.
Il druido rest in ascolto per alcuni istanti.
Sono andati disse infine.
Co... come hai fatto?
Che cosa?
Eri invisibile!
David ripens al gigante che lo aveva guardato senza vederlo.
E anche io lo ero! disse toccando il proprio corpo come a volersi sincerare desserci tutto.
Come hai fatto, Borhion?
Oh,  un trucchetto da poco rispose lelfo rimettendosi in cammino. Andiamo! Il Signore
Oscuro sa che siamo qui. Dobbiamo muoverci.
Chi erano quelli? chiese David incamminandosi dietro al druido.
Giganti fedeli a Kahs, evidentemente.
David riflett.
Quando lesercito degli uri si ritir dalle Terre dOccidente, Thorroc lasci una guarnigione a
difesa della Citt del Cielo ricord il ragazzo. Quei soldati combattono ancora per il Signore Oscuro!
Non sanno che lalleanza tra Hancroc e Kahs  stata spezzata.
Un nemico in pi comment Borhion.
Il druido si ferm un istante e guard in direzione delle rocce dove avevano fatto bivacco.
Hai mangiato il cibo che ti ho lasciato? chiese poi.
S.
Tutto?
S, tutto.
Bene. Andiamo allora.
Che coserano quelle palline bianche, Borhion?
Bacche di bisco rispose lelfo; poi si volt e fiss il ragazzo negli occhi.
Il cibo dei druidi elfici.
Il cibo dei druidi?
S rispose larboreo, il bisco aiuta ad acquisire lelandrill... la coscienza.
Il ragazzo lo guard incredulo.
Vuoi dire che sono il tuo... ?
Andiamo, giovane hbrom tagli corto Borhion, abbiamo molta strada da fare.
Dove stiamo andando?
Nel Lahin, naturalmente.

CAPITOLO 19.
IL TRAGHETTATORE.

I passi dei giganti in marcia risuonavano sul deserto di sale. Era notte fonda e nemmeno la luce
di una stella giungeva a rischiarare il cammino, ma questa volta loscurit era alleata dei soldati di
RocOorc.
I draghi hanno pessimo udito e vista acutissima disse Ohedn, ma nemmeno un drago pu
vedere nel buio assoluto.
In quellistante udirono un rombo improvviso, come leco di un tuono lontano.
Che cosera? chiese Macroc.
Lorizzonte puls di luce e il deserto di sale si illumin, mentre il fuoco divampava sotto la
coltre; lodore di zolfo e di carbone giunse fino a loro.
Ci sta cercando disse Ohedn osservando i bagliori in lontananza. Sa che siamo qui.
Allora dobbiamo affrettarci rispose Macroc, presto il sole sorger oltre le nubi e il buio non
ci nasconder pi.
Il gigante si rivolse ai soldati.
Dobbiamo andare pi veloci. Se il drago riuscisse a sorprenderci nel mezzo del deserto non
avremmo scampo.
Macroc si sfil la sacca e la gett a terra.
Abbandonate ogni cosa tranne lacqua. Viaggeremo leggeri aggiunse lasciando cadere la
spada.
Ma... come potremo combattere senza armi? chiese Gorroc.
E come potremmo da morti? rispose Macroc sfilando larmatura e gettandola a terra.
Dopo un breve silenzio, il buio risuon del clangore di mille spade e corazze gettate a terra.
Bene disse il re di RocOorc, e adesso... tenete il passo.
E cos dicendo si mise a correre verso ovest come un maratoneta.
***
Le sponde del lago erano ricoperte da ciottoli chiari, piccoli e tondi come ovetti di quaglia. I
pesci, picchiettati di nero, nuotavano al limite del bagnasciuga, a caccia di insetti, e David li osservava
attraverso la superficie.
Una strana atmosfera avvolgeva la natura di quel luogo e una nebbia effimera stava sospesa al
centro del lago, impedendo di vedere la sponda dallaltra parte.
Che posto  questo, Borhion?
Il Lago di Oz rispose il druido.
Perch siamo qui?
Perch dobbiamo cercare il traghettatore.
Il traghettatore?
Esatto; colui che ci condurr nel Lahin.
Credevo che le creature mortali non potessero raggiungere il Lahin se non dopo... dopo la
morte.
Ed  vero rispose lelfo scrutando la superficie del lago, ma Squamedoro non  una creatura
mortale.
Ah, no? mormor il ragazzo con un filo di voce.
No.
Il druido cammin lungo la riva fino a una piccola penisola, che si allungava verso il centro del
lago a lambire la nebbia. Lelfo scrut con attenzione la superficie calma, poi si sedette su una roccia e
tir fuori la pipa.
Aspetteremo qui disse infine.
David si sistem accanto al druido, ansioso di vedere la barca comparire attraverso la nebbia.
Chi  questo Squamedoro?
Oh, un tipo molto particolare rispose lelfo tirando una boccata dalla pipa, ma di poche
parole, stai pur certo.
Borhion apr la sua sacca e tir fuori un grosso fungo, arancione e tondo come un uovo.
Eccolo qua disse il druido osservandolo con attenzione, questo  il necrosio, meglio noto
come uovo di drago.
David lo guard senza capire.
Basta un frammento grande come una briciola per procurare la morte.
Il ragazzo sgran gli occhi.
Non vorrai mica che io...?
Il vecchio sorrise ambiguo.
Certo che no! rispose e gett il fungo nellacqua.
Il giovane lo guard stupito, cercando di capire che diavolo gli stesse passando per la testa, ma
lelfo lo ignor e si mise a guardare verso il lago, tirando brevi boccate dalla sua pipa.
Il fungo galleggiava come un turacciolo a poche braccia dalla riva.
Quando arriver, Borhion?
Oh, e chi pu dirlo? rispose il druido. Meglio prendersela comoda.
Lentamente il vecchio elfo socchiuse le palpebre e sembr assopirsi involontariamente. La testa
gli ciondolava appena, un po avanti, un po indietro.
Dun tratto apr gli occhi e fiss il giovane con sguardo severo.
Che c? chiese David.
Hai mangiato le bacche di bisco, oggi?
Il ragazzo annu.
Bene disse Borhion, poi torn a guardare fisso di fronte a s, gli occhi socchiusi.
David raccolse un ciottolo e lo tir in acqua.
Tz, tz lo riprese lelfo senza muovere un muscolo, non farlo.
Perch?
Spaventi i pesci.
Il ragazzo alz le spalle come a dire e chi se ne importa? Poi prese a giocherellare con un
bastoncino.
Borhion?
Che vuoi?
Sono dieci giorni che mangio le bacche di bisco.
Bravo.
Quand che comincer a sentire... lelandrill, la coscienza?
Borhion ridacchi tenendo gli occhi socchiusi.
David lo guard stizzito.
Che c da ridere?
Lelfo rispose senza fretta.
Senti forse crescere i capelli o le unghie dei piedi, giovane hbrom?
No, ma...
I baffi ti solleticano il naso?
Baffi?
Il vecchio rise di nuovo.
David si accost alla superficie del lago e cerc di vedere la sua immagine riflessa. Tir in gi il
labbro superiore e gir la testa da un lato. Poi sfior la pelle sotto il naso con la punta del dito.
Accidenti,  vero!
Ma allora come mi accorger che... voglio dire... il potere dellelandrill?
Ebbene?
Come si manifesta?
Occorre tempo per esercitare la coscienza, David.
S, ma... io non ho molto tempo.
E proprio per questo la tua coscienza  esile come un germoglio di primavera.
David tir un sospiro che somigliava a uno sbuffo e riprese a giocherellare con il bastone.
Dun tratto gli sembr che sulla cima del legno fosse spuntata una piccola gemma, verde e
lucente.
Il giovane avvicin il bastone e guard meglio.
Sotto i suoi occhi increduli, un germoglio spunt dal legno secco e in pochi istanti si apr,
distendendo alla luce una fogliolina chiara.
Il ragazzo trasal; poi si gir verso il vecchio.
Sei stato tu!
Borhion apr gli occhi e lo guard fisso.
Io ho iniziato, giovane hbrom; ora... continua tu.
Il ragazzo torn a guardare il bastone e lo strinse forte nel pugno.
Io... non ci riesco.
Non sei tu, David; il druido  solo il tramite. Lascia fluire lelandrill attraverso il tuo corpo;
non opporti.
Ma dove...?
Non c un dove. Lelandrill  dappertutto; fuori e dentro di te.
Il giovane chiuse gli occhi e cerc di rilassarsi.
Apri la tua coscienza, David.
Fu allora che per la prima volta lo sent fluire. Non era la forza dirompente ed effimera della
folgore, ma quella calma e inesauribile del torrente che scorre tra le rocce. Era il canto antico e
immutabile della pioggia; il respiro delle rocce quando il sole le asciuga.
Lentamente apr gli occhi e...
Oh, caspita! esclam nella lingua degli uomini.
Il bastone era coperto di germogli e di fiori da cima a fondo.
Sono stato io?!
Il druido guard il legno e lui stesso sembr stupirsi di quella magica fioritura.
Oh, s!
Borhion sorrise e scroll la testa.
Voi hbrom non smetterete mai di sorprendermi.
Poi torn a guardare verso il lago, tirando lunghe boccate dalla sua pipa.
***
Eccolo! mormor il vecchio elfo con voce strozzata.
David, che si era mezzo assopito con il mento appoggiato sul palmo della mano, salt su.
Dove? chiese, scrutando il confine della nebbia con gli occhi sgranati.
Lentamente il druido si alz in piedi e indic lacqua a poche braccia dalla sponda.
 invisibile?
Guarda sotto la superficie, zuccone!
Il giovane strizz gli occhi e intravide unombra muoversi lenta lungo largine. La creatura
zigzagava avanti e indietro, esplorando il fondale con i barbigli carnosi.
Ma  un pesce! esclam David.
Una grossa carpa, lunga almeno tre braccia, nuotava lenta al limite del bagnasciuga; le sue
squame erano gialle e lucenti come loro.
Il pesce si avvicin al punto in cui Borhion aveva gettato il fungo e con uno scatto fulmineo
sal in superficie e lo ingoi.
Lo ha mangiato!
Gi comment Borhion.
Ma morir!
Tz, tz fece il druido, quellanimale non pu morire.
Cosa?
Squamedoro  immortale. Come ti ho detto non  una creatura terrena. Nuota tra la Terra di
Arcon e il Lahin, che si trova dallaltra parte della nebbia.
Quindi...  lui il traghettatore?
Proprio cos.  ghiotto di uova di drago; lho scoperto per caso.
Ma come far a...?
Ascoltami bene, ragazzo rispose Borhion frugando nella sua borsa, io adesso tirer in
acqua un altro fungo. Quando Squamedoro verr per prenderlo, tu dovrai saltargli addosso e afferrarlo
bene per le pinne.
Cosa? esclam David sgranando gli occhi.
Naturalmente lui cercher di liberarsi e tu dovrai tenerti ben saldo. Squamedoro nuoter
attraverso il lago, cercando rifugio dallaltra parte, e ti porter con s nel Lahin.
David scosse la testa, certo di aver mal compreso le parole del vecchio elfo.
Non  possibile!
Oh, s che lo .  cos che io ci sono stato, tremilacinquecento anni fa.
Il ragazzo deglut.
Sei pronto?
No mormor David accostandosi alla riva.
Bene. Allora io butto disse lelfo gettando lesca.
Il fungo cadde nellacqua con un pluff, sprofond per un palmo, poi torn a galleggiare in
superficie.
Il pesce riprese a nuotare vicino alla riva con fare circospetto.
Resta immobile, ragazzo disse il vecchio elfo mentre Squamedoro si avvicinava.
La carpa gigante esit per un istante, poi punt dritto verso il cibo.
Ora!
David si gett nellacqua e sent subito il corpo possente del pesce tra le braccia; le scaglie
erano dure e taglienti, ricoperte da un muco viscido che gli impediva la presa.
Afferra le pinne! grid Borhion dalla riva.
Mentre Squamedoro si divincolava, David fece scivolare le mani sul ventre, finch sent le
grandi pinne, che il pesce agitava come ventagli. Le afferr alla base, e strinse con tutte le forze.
Squamedoro cerc di liberarsi, ruotando su se stesso, poi prese a nuotare veloce verso il centro del lago.
Cos, bravo! grid Borhion. Non mollare! Ci rivedremo alla Citt del Cielo!
Ma tu... non... verrai? chiese il ragazzo sputando lacqua che gli riempiva la bocca.
Oh no, mio giovane hbrom. Squamedoro non  cos stupido da farsi fregare due volte nello
stesso millennio.
David rispose gorgogliando qualcosa di incomprensibile.
La carpa nuotava vicino alla superficie e per un po il giovane riusc a tenere la testa fuori
dallacqua. Vide la nebbia avvicinarsi, sempre di pi, finch li avvolse del tutto e le rive scomparvero.
Fu allora che Squamedoro si immerse.
***
Lacqua era torbida e verdastra e il giovane fu subito preso da un senso di vertigine, che gli
impediva di capire dovera lalto e dove il basso. Teneva la bocca serrata e gli occhi sbarrati, cercando
invano di orientarsi in quel mondo subacqueo.
La carpa procedeva lenta adesso, spingendo lacqua dietro di s con la grande coda bilobata.
David sent le forze scemare.
Non ce la faccio pi si disse, ho bisogno di respirare!
Doveva lasciare la presa e nuotare fino alla superficie, pens, cacciare la testa fuori dallacqua e
riempirsi i polmoni; ma unaltra forza lo costringeva a restare attaccato al pesce.
Non mollare, giovane hbrom, non mollare.
Finch lacqua si fece buia come il fondo del pozzo; la sua mente vacill e ogni cosa si dissolse.

CAPITOLO 20.
IL LAHIN.

Il sole! pens David quando apr gli occhi.
Il sole, caldo e limpido come quello di maggio, splendeva oltre il profilo di una montagna
boscosa e ogni cosa brillava della sua luce.
Il lago luccicava tra le rive verdissime e due torrenti correvano paralleli attraverso la torbiera,
fino a unirsi in una cascatella dargento. Il rumore dellacqua risuonava lieve da una sponda allaltra.
David si mise a sedere sulle pietruzze tonde e scrut sotto la superficie. Squamedoro nuotava
tranquillo adesso e le sue scaglie brillavano di una luce sovrannaturale al sole del Lahin. Piccoli pesci
guizzavano al limite del bagnasciuga e di tanto in tanto saltavano fuori dallacqua, come se volessero
vedere quel che succedeva fuori. Quando il ragazzo si alz in piedi, i pesciolini si allontanarono in tutte
le direzioni, facendo brillare dargento i loro corpi sottili. Uno solo rest indietro, nuotando in cerchio
tra le pietre, come se avesse smarrito la strada; poi scomparve dietro una roccia.
David si accucci e rest immobile, sperando di vederlo ricomparire.
Pochi istanti dopo la creatura scivol fuori dallacqua e appoggi il suo corpo lucente sopra un
grosso ciottolo tondo.
Uh?
Solo allora David si accorse che aveva mani e braccia e lunghi capelli dargento che la creatura
scroll da una parte con un leggero movimento del capo; lacqua le scol sulla spalla.
Una ninfa?
Lei lo guard incuriosita, inclinando la testa da un lato.
Chi sei tu? chiese poi.
Mi chiamo David Dream rispose il ragazzo e la sua mente corse al giorno in cui aveva
incontrato le scimmie dacqua e invano aveva cercato di comunicare con loro.
David Dream ripet lei. Da molto tempo io e le mie compagne non vedevamo uno della tua
stirpe nel Lahin.
S, lo immagino disse David.
Subito dopo la creatura lo scrut con una strana espressione, annusando laria nella sua
direzione.
Oh! esclam sgranando gli occhi e coprendosi la bocca con la minuscola mano.
Che cosa c? chiese David.
Tu non sei un... ro?
Un che cosa?
Un ro, un non-vivo. Ne ho visti cos pochi come te! mormor la ninfa. Come hai fatto ad
arrivare nel Lahin? Sei un druido?
Ah! esclam il ragazzo con un sorriso. Io... no, non credo. Squamedoro mi ha portato fin
qui.
Squamedoro ripet lei con un sorriso grazioso, a lui piace andare dallaltra parte ogni tanto.
Cerca delle cose da mangiare, credo.
S,  proprio cos.
E perch sei venuto?
Sto cercando unelfa.
Oh! esclam la ninfa inarcando le lunghe sopracciglia. Tu amavi unelfa?
Io... non... cio, non  per quello.
La creatura sorrise.
Non avevo mai sentito dellamore tra un hbrom e unelfa. Ma non puoi riportarla indietro
aggiunse con unespressione di sincera compassione.
Io credo... spero di s.
Oh, no. Questo  impossibile. Gli ri non possono tornare indietro.
David esit.
Ma lei non  unra; ne sono sicuro.  giunta nel Lahin sul dorso di un grande cigno.
Un cigno? esclam la ninfa. Io ho visto un grande cigno volare alto sullOz!
Davvero! E da che parte? chiese David.
Di l rispose la ninfa indicando la montagna che fiancheggiava il lago a nord-ovest. Ha
attraversato tutto il cielo, battendo laria con le sue ali bianche, ed  scomparso; era bellissimo!
Il giovane si alz e scrut il monte alle sue spalle. Un grande bosco cingeva la brughiera, che
splendeva dei colori dellerica sotto la luce del sole.
Allora  di l che andr disse il ragazzo; poi si volt di nuovo verso la piccola creatura.
Come ti chiami?
Brilla rispose lei.
Grazie, Brilla. Mi sei stata di grande aiuto.
La ninfa arross appena e si bagn il corpo con la piccola coda, come a voler spegnere
lemozione che lagitava.
David sorrise.
Addio disse il ragazzo allungando una mano.
Brilla sgran i grandi occhi e si gett in acqua.
Scusa, non volevo spaventarti.
La creatura riemerse dietro il sasso e fiss il giovane con espressione impaurita.
Io... io non ho mai toccato un vro.
Non succeder nulla la rassicur il ragazzo porgendo il dito.
Brilla esit un istante, poi, con un gesto rapido, come un ragazzino che ruba una mela, allung
la minuscola mano. Il suo tocco era freddo e bagnato come quello di una lumachina, ma allo stesso
tempo infondeva un calore straordinario.
La piccola ninfa sorrise di emozione, poi si immerse, guizz tra le pietre da una parte e
dallaltra e scomparve.
Addio ripet il ragazzo alzandosi in piedi.
David si volt verso la montagna, scrut il pendio per scegliere la strada migliore e si incammin verso la cima.

CAPITOLO 21.
UNO SPIRITO NEL BOSCO.

I raggi del sole filtravano attraverso la volta arborea, diffondendo nel sottobosco una luce
magica che danzava sulle cortecce e sulle foglie cadute. I funghi del legno crescevano numerosi lungo i
tronchi e il loro odore riempiva laria assieme a quello del muschio.
David camminava tra gli alberi, accompagnato da uno strano suono di cui non riusciva a
comprendere lorigine. A volte somigliava a un canto di fanciulle, cos lontano che se ne poteva udire
solo leco; altre volte sembravano risa di bambini che giocavano a rincorrersi.
Il ragazzo si ferm e volgendo la testa da una parte e dallaltra cerc di capire da dove
provenisse quel suono.
Viene da l pens, ma subito dopo lo sent alle sue spalle, prima lontano, poi vicino.
Viene da ogni parte si disse tendendo le orecchie, tutto il bosco  animato dallo stesso suono.
Il ragazzo si sedette ai piedi di una grande quercia e rest ad ascoltare, scrutando in silenzio le
fronde degli alberi.
Dun tratto gli sembr di scorgere un piccolo uccello silvestre, una cinciarella forse, sfrecciare
da un ramo allaltro e scomparire dietro al tronco di un grande acero dalle foglie rosse. David rest a
guardare, sperando di vederlo ricomparire, ma la sua attenzione fu distratta da un altro uccelletto, dal
piumaggio brillante dazzurro e di giallo, che attravers rapido la volta arborea.
Dov finito? si chiese il ragazzo scrutando tra le fronde.
In quello stesso istante un uccellino comparve sul tronco pi basso e per niente impaurito scese
verso di lui, finch fu cos vicino da poterne contare le piume.
Chi sei tu? chiese poi guardando il ragazzo con fare curioso e deciso.
David trasal e arretr, camminando allindietro come un granchio, finch sent il tronco contro
la schiena.
Lentamente luccelletto sembr mutar forma, e prese le sembianze graziose di un silfo, una
specie di folletto alato, ricoperto da piume colorate.
Non puoi parlare? chiese la creatura, posandosi sopra il ramo che stava proprio davanti al
naso del ragazzo.
Mi... mi hai spaventato rispose David.
Il silfo lo guard curioso ruotando la testa da un lato.
Tu sei un hbrom disse poi.
S, lo so.
Doveravate finiti?
 una lunga storia rispose il ragazzo con un mezzo sorriso.
La creatura si gir verso la foresta e chiam i compagni con uno strano verso che somigliava
alla risata di un bambino. In pochi istanti gli alberi si riempirono di piccoli uccelli che, uno dopo
laltro, si radunarono attorno al giovane della razza degli uomini. Cerano maschi e femmine e si
muovevano svelti di ramo in ramo, volgendosi a testa in gi o a testa in su, come le cince sul trespolo
del lardo. Ogni tanto mormoravano qualcosa tra loro, cos piano che David non riusciva a sentire le
parole.
Un hbrom! esclam una silfide appena arrivata.
Lha trovato Lu disse una compagna dai grandi occhi scuri.
Com giovane!
Com bello!
Com sporco!
Come puzza!
A quella parola improvvisamente le creature cominciarono a schiamazzare, saltellando da una
parte e dallaltra in preda a una grande eccitazione. Poi improvvisamente si fermarono e tutti lo
fissarono in silenzio con grandi occhi inquisitori.
Che cosa c? chiese David.
Lu, il silfo che gli aveva parlato per primo, si fece avanti.
Tu sei un vro disse serio.
S rispose il ragazzo annuendo.
Che cosa ci fai qui?
Sto cercando unelfa.
I silfi ripresero a cinguettare tra loro, ma questa volta David fu certo di sentir pronunciare una
parola: Ossidea.
S,  lei! Voi la conoscete?
Le creature si consultarono tra loro, come ragazzini di quartiere, finch una di loro, che era
bellissima, con piume doro sulla coda e sulle ali, si fece avanti.
La voce del bosco corre veloce da un ramo allaltro e, sebbene nessuno di noi abbia visto lelfa
che cerchi, il suo nome  giunto sin qui attraverso gli alberi.
Dove si trova?
Il Lahin  grande, giovane hbrom. La tua elfa si trova oltre le montagne di Nemoria, nella
valle di Luz, in un luogo sacro agli elfi non-vivi.
E quanto tempo occorre per arrivare fin l?
Io... non lo so la silfide si guard attorno, nessuno di noi lo sa. Quel posto  troppo lontano e
bisogna attraversare le montagne e la brughiera e a noi non piace volare dove non ci sono gli alberi.
Capisco; allora ditemi in quale direzione devo andare.
La silfide lo guard seria.
Quella  la direzione disse, ma il Lahin  davvero tanto grande, giovane hbrom.
David tir un lungo respiro.
Devo provare lo stesso disse rimettendosi in piedi.
Improvvisamente i silfi si alzarono in volo, gridando come bambini, e si dispersero in tutte le
direzioni. Le loro voci erano di nuovo dappertutto ed echeggiavano in ogni angolo della foresta.
Che c? Che cosa succede? chiese il ragazzo guardandosi attorno.
Pochi istanti dopo sent il rumore di passi veloci sulle foglie cadute, come quelli di un animale
lanciato alla corsa.
Una figura chiara comparve tra gli alberi, come un fantasma, e sfrecci veloce davanti a lui,
pestando gli zoccoli sul terreno.
Non  possibile!
La creatura prosegu di slancio, poi si volt e trotterell indietro, agitando nellaria la criniera
bianchissima.
Sabrh! grid il giovane riconoscendo il suo cavallo.
Lormro gli si fece vicino e lo annus, sfiorandogli il viso con le grosse labbra ispide.
Amico mio disse David abbracciandolo, come hai fatto a trovarmi? Che cosa ci fai qui?
Si accorse allora che il manto del cavallo brillava di una luce straordinaria, nonostante le fronde
degli alberi oscurassero il sole; allora David cap che Sabrh aveva lasciato per sempre il regno dei
vivi. La gioia per aver ritrovato il suo amico si confuse alla malinconia. Mi dispiace, zuccone disse
premendo una guancia sul muso morbido e caldo; tu sei un... ro il ragazzo fatic a pronunciare
quella parola, che cosa ti  successo?
Sabrh ripose con un lieve nitrito, poi abbass la testa e lo spinse delicatamente.
Che cosa c?
Il cavallo si gir di fianco, come per invitarlo a salire.
David lo accarezz sul collo, si aggrapp alla criniera e con un salto mont in groppa.
Sabrh scroll la testa e prese a trottare tra gli alberi, felice daver ritrovato il suo giovane
cavaliere. David alz le braccia e si lasci portare senza governarlo, ascoltando il rumore familiare
degli zoccoli sul letto di foglie. Il manto chiaro dellormro splendeva magicamente nella penombra del
sottobosco.
Il cavallo acceler landatura e si lanci al galoppo, sfilando veloce tra le cortecce brune.
Piano, zuccone disse il ragazzo piegandosi in avanti per evitare i rami pi bassi, mi farai
cadere!
Sabrh usc dal bosco e corse in campo aperto, facendo sventolare la criniera come uno
stendardo; da una parte e dallaltra, sempre pi vicino, si apriva lo strapiombo roccioso.
Fermati! Fermati! url il giovane sgranando gli occhi, ma il cavallo acceler ancora e si
lanci nel vuoto.
Nooo!
Lormro si stacc dalla roccia e prosegu la sua corsa nellaria, scalando il cielo azzurro come
un ippogrifo splendente.
Incredibile mormor il giovane e in breve la paura lasci il posto a uneccitazione
incontenibile.
Avanti! grid David serrando le gambe attorno ai fianchi del cavallo. Fammi vedere cosa
vuol dire correre come il vento! e cos dicendo lo spron a volare ancor pi veloce.
Sabrh sal fino alle nuvole, allungando il collo a ogni falcata, e sembrava che niente lo
rendesse pi felice che galoppare nel cielo con il giovane cavaliere della razza degli uomini.
Da lass il ragazzo poteva osservare il Lahin da un orizzonte allaltro e nulla di quel che vide
prima o dopo quel giorno gli sembr pi bello del limbo degli arconidi.
Lormro cavalcava sicuro sopra quel mondo di naturale bellezza, come se conoscesse la strada,
come se davvero potesse leggere i desideri del ragazzo.
David lo accarezz sul collo e ripens al giorno in cui per la prima volta si erano incontrati;
Macroc lo portava per la cavezza e il suo manto color sabbia splendeva nella luce abbagliante del
deserto di sale.
Questo  per te; un regalo della regina degli elfi per il piccolo gigante cos gli aveva detto il
principe di RocOorc.
Portami da lei, Sabrh disse il ragazzo stringendosi alla criniera, portami da Ossidea.

CAPITOLO 22.
UNA FRECCIA SFUGGITA.

Invisibile allinterno della volta arborea, Ohedn saltava tra i rami. Era andato in avanscoperta,
nella speranza di rintracciare i guerriglieri di Lihenol, lultima resistenza degli elfi contro il Signore
Oscuro.
Dun tratto si arrest e scrut la foresta sotto di s.
Per le orecchie di tutti gli elfi! mormor osservando il sottobosco dallalto di un grosso ramo
nascosto tra le fronde; il terreno era disseminato di corpi senza vita.
Sono giganti.
Lelfo li osserv uno per uno e subito not le frecce che spuntavano dalle armature brunite. In
pochi balzi scese a terra e si accost al corpo di un guerriero ucciso. Estrasse una freccia e la esamin
con attenzione.
Arborei pens, i guerrieri di Lihenol non sono lontani da qui.
Ohedn guard uno per uno i corpi trafitti.
Sono caduti in unimboscata; li hanno trucidati.
Lelfo ebbe un sussulto.
Macroc!
Veloce risal sugli alberi e si diede a correre verso i compagni rimasti indietro.
***
I giganti camminavano in silenzio, seguendo il re di RocOorc attraverso il bosco. Procedevano
verso nord-est e non sapevano dessere gi stati avvistati.
Inhin halph! mormor lelfo alzando una mano, e gli archi si tesero tra le fronde.
Devo fermarli! pens Ohedn correndo a perdifiato tra i rami.
Gli arborei puntavano le frecce sul petto dei soldati di RocOorc e con un occhio fissavano la
mano dellufficiale.
Perch non hanno le armature? si chiese Lihenol mentre i giganti, ignari del pericolo,
marciavano verso di loro.
Ohedn corse sul ramo pi alto come un equilibrista, fin quando il suo peso lo fece piegare;
allora spicc un salto, scalci nellaria e si aggrapp alle fronde di una quercia. Volteggi su se stesso e
subito riprese a correre.
Perch non hanno armi?
Lihenol era perplesso.
I guerrieri gettavano verso di lui rapide occhiate, poi tornavano a puntare i nemici con i loro
archi.
Ohedn spicc un altro salto e un ramo gli graffi il viso; ma larboreo non se ne cur e
continu la sua corsa disperata.
Sono a tiro, signore disse un arciere tendendo la cocca fino allangolo della bocca.
Lihenol esit.
Perch non hanno armi? ripet tra s e s.
Rischiamo dessere scoperti, signore.
In quello stesso istante uno dei giganti alz la testa.
C qualcosa lass! grid indicando i rami.
Dobbiamo colpirli adesso, signore!
Ma perch sono disarmati? chiese lufficiale.
Larciere non rispose.
Fu allora che Lihenol sent un grido echeggiare in lontananza tra gli alberi.
Macroc! grid Ohedn senza smettere di correre. Fermatevi!
Macroc? ripet lufficiale di Arbora. Ma allora...!
Larboreo fiss il gigante che camminava in testa alla colonna, un colosso dalla lunga barba e lo
sguardo bonario.
Per la spada di Senunte! Non tirate, non tira...!
Ma un giovane elfo, che da troppo tempo tendeva il suo arco, tanto che il braccio gli tremava
per lo sforzo, scocc la sua freccia.
No! grid Lihenol.
Il dardo sibil nellaria, attravers la volta arborea e si ferm a pochi centimetri dalla gola del re
di RocOorc.
Per la barba di mio padre! esclam il gigante fissando la freccia sospesa a mezzaria.
In quellistante Ohedn giunse finalmente tra i rami dove erano appostati gli arborei.
Fermatevi! Ferma...! la voce gli mor in gola: il dardo era ancora sospeso e vibrava, come se
tentasse disperatamente di liberarsi dalla presa che lo teneva bloccato. Infine cadde a terra come un
legno spezzato.
Quale prodigio  questo? mormor Macroc fissando la freccia sulle foglie.
Una creatura vestita di abiti logori comparve allora tra gli alberi, reggendosi a un bastone dalla
punta contorta.
In guerra, come in pace, non c nulla di pi difficile che distinguere gli amici dai nemici
disse il druido scrutando tra i rami con unespressione di bonario rimprovero.
Per le guglie di Etheria! esclam Ohedn.
Chi sei? chiese Macroc guardando il nuovo arrivato con diffidenza.
Lui  un druido elfico rispose Ohedn saltando a terra.
Un druido?
Mi chiamo Borhion.
Borhion?! ripet lelfo e dopo un attimo di esitazione mise un ginocchio a terra e chin il
capo in segno di riverenza.
In piedi, arborelf disse il vecchio prendendogli la mano, quei tempi sono passati.
Larboreo lo guard in volto e la luce di una nuova speranza brill nei suoi giovani occhi.
Com possibile?
Oh,  una lunga storia rispose il druido, una storia in cui c un giovane hbrom di nome
David Dream.
Tu hai conosciuto il principe degli uomini? chiese Macroc.
Un ragazzetto impertinente e cocciuto, direi piuttosto comment Borhion. S, lho
conosciuto.
E lui...?
Sta bene, gigante.
Elandris Ohedn si rivolse al druido con la parola usata dagli elfi e in particolare dagli
arborei, ovvero cosciente. Lui ...
Macroc di RocOorc lo anticip Borhion, figlio di RohOnroc e Irenroc.  un onore
incontrarti, re dei giganti concluse il druido con un inchino.
E io sono... prov a dire larboreo.
Ohedn di Arbora, figlio di Lidon e Miro del regno boscoso.
Il volto dellelfo si illumin tutto.
Il giovane hbrom mi ha raccontato ogni cosa.
Dov lui?
Se  riuscito a sopravvivere al traghettamento, David Dream si trova nel Lahin adesso.
Nel Lahin?
In quellistante i rami sopra le loro teste si mossero e Lihenol salt a terra.
Lufficiale si avvicin al druido e inginocchiandosi gli prese la mano.
Bentornato nella Terra di Arcon, Borhion di Brbadan; tu hai salvato la vita del re dei giganti
e la mia, giacch mai avrei potuto vivere sapendo daver ucciso un amico.
Alzati, Lihenol disse il druido tirandolo per la mano, una freccia di legno verde pu
sfuggire al suo arciere aggiunse gettando unocchiata tra i rami.
Lihenol sorrise.
Quanto tempo  passato, elandris?
Tremiladuecentoventidue anni, arborelf. Non eri pi vecchio della freccia che ti  sfuggita
oggi.
Il volto di Lihenol si fece serio.
Il Signore Oscuro siede sul trono di Etheria disse con unespressione di profondo tormento.
Lo so rispose Borhion fissandolo negli occhi.
Lufficiale tir un lungo sospiro, poi si volse verso Macroc.
Ben trovato... re dei giganti disse accennando un inchino. Perdona la mia giovane freccia
aggiunse raccogliendo il dardo da terra e stringendolo nel pugno.
Macroc lo fiss in silenzio.
Sono io che ti chiedo perdono, Lihenol. Se il popolo degli elfi teme i giganti come nemici, la
colpa  nostra disse il re chinando il capo. Sono qui per rimediare al tradimento di Hancroc.
Lihenol annu in silenzio.
Ma dove sono le vostre armi? chiese guardando i soldati in piedi tra gli alberi.
Le abbiamo dovute abbandonare nel deserto di sale per sfuggire a quel maledetto drago.
Un drago?
Non uno qualunque intervenne Borhion, un galgarath; il pi grande e potente della sua
stirpe: Agon, limmortale.
Per il sacro regno! esclam lelfo.
Ho visto giganti morti a una lega da qui li interruppe Ohedn, le loro armi ci sarebbero
utili.
Macroc guard Lihenol con aria interrogativa.
Un drappello di soldati fedeli a Kahs; li abbiamo attaccati questa mattina.
Quanti?
Non pi di cinquanta.
Ci sono sopravvissuti?
Lelfo scosse la testa.
Portaci l, Ohedn; prenderemo le loro armi.
Facciamo presto disse Borhion incamminandosi attraverso gli alberi, abbiamo un appuntamento alla Citt del Cielo; un appuntamento che non possiamo mancare.

CAPITOLO 23.
UNA PIUMA SULLACQUA.

Il vento soffiava sul volto del ragazzo e agitava i suoi lunghi capelli.
Sabrh correva senza sussulti, distendendo le zampe nellaria, e David osservava il mondo sotto
di loro tra le nubi bianchissime che splendevano nel cielo del Lahin. Una strana sensazione di gioia e
di dolce malinconia accompagnava quella cavalcata straordinaria attraverso il limbo degli arconidi.
Montagne dalle cime rocciose, orlate di neve candida; valli boscose e torbiere, solcate da
torrenti lucenti; giardini di infinita e primordiale bellezza, curati da creature immortali sin dallinizio di
ogni tempo.
Il giovane guardava estasiato il Lahin e si domandava dove lo stesse conducendo lormro e
quando sarebbe cominciata la loro discesa.
***
Dun tratto il cavallo smise di correre e si lasci cadere, allungando le zampe in avanti.
David vide la terra sempre pi vicina, finch riusc a distinguere una per una le chiome degli
alberi.
Piano, Sabrh! Piano! Dove stai...?
Ma prima che il giovane potesse fermarlo, il cavallo scomparve tra le fronde con il suo manto
candido.
Atterr dolcemente, come se avesse fatto solo un piccolo salto, e subito si mise a caracollare tra
gli alberi.
David trasse un lungo sospiro, poi si guard attorno. I tronchi bianchi delle betulle li
circondavano da ogni parte, ma Sabrh procedeva sicuro al piccolo trotto, come se sapesse esattamente
in quale direzione andare.
Poco dopo il bosco si apr di fronte a loro, lasciando il posto a una piccola radura solcata da un
torrente. Al centro sorgeva solitaria una grande roccia grigia.
David smont e subito ebbe la sensazione dessere gi stato in quel luogo.
Sabrh si accost allacqua, dove il torrente formava una piccola ansa, e dopo aver annusato,
bevve tirando lunghi sorsi come fanno i cavalli. Il ragazzo gli appoggi una mano sul fianco e di nuovo
guard attorno, cercando di ricordare.
I salici crescevano sulle sponde del ruscello, ai margini della radura, e allungavano nella
corrente i rami pendenti, come tentacoli vegetali.
Il ragazzo si chin e un le mani sotto una piccola cascatella per raccogliere un po dacqua.
Mentre beveva vide una penna, bianca e lucente, galleggiare leggera sulla superficie, trasportata dai
flutti.
Galanthr!
David guard verso il monte.
Dobbiamo risalire il torrente, Sabrh disse rialzandosi in piedi.
Il ragazzo si mise subito in cammino, seguito docilmente dallormro.
***
Lacqua scrosciava tra le rocce e precipitava per oltre cento braccia, rompendosi in minuscole
gocce che brillavano dei colori delliride. Laria era fresca e risuonava del fragore della cascata.
David scrut la parete, cercando una via per salire, ma la roccia sembrava liscia e senza appigli.
 impossibile scalare.
Il giovane guard il cavallo; Sabrh brucava le piante che crescevano sulle sponde del torrente e
di tanto in tanto alzava la testa e giocherellava con gli spruzzi dacqua che lo colpivano, tentando
invano di afferrarli con la bocca.
Vieni qua, zuccone disse David aggrappandosi alla criniera e con un salto gli mont in
groppa.
Lormro scroll la testa e volgendo appena il capo allindietro guard con un occhio il suo
giovane cavaliere.
Dai, un bel salto! disse il ragazzo indicando verso la cima della cascata.
Sabrh sbuff facendo vibrare le grosse labbra, poi prese a trottare avanti e indietro, come fanno
i cavalli di fronte a un ostacolo troppo alto. Infine acceler landatura e spicc il salto.
David si sporse in avanti e strinse la gambe attorno ai fianchi per non essere disarcionato.
Lormro risal la cascata con una sola lunga falcata e appoggi le zampe al limitare delle rocce, dove
lacqua sgorgava dalla montagna.
Bravo, amico mio! disse il giovane sbirciando con un occhio oltre il baratro alle loro spalle.
Proprio un bel salto.
Sabrh caracoll sulla pietra bagnata e gli zoccoli risuonarono tra le pareti a strapiombo.
Giunsero cos sulle sponde di un lago sospeso, che splendeva di una luce grigia e limpida, come
uno specchio dargento imprigionato nella montagna.
Galanthr nuotava al centro della pozza e la sua immagine candida si sdoppiava tra le pareti
plumbee.
Il cavallo si accost allacqua e il cigno subito si avvicin, allungando il collo verso di lui, fino
a sfiorarne il muso con il grosso becco arancione.
David vide con sollievo che il suo piumaggio era intatto; il fuoco di Agon non aveva lasciato
alcuna traccia su di lui.
Dov Ossidea, Galanthr?
Fu allora che sent un tremito lungo il corpo e il cuore fermarsi.
Lelfa stava al centro del lago, immersa fino al collo, e lo fissava immobile con i grandi occhi
verdi. Per un istante che parve infinito, i due si guardarono senza un cenno, senza una parola, come se
lemozione li avesse paralizzati. Poi, lentamente, Ossidea si avvicin alla sponda, nuotando nellacqua
cristallina.
Quasi involontariamente, David guard sotto la superficie e si accorse che la regina degli elfi
indossava solo un ciondolo, che brillava sulla pelle nuda.
Il ragazzo arross e chin il capo.
Ossidea usc dallacqua e cammin in silenzio fino alle rocce dove erano appoggiati i suoi
vestiti.
Finalmente disse lelfa, Sabrh ti ha trovato.
I capelli bagnati splendevano come le piume del corvo e gocce dacqua imperlavano il collo e le
spalle. Il ciondolo, assicurato a un legaccio di cuoio, scompariva nellabito chiaro.
David scese da cavallo.
Quando lo vide in piedi di fronte a s, lelfa sgran gli occhi.
Non ricordavo che gli hbrom crescessero cos tanto disse con un sorriso.
Ma io non avevo dimenticato la bellezza della regina degli elfi.
Ossidea sorrise di nuovo. Poi port le mani dietro il collo e con un gesto veloce sciolse il
cordoncino di cuoio.
Sei venuto a riprenderla, dunque? disse sfilando dal vestito la chiave della pendola.
David ebbe un sussulto. Istintivamente lafferr e la strinse nel pugno, accostandola al cuore.
Lhai portata per tutto questo tempo?
Lelfa annu.
Il ragazzo tir un lungo sospiro; poi distese il braccio e apr il pugno.
Attento, giovane hbrom disse Ossidea guardando la chiave, le elfe possono amare per
millenni.
Il giovane non si mosse.
Lentamente la regina allung la mano; quando stava per prendere il ciondolo, David chiuse il
pugno e le serr le dita tra le sue.
Lelfa alz il capo e lo fiss negli occhi.
Ti aspetter nel Lahin per leternit, se sar necessario disse il giovane della razza degli
uomini.
Ossidea lo guard severa; poi lentamente pos una mano sul suo viso e lo tir a s, alzandosi
sulle punte dei piedi. Cos, per la seconda volta, la bocca di unelfa e quella di un uomo si unirono.

CAPITOLO 24.
LA SCALA DI ETHERIA.

Per le corna di roc! esclam Macroc quando vide la Citt del Cielo attraverso gli alberi della Foresta Eterna.
Etheria si ergeva cupa e spenta sopra un mare di torce, come un relitto alla deriva sulla superficie in fiamme.
Borhion scrut in silenzio le mura nel cielo, illuminate dai roghi.
Norian... sussurr il druido avanzando di pochi passi oltre il confine del bosco, quale follia ti divora?
Poi si volse verso i guerrieri assiepati dietro di lui.
Il Signore Oscuro sa del nostro arrivo; non sar facile farsi breccia tra le orde kahure schierate a difesa della Citt Sacra.
Li abbiamo gi sconfitti una volta disse Gorroc alzando la scure, non possono resistere alla
nostra carica.
Macroc si accost al druido e studi il campo di battaglia.
Siamo pochi disse, e male armati. Non abbiamo la sorpresa come alleata e... il gigante
scrut le nubi, dove sar quel maledetto drago?
Fai bene a preoccuparti comment Borhion, non  saggio sottovalutare il potere del Signore
Oscuro.
Il druido rest a lungo in silenzio, guardando Etheria in lontananza.
Ha lasciato la scala aperta! mormor infine strizzando gli occhi.
Come?
La scala che conduce alla Porta del Cigno disse il druido indicando la colonna di pietra, i
gradini sporgono dalla roccia.
S, lo vedo rispose Lihenol.
Venite disse Borhion tornando veloce tra gli alberi, forse Kahs ha commesso un errore.
***
Attorno a un piccolo fuoco che il druido aveva acceso con la sua magia, sedevano Macroc,
Gorroc, Lihenol e Ohedn. Borhion stava al centro del cerchio, illuminato dalla fiamma tremante che
ardeva tra le foglie.
Il re ha ragione disse lelfo, nemmeno i giganti possono sfondare quella schiera difensiva e
se anche ci riuscissero non potrebbero mai raggiungere Etheria prima che la scala venga chiusa.
Che cosa hai in mente, Borhion?
C una via che porta dritto alla scala di pietra rispose il druido.
I compagni lo guardarono senza capire.
 il Rivolo.
Il torrente che scorre a nord della Citt del Cielo e si getta nel Lago Bianco? chiese Lihenol.
Borhion annu.
Gli elfi si immergeranno nelle sue acque e si faranno trascinare dalla corrente disse il druido
tracciando un solco con la punta del bastone nella terra umida, fino al Lago Bianco.
Uhm... le sponde del Rivolo sono gremite di kahuri, Borhion. Ci vedranno.
Lelfo scosse la testa.
Passerete sotto il naso dei nemici invisibili come pesci disse il druido. La corrente vi porter
fino allAlbion ed  allora che i giganti dovranno scagliare lattacco. Lattenzione dei kahuri sar
rivolta verso di loro, mentre voi dovrete conquistare la scala di Etheria.
Ma appena sapr dellattacco, Kahs dar ordine di chiudere laccesso disse Macroc. Non
riuscirete mai ad arrivare alla Porta del Cigno prima che...
Il meccanismo che muove la scala pu essere bloccato lo interruppe Lihenol.
Il druido annu.
 un segreto che pochi conoscono, persino tra gli elfi. I guerrieri arborei rimarranno isolati, ma
da lass potranno coprire la carica dei giganti con le loro frecce.
Macroc riflett in silenzio sul piano di Borhion.
Cosa succeder se arriver il drago?
Il druido esit.
Spezzate la difesa dei kahuri, gigante disse infine scrutando il cielo tra i rami, e speriamo
che David Dream non manchi allappuntamento.

CAPITOLO 25.
IL VOLO DI GALANTHR.

Borhion  tornato nella Terra di Arcon? chiese Ossidea e la sua voce tremava.
Il ragazzo annu.
 lui che mi ha detto come varcare i confini del Lahin.
Dove si trova adesso?
 diretto verso la Citt del Cielo; ci incontreremo l.
Ossidea parve turbata.
Che cosa c?
Nulla...  un bene che il druido di Brbadan abbia rinunciato al suo esilio rispose lelfa, ma
David ebbe limpressione che dietro quelle parole la regina nascondesse altri pensieri.
***
Il giovane della razza degli uomini si accost allo strapiombo e guard il Lahin.
Perch questo luogo  negato ai vivi?
Lacqua scorreva cristallina tra le pareti grigie e precipitava oltre il profilo della roccia; il
fragore della cascata giungeva attutito dal lungo salto. Galanthr si lisciava le penne al centro dello
specchio, mentre Sabrh indugiava sulle sponde, brucando il capelvenere che cresceva tra le fenditure.
Il chiarore soprannaturale dei loro corpi splendeva tra le pareti grigie di quel luogo sacro.
Ossidea si avvicin al giovane e gli prese la mano.
Il Lahin  negato al male antico, David, non ai vivi. Puoi scorgerlo attraverso il mondo
terreno, di tanto in tanto disse lelfa, non  lontano,  solo... nascosto. Capisci, mio giovane
hbrom?
Il ragazzo la fiss in volto e annu.
Lo vedo nei tuoi occhi ogni volta che ti guardo.
Ossidea sorrise e un leggero rossore le accese il volto.
 mai successo prima dora? chiese David, osservando una ciocca di capelli che le cadeva
graziosamente sulla tempia, lasciando intravedere lorecchio a punta.
Cosa?
Un uomo e... unelfa.
Ossidea sgran gli occhi per un istante, poi sorrise.
Nessuno ha mai avuto il coraggio di confessarlo, credo.
In quellistante il cigno batt forte le ali, alzando il collo verso lalto; poi le richiuse,
sistemandole per bene una sullaltra.
Galanthr  pronto disse Ossidea guardandolo.  ora di andare.
David si accost a Sabrh e gli prese il muso.
Avanti, zuccone disse sfregando il naso sulle labbra morbide, unultima cavalcata.
Poi con un salto gli mont in groppa.
Lormro scalpit eccitato al margine della cascata. David lo fren e guard dietro di s.
Ossidea si accost a Galanthr e con un gesto naturale gli sal sul dorso.
Andiamo, amico mio.
Il cigno emise un lieve brontolio, poi prese a nuotare verso la cascata, agitando le grandi ali
bianche. In pochi istanti il suo corpo inizi a sollevarsi, mentre le zampe palmate ancora mulinavano
nellacqua. Sfil veloce di fianco al ragazzo e si gett nel vuoto, sostenendosi nellaria con le grandi
piume splendenti.
David lo guard mentre saliva alto nel cielo. Poi spron il cavallo verso il baratro.
Andiamo, Sabrh!
Lormro corse sulla roccia, facendo risuonare gli zoccoli tra le pareti a strapiombo, e raggiunse
il ciglio della terrazza. Con un salto si lanci oltre il dirupo, inseguendo il cigno nel cielo.
***
David spronava Sabrh al galoppo sulla scia di Galanthr.
La regina degli elfi stava seduta sul dorso candido e il vento le agitava i lunghi capelli; sotto di
loro scorreva la bellezza immutevole del Lahin.
Lentamente il cavallo si accost al cigno, finch giunse cos vicino da sfiorare la punta dellala
con il muso. Allora Ossidea si volt verso il ragazzo e gli fece un cenno con il capo.
David si chin in avanti e accarezz dolcemente il collo dello stallone.
Aspettami, Sabrh disse mentre una lacrima gli sfuggiva dallangolo delle palpebre, torner
nel Lahin un giorno e cavalcheremo ancora assieme.
Il giovane lasci andare le mani e si alz sulle ginocchia. Esit per un istante in bilico, mentre il
vento gli sferzava i capelli, e salt nel vuoto.
Cadde tra le ali del cigno e subito si aggrapp alla regina degli elfi. Ossidea lo serr a s con
una mano e David sent la sue dita stringerlo forte.
Per un istante luccello sembr perdere quota, quasi non riuscisse a sostenere il peso del
ragazzo.
Forza, amico mio! lo spron lelfa. Portaci nella Terra di Arcon! Portaci alla Citt del
Cielo!
Galanthr batt le ali con straordinario vigore e riprese a salire.
David si volt indietro e vide Sabrh che tentava disperatamente di raggiungerli, allungando le
falcate nel vuoto.
Ti aspetter, David. Gli ormri sono molto fedeli disse Ossidea.
Il ragazzo annu in silenzio.
La figura del cavallo si fece sempre pi piccola, finch prese a dissolversi come in un sogno.
David strinse il corpo minuto dellelfa, mentre il cigno entrava nella coltre di nubi e il Lahin si perdeva dietro di loro.

CAPITOLO 26.
UNA COLTRE DI VAPORE.

Blorhion camminava attraverso la grande radura, appoggiando il bastone nellerba alta. Sul
fondo del pendio che conduceva alla Citt del Cielo, splendevano le torce dei kahuri.
Il druido si ferm e volse lo sguardo verso ovest, dove il Rivolo scorreva tra le armate nemiche,
aprendo un varco nelle fiaccole.
Lelfo piant il bastone e reggendosi con forza alz la mano e la mosse nellaria, come se
volesse afferrare una ragnatela invisibile. Dalle labbra socchiuse sfugg un mormorio incomprensibile,
una preghiera appena sussurrata.
Attorno alla punta del bastone cominci a sollevarsi una nebbiolina sottile che in breve si
allarg a nascondere i piedi. Scivolando silenziosa sulla radura, come uno spirito informe, la nebbia si
allung verso il Rivolo. Quando raggiunse le sponde del torrente, esit per un istante; poi invase il
corso dacqua e ricopr la superficie con una coltre di vapore.
La nebbia li terr nascosti dallo sguardo di Kahs mormor Borhion prima di rimettersi in
cammino.
Dopo pochi passi il suo corpo sembr svanire nel nulla.
***
Lelandris ha steso la sua magia disse Lihenol vedendo la nebbia risalire il corso del Rivolo
fino agli alberi. Andiamo.
Gli elfi uscirono dai loro nascondigli e senza un rumore scivolarono nellacqua e si lasciarono
prendere dalla corrente. Una dopo laltra le loro teste scomparvero nella bruma notturna.
Mentre discendevano il corso del torrente, Ohedn e i compagni potevano intravedere,
attraverso la nebbia, i fuochi dei kahuri, che ardevano lungo le sponde. Le voci aspre dei guerrieri delle
montagne giungevano di tanto in tanto, confuse al rumore dellacqua. Gli elfi sfilarono invisibili
attraverso le orde nemiche, finch scorsero le luci di Etheria nel cielo. La citt sacra incombeva sopra
di loro immensa come una montagna.
Ci siamo pens Ohedn.
Poco dopo il Rivolo li consegn al Lago Bianco, come relitti galleggianti.
***
Con una mano appoggiata sullelsa della scimitarra, il kahuro osservava stupito quella strana
nebbia, bassa e sottile, che in pochi minuti aveva ricoperto la superficie dellAlbion e aleggiava
sullacqua come vapore. Gli parve allora di vedere galleggiare qualcosa in quel chiarore fumoso.
Ek krelhen nelk! disse il guerriero. C qualcosa l!
Ohedn impugn larco sotto la superficie e incocc una freccia.
Oolek? chiese il compagno accostandosi. Dove?
Krelen el rispose la guardia indicando verso il lago.
I kahuri scrutarono la nebbia in silenzio, mentre piccole onde lambivano la piattaforma di
roccia, producendo un leggero sciabordio.
Non vedo niente.
Il commilitone gorgogli qualcosa di incomprensibile, poi cadde in avanti e precipit
nellacqua.
Ma cosa...?
Il dardo sibil attraverso la nebbia e rimbalz contro larmatura con un breve rintocco; la
guardia strabuzz gli occhi e sguain la scimitarra.
Allarme! grid prima che unaltra freccia gli trafiggesse la gola.
Adesso! ordin Lihenol.
Gli elfi nuotarono fino alla roccia e si arrampicarono sulla piattaforma.
Presto! url lufficiale di Arbora vedendo i kahuri correre sul ponte di pietra. Dobbiamo
raggiungere la scala!
Ma i nemici erano in vantaggio.
Ohedn, pi veloce di tutti, giunse per primo e punt dritto su di loro, sguainando la spada;
quando lo scontro sembrava ormai inevitabile, lelfo salt sulla parete di roccia, corse in verticale come
un acrobata e con un salto raggiunse il gradino pi basso, sfilando sopra le loro teste.
Venite a prendermi! grid larboreo; poi si mise a correre verso la Citt del Cielo, saltando
leggero da un gradino allaltro.
I kahuri lo inseguirono su per la scala di pietra, ma i loro passi erano lenti e pesanti, come se
una forza invisibile gli legasse le ginocchia.
Tenetevi pronti disse Lihenol agli arcieri.
I guerrieri delle montagne girarono attorno alla colonna e ricomparvero dallaltra parte, uno
dietro laltro.
Ora, scagliate!
Le frecce saettarono nellaria e colpirono i kahuri sul fianco sguarnito; solo quelli che stavano
nelle retrovie riuscirono a evitare i dardi degli elfi, riparandosi dietro alla roccia.
Lihenol guard verso il ponte e vide unintera guarnigione giungere in rinforzo.
Non fateli passare! ordin lufficiale di Arbora indicando verso il nemico.
Gli arcieri si schierarono allingresso del ponte, gli uni davanti agli altri, e iniziarono a tirare sui
kahuri, stretti tra le fiancate di pietra.
Lihenol sguain la spada e sal sui gradini di Etheria.
Ti uccider, elfo grid un guerriero kahuro vibrando la scimitarra; la lama colp la parete,
lasciando un profondo solco nella roccia viva. Lihenol si infil tra la colonna e il nemico e con una
sola spallata lo fece cadere nel vuoto; poi affond la spada e trafisse il soldato che lo seguiva senza
nemmeno guardare. Il terzo par lo scudo davanti al corpo e caric con furia, ma lelfo piroett sopra di
lui e lo colp alla schiena. Subito si volt per fronteggiare un altro attacco, ma questa volta il nemico lo
anticip. Lihenol fu sbalzato con forza brutale e cadde allindietro sui gradini di pietra. La spada rotol
da uno scalino allaltro e si ferm in bilico sulla roccia.
No! grid lelfo allungando una mano come a volerla fermare; poi sent le urla della carica
dietro di s.
Velocissimo sfil larco dalla spalla e tent di incoccare una freccia, ma il kahuro giunse come
una furia, alzando il ferro sopra la testa; poi si accasci con un rantolo e cadde nel vuoto.
Quello era lultimo disse Ohedn reggendo larco davanti al viso.
Lihenol accenn col capo, salt in piedi e con un balzo recuper la spada. Lufficiale di
Arbora guard i compagni asserragliati alla base della scala di pietra; i kahuri, protetti dagli scudi,
stavano per rompere lo sbarramento.
La strada  libera! grid.
Mentre i compagni salivano verso di lui, sfrecciando uno dopo laltro sopra i gradini di pietra,
Lihenol afferr il corno che teneva a tracolla, gonfi i polmoni e soffi con forza. Un muggito lungo e
potente echeggi nellaria.
***
 il segnale! disse Macroc scrutando la Citt del Cielo dallalto della collina. Lihenol e
Ohedn sono riusciti a prendere la scala di pietra.
Il re dei giganti si gir verso i soldati di RocOorc.
Coloro che hanno spada e armatura guideranno la carica disse alzando una scure, gli altri li
seguiranno. Se il compagno che vi precede cade, prendete le sue armi e continuate a combattere. Siamo
tutto ci che rimane del grande esercito degli uri; spezzeremo la difesa dei kahuri o moriremo.
Il re di RocOorc si volt verso Etheria e fiss per un istante ancora le torce schierate attorno al
lago bianco.
Per la Terra di Arcon! grid facendo vibrare la scure.
I compagni risposero con un boato che risuon come un tuono attraverso la grande radura. Poi inizi la carica.

CAPITOLO 27.
UNA LAMA NELLA ROCCIA.

Airelph, il consigliere, giunse trafelato nella cupola dalabastro.
Che cosa succede? chiese Kahs.
Un manipolo di arborei  riuscito a raggiungere la scala e sta salendo verso la Citt del Cielo.
Il Signore Oscuro fiss imperturbabile la fiamma che ardeva di fronte al trono.
Borhion... sussurr con un filo di voce.
Airelph trasal.
Come?
Fai chiudere la scala del cielo e proteggete la Porta del Cigno.
S, mio signore rispose il consigliere con un cenno del capo; poi usc.
Kahs si alz e lentamente scese dal trono. Percorse come uno spirito oscuro la sala del cigno e
usc nei giardini di Vitra.
***
La scala si sta per chiudere! grid Lihenol quando sent quel suono vibrare attraverso la
colonna di pietra. Presto, salite pi in alto!
Lufficiale di Arbora guid i suoi uomini lungo la spirale, guardando uno per uno gli scalini
che sfilavano sotto i suoi piedi.
Eccolo,  questo! esclam fermandosi di colpo.
Lihenol si chin e pass il dito sopra una piccola fessura che si apriva al centro della pietra; poi
sguain la spada e con un gesto deciso la conficc nella roccia. La lama affond fino allelsa.
Questo la fermer... spero.
Stanno arrivando! grid un giovane arboreo guardando i kahuri che salivano lungo la scala.
Dobbiamo salire pi in alto!
Non muovetevi! ordin Lihenol.
Subito dopo la roccia fu scossa da un tremito, accompagnato da un lungo brontolio cavernoso.
Ci siamo.
Lentamente, a cominciare da quello pi basso, i gradini iniziarono a muoversi, scivolando
dentro la colonna di pietra fino a scomparire.
Quando capirono quel che stava accadendo, i guerrieri di Kahs tentarono disperatamente di
mettersi in salvo, accalcandosi sugli scalini pi alti. Quelli che venivano per ultimi, sconvolti dal
terrore, si aggrappavano ai compagni che li precedevano e li trascinavano con s; caddero avvinghiati
gli uni agli altri, come una lunga catena di corpi. Solo uno riusc a raggiungere il gradino dove era
conficcata la spada di Lihenol e fiss con gli occhi sgranati lufficiale di Arbora.
Lelfo lo guard immobile e scosse leggermente la testa.
Il kahuro sbirci sotto di s con un occhio, poi ringhi di paura e di rabbia e si gett in avanti;
una freccia lo colse nel petto prima che potesse mettersi in salvo. Il soldato oscill per un istante in
bilico, dimenando le braccia, poi precipit nel vuoto.
Il gradino dovera conficcata la lama di Lihenol inizi a vibrare e poi a scorrere nella pietra;
mentre gli arborei la fissavano con il fiato sospeso, lelsa si impunt contro la roccia e lacciaio
gemette.
Fermati! implor Lihenol in un sussurro.
Un muggito risuon attraverso la parete di pietra, seguito da un violento clangore.
Si  fermata! esclam Ohedn. Il meccanismo si  bloccato. Presto, agli archi!
Gli elfi si appostarono uno di fianco allaltro e, mentre le frecce dei kahuri si spezzavano contro
la roccia, osservarono il campo di battaglia.
Siamo fuori portata disse Lihenol, incoccate!
Lufficiale scrut la radura verso nord.
Eccoli! Stanno arrivando!
Gli uri discesero la collina e travolsero le fiaccole dei kahuri come unonda scura.
Ora, scagliate!
Le frecce saettarono nel cielo buio, tracciando lunghe parabole, e colpirono i guerrieri delle
montagne alle spalle.
Sotto il tiro di copertura degli elfi, i giganti aprirono un varco nelle file dei kahuri, penetrando
in profondit nelle loro difese.
***
La scala  bloccata! disse Molok sporgendosi dalle mura di Etheria.
Il colosso radun cinque guerrieri della guardia reale e corse alla Porta del Cigno.
Aprite! grid nella lingua delle montagne.
Lentamente il grosso portone dargento si schiuse con un cigolio sordo.
Venite con me disse il comandante dei kahuri scendendo di corsa i gradini di pietra, dobbiamo cacciare gli elfi da l sotto.

CAPITOLO 28.
LACQUAFONTE.

Il consigliere percorreva veloce i corridoi della reggia del cielo; un pensiero angosciante
animava la sua mente da quando aveva sentito il Signore Oscuro pronunciare quel nome: Borhion.
Non  possibile pens affrettandosi verso la cupola dalabastro. Attravers la sala, facendo
scivolare la tunica chiara sul pavimento di pietra, e si diresse verso la stanza della conchiglia.
Lacqua scorreva in un piccolo canale ricavato nella pietra e cadeva in una vasca di marmo
circolare, dal bordo ondulato, che ricordava una grande conchiglia. Uno strano chiarore filtrava
attraverso la superficie e si rifletteva sulla volta del soffitto, disegnando degli anelli di luce in
movimento.
Airelph si accost al bordo e guard verso il fondo. Pass una mano sullacqua, mormorando
poche parole sussurrate, e la luce prese a pulsare debolmente.
Mostrami il suo volto disse il consigliere, mostrami dove si trova.
Lentamente lacqua mut colore e strane figure incorporee presero a vorticare nella vasca, come
spiriti.
Mostramelo! ripet Airelph cercando di distinguere un volto in quella bolgia di immagini
indistinte; ma improvvisamente lacqua si tinse di nero, come se una boccetta dinchiostro fosse stata
versata nella vasca, e tutto si fece buio.
Ma cosa...?! esclam il consigliere sgranando gli occhi.
Bisogna avere la mente sgombra per vedere nellacquafonte, Airelph.
Lelfo alz la testa e il suo volto trasfigur. Lentamente si volse verso lingresso; una figura in
abiti laceri, che reggeva un bastone dalla punta ricurva, stava al centro della piccola sala.
Ben ritrovato disse Borhion accennando un sorriso che metteva i brividi.
T... tu! balbett il consigliere sgranando gli occhi. Come hai fatto a tornare da Ermidh?
Esiste una sola via per sfuggire allincanto di Oltremondo rispose il druido reggendosi al
bastone, e tu lo sai bene.
Il consigliere arretr.
Sei stato tu, vero? chiese Borhion.
Airelph non rispose.
Sei stato tu a liberarlo dalla torre di Druhm, tu gli hai portato il taharn?
Il consigliere arretr ancora.
Perch? Pensavi davvero che il Signore Oscuro avrebbe diviso con te il suo potere?
Io... sono stato costretto.
Ah, s? E come ti ha costretto? Gli elfi non temono la morte.
Il consigliere lanci unocchiata verso la porta.
Vorresti fuggire? Speri ancora che lui ti salvi? Vai pure disse Borhion con un cenno del
bastone, io non ti fermer.
Airelph si fece pallido.
Uccidimi, Borhion disse con un filo di voce.
Il druido lo fiss in silenzio e scosse la testa.
Airelph chin il capo e lentamente si avvicin allingresso, come un condannato sul patibolo.
Prima di varcare la porta si ferm e sbirci con un occhio sopra la spalla; velocissimo sguain
la spada che portava sotto la tunica e con un fendente preciso tagli la testa del druido.
Borhion sgran gli occhi, poi sorrise di compatimento mentre il suo corpo si dissolveva come
fumo.
Maledetto stregone! mormor Airelph fissando la parete vuota.
Il consigliere gett la spada e lentamente si accost alluscio.
Maledetto stregone ripet ancora una volta; poi allung un passo e usc.
Si guard attorno da una parte e dallaltra, con unespressione di atroce tormento. Infine si
avvi verso la cupola dalabastro, lentamente, ben sapendo che non avrebbe mai pi ritrovato la via per
uscire da quel labirinto.
***
Il kahuro rugg alzando la scure sopra la testa e Macroc cerc di ripararsi dietro lo scudo; la
furia della battaglia lo aveva gettato a terra. Il guerriero si avvent su di lui e colp con una tale forza da
incrinare lacciaio; poi strabuzz gli occhi, storcendo la bocca da un lato, e si accasci in avanti, trafitto
da una freccia. Il re di RocOorc lo scroll via e fiss in lontananza la scala di Etheria.
Ohedn! mormor guardando il profilo di un elfo sulla colonna di pietra.
Macroc raccolse la scure e si alz in piedi.
Avanti, per il sangue di roc! grid alzando il ferro verso la Citt del Cielo. Non
fermatevi!
Incitati dal loro re, gli uri si ricompattarono e ripresero la carica. Le linee difensive dei kahuri
cominciarono a sgretolarsi.
Dallalto della scala del cielo, Molok fiss impotente il campo di battaglia con il suo sguardo
deforme.
Maledetti elfi! sibil serrando i denti; poi riprese a scendere pi veloce di prima, seguito dai
compagni.
***
Stanno arrivando, Lihenol! disse Ohedn scrutando la spirale sopra le loro teste.
Lufficiale guard in alto.
Non possiamo resistere in questa posizione, ci faranno a pezzi.
Lelfo esit per un istante, poi il suo sguardo sembr illuminarsi.
Presto, con me!
Mise larco a tracolla e sal veloce verso la Citt del Cielo, correndo incontro ai nemici, leggero
come un angelo.
Eccoli l! pens vedendo le ombre dei kahuri che scendevano lungo la colonna di roccia.
Lihenol si volt verso i compagni che lo seguivano e port il dito alla bocca; volteggi sullo
strapiombo e si aggrapp con entrambe le mani al gradino di pietra, lasciandosi penzolare nel vuoto.
Fate come me! ordin con voce strozzata.
Gli arcieri lo guardarono stupiti, poi, uno dopo laltro, infilarono larco sulla spalla e si
gettarono nel vuoto, aggrappandosi con le dita ai gradini che sporgevano dalla roccia. Sotto i loro piedi
potevano scorgere il Lago Bianco e tuttattorno i fuochi della battaglia.
Lihenol alz la testa e rimase in ascolto, sbirciando in silenzio tra gli scalini di pietra.
Arrivano! sussurr.
I kahuri giunsero come furie, facendo risuonare le armature dacciaio, e sfilarono sopra le loro
teste senza vederli.
Lihenol aspett che fossero andati, poi oscill come un trapezista e con un balzo torn coi
piedi sulla roccia.
Sono andati disse, adesso tocca a loro star sotto.
I guerrieri di Molok continuarono a scendere, certi di trovare gli elfi appostati in fondo alla
scala; solo quando videro lultimo gradino capirono dessere stati giocati.
Ma dove sono? chiese un soldato osservando il vuoto sotto di loro.
Si sono gettati? domand un altro.
Molok rest immobile per un istante, incredulo; poi si volt indietro ringhiando.
Maledetti elfi! grid guardando verso lalto. Proteggetevi! Subito dopo furono investiti da
una pioggia di frecce.
I kahuri tentarono disperatamente di ripararsi dietro gli scudi, ma caddero uno dopo laltro sotto
il tiro infallibile degli elfi. Solo uno rimase arroccato sul gradino pi basso.
Ohedn prese la mira, studiando i movimenti dellavversario, e scocc. La freccia pass a un
soffio dallo scudo e si conficc nella coscia. Molok rugg di rabbia, afferr lasta che spuntava dalla
carne e la spezz.
Venite a prendermi, elfi! Non basta una freccia per fermarmi.
Ohedn sguain la spada e scese verso di lui.
Avanti, arboreo grid il kahuro acquattato dietro allo scudo, mostrami il tuo coraggio!
Ti far vedere la tua paura rispose lelfo piazzandosi di fronte al nemico.
No, Ohedn grid Lihenol dallalto.
Molok si alz in piedi e lo guard con una strana espressione; poi allung un braccio oltre il
baratro, mostrando una spada elfica.
Ohedn sgran gli occhi e guard il gradino di pietra; il kahuro aveva estratto la lama dalla
roccia.
In quello stesso istante la colonna fu percorsa da un rumore sordo e gli scalini ripresero a
muoversi.
No!
Lelfo si lanci in avanti, tentando di bloccare il meccanismo con la sua spada, ma il kahuro
afferr la lama e la strinse con forza.
Non vedrai mai la paura sul volto di Molok, arboreo disse mentre il sangue fluiva attraverso
le dita serrate.
Scappa, Ohedn!
Troppo tardi mormor Molok fissandolo in volto.
Il kahuro precipit senza un fiato, trascinandosi dietro il guerriero di Arbora.
Nooo! grid Lihenol guardando i due corpi cadere nel vuoto.
Lufficiale esit, quasi volesse seguire il compagno e gettarsi anche lui nelle acque dellAlbion;
ma i gradini scomparivano sotto i loro piedi sempre pi veloci.
Salite grid infine, salite! e lui stesso prese a correre verso Etheria, senza sapere come sarebbe terminata quella fuga disperata.

CAPITOLO 29.
I GUERRIERI DI NUMDA.

Che cosa succede, Gorroc? chiese Macroc roteando la scure.
Gli elfi hanno smesso di tirare le loro frecce rispose il soldato scrutando verso la colonna di
Etheria, la scala si sta chiudendo!
Maledizione! esclam il re di RocOorc scrollandosi un goblo di dosso. Non possiamo
farcela senza la loro copertura. Dobbiamo ritirarci!
Ritirarci? chiese il giovane comandante guardandosi attorno. E da che parte?
Le orde dei kahuri si erano richiuse attorno a loro come la marea.
Serrate i ranghi! State uniti! grid Macroc menando un fendente alla cieca.
I giganti si strinsero luno contro laltro, come una piccola isola circondata dal mare in
tempesta.
Dovrete ammazzarci uno per uno! grid Gorroc roteando la spada.
***
Li stanno facendo a pezzi, signore.
Lo vedo rispose il comandante.
Non possiamo lasciarli soli.
Lufficiale esit.
Che accidenti sta succedendo?
Sono guerrieri di RocOorc! Il re dei giganti li guida in battaglia!
Hancroc?
No, signore.  il figlio di RohOnroc che porta la corona di ferro.
Macroc? chiese Ghilroc sgranando gli occhi. Ma allora... loscura alleanza  spezzata!
Il comandante si volt verso i suoi soldati e alz in alto la spada.
Avanti, guerrieri di RocHur! Troppo a lungo abbiamo fraternizzato con il nemico.
Riconquistiamo il nostro onore! e senza esitare si mise a correre verso il cuore della battaglia.
Chi accidenti sono quelli? chiese Macroc sentendo le urla della carica alle loro spalle.
Giganti! rispose Gorroc allungando lo sguardo verso la Citt del Cielo. Combattono contro
i kahuri.
 la guarnigione di Ghilroc disse il re riconoscendo il comandante di RocHur, vengono in
nostro aiuto! Coraggio! La battaglia non  ancora persa.
***
I soldati lasciati da Thorroc a difesa della Citt del Cielo si unirono a quelli di RocOorc,
aprendosi un varco tra le orde nemiche; per un breve istante sembr davvero che le sorti della battaglia
potessero ribaltarsi, ma i guerrieri delle montagne erano in numero cos superiore che per ogni soldato
ucciso, dieci lo rimpiazzavano. I gobli sembravano comparire dal nulla e si gettavano sui giganti uno
dopo laltro, fino ad accecarli con le loro ali.
Ghilroc, il vecchio comandante della provincia di RocHur, si par di fronte ai nemici,
falciandoli come spighe di grano.
Proteggete il re dei giganti! grid facendo tuonare la voce. Non cedete! ma una scure
kahura lo colp nel petto, aprendo un varco nellarmatura di ferro.
Ghilroc! esclam Macroc chinandosi su di lui; il sangue fluiva attraverso lo squarcio.
Il vecchio soldato gli prese la mano e lo guard in volto.
Perdonami, Macroc sussurr con un filo di voce, ho ubbidito agli ordini dellusurpatore
ma... non ho mai smesso di sperare nel tuo ritorno.
Lo so, Ghilroc.
Mi dispiace... avrei voluto... proteggerti mormor il comandante cercando di trattenere
lultimo respiro; poi i suoi occhi si fermarono a fissare il cielo.
Macroc si alz in piedi e, mentre attorno a lui infuriava la battaglia, guard la coltre di nubi
sopra la sua testa.
Non pu finire cos sussurr stringendo il pugno.
Ma lisola dei giganti si stava ormai sgretolando; i kahuri si avventavano come belve sui soldati
rimasti isolati e li colpivano a morte con il ferro delle scuri.
Macroc si tolse lelmo e con il capo scoperto si prepar per lultimo scontro.
Venite! grid ergendosi in tutta la sua statura. Vi far vedere come muore il re di
RocOorc!
Ma in quello stesso istante un bagliore rischiar il profilo della collina e una schiera di guerrieri
si stagli contro quella luce, come fantasmi nel fumo della battaglia. Avevano il volto coperto da un
velo e impugnavano corte sciabole di metallo brunito.
Esitarono per alcuni lunghi istanti al margine della grande radura, osservando quella bolgia
infernale di corpi e di acciaio.
Semithal, lasar rasaz disse il guerriero che stava di fronte a tutti, mentre i fuochi della
battaglia gli illuminavano i lunghi occhi neri, se non ora, mai pi.
Poi alz un braccio; attese solo qualche istante, per dar tempo ai compagni di tendere gli archi,
e lo abbass di scatto.
Una nuvola di frecce si alz alle sue spalle e, dopo aver solcato il cielo cupo, precipit sui
kahuri trafiggendoli.
Che cosa succede? chiese Macroc vedendo i nemici cadere.
Sono i rhuni grid un soldato di RocHur,  lesercito di Numda.
In quello stesso istante i guerrieri con il volto coperto alzarono in alto le sciabole e si gettarono
nella battaglia urlando come demoni. Scesero a migliaia verso le sponde dellAlbion e attaccarono i kahuri alle spalle, coperti da una pioggia di frecce.

CAPITOLO 30.
IL POTERE DI BORHION.

Il Signore Oscuro si affacci dalla grande cascata e guard il campo di battaglia; i rhuni erano piombati nella grande radura come un fiume in piena, spezzando le  linee difensive dei kahuri.
Kahs osserv immobile lavanzata dellesercito di Numda, poi alz la testa, come se improvvisamente un pensiero gli avesse trafitto la mente.
Ti aspettavo disse senza voltarsi.
Borhion rest in silenzio.
Sei venuto a trattare la pace?
Il druido trasse un lungo respiro.
Sono venuto per fermarti, Norian.
Quando il Signore Oscuro si volt e lo guard in volto, Borhion trasal. Lodio aveva
consumato il suo corpo assieme alla sua anima, fino a renderlo irriconoscibile.
Lui dov? chiese Kahs.
Perch lo cerchi?
Lo hai iniziato allelandrill?
Lelfo esit.
Sei riuscito a ingannare anche lui...
Fermati, Norian, ti prego lo implor Borhion, o non ci sar nessun futuro per rimediare al
passato.
Rimediare al passato? Conosci forse un modo per riportare il popolo perduto nella Terra di
Arcon, Borhion? Sai tu spezzare lincanto di Oltremondo?
Il druido rispose con un lungo silenzio, mentre il Signore Oscuro lo fissava con uno sguardo di
odio assoluto.
Lantico passato ha gi divorato ogni futuro possibile disse Kahs; poi gli volt le spalle e
torn a osservare il campo di battaglia. Alz la testa verso le nubi e, sollevando la mano con il guanto
dargento, invoc il galgarath nella lingua dei demoni; la coltre fu percorsa da un tremito.
No! grid Borhion.
Il druido rote il bastone nellaria, pronunciando poche parole sussurrate; con un gesto rapido e
deciso vibr un fendente, come se volesse colpire qualcosa di invisibile. Il corpo di Kahs fu sferzato
da una stria di luce che squarci il mantello e lasci una cicatrice splendente sullarmatura dargento. Il
Signore Oscuro url di dolore e si accasci a terra.
Borhion rote il bastone e, mentre lenergia dellelandrill crepitava nellaria, lo colp ancora.
La fiamma sferz larmatura sul fianco opposto, lasciando un solco luminoso nel metallo.
Kahs emise un lungo rantolo; poi sollev la mano guantata e punt lindice verso il cielo cupo.
Dalle nubi discesero mille folgori, sottili e lucenti come fili dargento, che scaricarono la loro energia
su di lui. Il guanto prese a splendere di una luce spettrale che in pochi istanti avvolse tutta larmatura.
Il lungo esilio non ti ha indebolito, Borhion disse il Signore Oscuro alzandosi in piedi, ma
sai bene che non puoi sconfiggermi.
Borhion serr i denti e vibr il bastone con quanta pi forza riusc a trovare. Kahs sguain
velocissimo e la lama scintill della medesima luce che scorreva sullarmatura. Il suono dellacciaio
spezzato risuon nellaria e Borhion cadde a terra, come se una forza invisibile lo avesse colpito.
Lelfo farfugli qualcosa di incomprensibile e cerc di rialzarsi, ma sembrava stordito. Il Signore
Oscuro avanz verso di lui impugnando la spada.
In piedi... maestro!
Faticosamente il druido riusc a mettersi in ginocchio.
En ether flamas vortica! grid reggendosi con entrambe le mani al bastone.
Una palla di luce, color della fiamma, si addens attorno alla punta ritorta. Mentre il druido
tremava per lo sforzo, la sfera prese a roteare su se stessa, disegnando un piccolo gorgo di fuoco.
Borhion chiuse gli occhi e facendo appello alle ultime forze scagli il colpo. La fiamma scatur
dal vortice, tracciando una scia di luce nel cielo, e colp il Signore Oscuro come un proiettile di fuoco.
Subito dopo il druido cadde carponi, sopraffatto dallo sforzo; lentamente alz il capo tremante e
guard il suo nemico.
No...! esclam con un filo di voce.
Kahs lo fissava immobile attraverso le fiamme che lo avvolgevano come una veste. Il Signore
Oscuro sollev la mano guantata e punt il dito contro lelfo.
Addio, Borhion.
Il vecchio druido chiuse gli occhi e tent di ripararsi dietro al bastone, mentre la scarica lo
investiva. Il legno brill come brace ardente e la vecchia tunica si disintegr, lasciando scoperte le
membra ossute. Lelfo fu spazzato via, come una marionetta di cartapesta; sbatt contro una statua,
spezzandola, e cadde a pochi passi dalle sponde dellEtherion.
Mentre ancora il fuoco lo avvolgeva senza bruciarlo, Kahs cammin fino a lui, impugnando la
spada.
Cos muore Borhion di Brbadan, il druido disse fissando il suo corpo a terra.
In quello stesso istante la coltre di nubi sembr animarsi e mutare nella forma di un drago
gigantesco.
Agon, limmortale, sbatt le ali sulla Citt del Cielo, provocando un boato assordante; pos gli
artigli tra le bianche guglie di Etheria, sgretolandole, e da lass guard gli eserciti in battaglia. Poi
gonfi il petto.
Per le corna di roc! mormor Macroc guardando verso le mura di Etheria.
Bruceremo vivi! grid un soldato mentre laria si riempiva dellodore acre del carbone e dello
zolfo.
Il drago allung il collo verso la radura e dischiuse le fauci; le fiamme divamparono nel cielo
con un ruggito assordante e avvolsero ogni cosa.

CAPITOLO 31.
LA FURIA DI AGON.

Attorno a lui erano solo fiamma ardente e dolore.
Il metallo si arroventava e pulsava di una luce rossa e bellissima, mentre le urla dei soldati,
straziati dal fuoco di Agon, echeggiavano nellaria infuocata, come in un incubo.
Rannicchiato sotto lo scudo, assordato da quel boato interminabile, Macroc giaceva impotente
sotto la furia del galgarath. Dopo un tempo che gli parve infinito, la luce che filtrava dal bordo del
metallo si spense e restarono solo le grida. Lentamente Macroc tir fuori la testa e, con gli occhi
arrossati da quel calore infernale, si guard attorno. Fiamme e furore, morte e devastazione, tormento
senza fine; questo  il galgarath e questo fu ci che vide Macroc dopo lattacco del drago.
Per il sangue di roc! balbett il re dei giganti a malapena reggendosi sulle gambe.
I guerrieri di ogni popolo erano uniti nel dolore e nella morte: kahuri, gobli, rhuni, giganti; il
fuoco aveva colpito senza distinzione.
Quale follia  questa? si chiese Macroc vagando come uno spirito tra i corpi dilaniati.
Re di RocOorc? una voce lo chiam.
Gorroc? Sei vivo?
Il giovane comandante si alz in piedi.
S, mio signore; o almeno credo.
Il suo scudo era ancora rosso di calore, come un ferro arroventato.
Altri soldati, di una parte e dellaltra, si alzarono qua e l, come fantasmi; i rhuni, che non
usavano scudi in battaglia, erano stati decimati. Pochi di loro erano riusciti a scampare alle fiamme,
gettandosi nelle acque dellAlbion o fuggendo verso la collina.
I kahuri superstiti si strinsero a formare una sottile linea difensiva ai piedi di Etheria, ma il
furore guerriero che animava i soldati delle montagne sembrava ormai spento.
Macroc raccolse una spada da terra e lelsa gli bruci in pugno; poi alz lo sguardo verso la
Citt del Cielo e rabbrivid.
Il Signore Oscuro stava in piedi sul ciglio della grande cascata, avvolto dal mantello di stracci, e
lo guardava immobile.
Sopra di lui, immensa come una montagna che sfida le nuvole, si stagliava la sagoma oscura del
drago.
Kahs osserv in silenzio la devastazione ai suoi piedi.
Nessun futuro...
Finisci il tuo lavoro, galgarath.
Agon alz la testa verso le nubi e gonfi il petto.
 finita... mormor Macroc sentendo lodore dello zolfo diffondersi nellaria rovente, la
Terra di Arcon non vedr mai pi la luce.
Attraverso le squame che ricoprivano il gozzo del drago, vide brillare un chiarore di brace,
come se unintera foresta stesse bruciando in quella gigantesca fornace.
Il re di RocOorc chiuse gli occhi e lasci cadere lo scudo, dimenticando che... pi profondo  il
buio, pi vivida splende la luce.
***
Piccola e leggera, vorticava altissima tra i gorghi di nubi, come un cristallo di neve nella
tempesta.
Kahs alz la testa e guard il cielo.
Finalmente.
Il Signore Oscuro sollev la mano e punt il dito. Il guanto dargento si accese di una luce
sovrannaturale e la folgore scatur dal metallo; crepit attraverso il buio, sfior le piume del cigno
sacro, e trafisse le nuvole.
In quello stesso istante Agon alz la testa e guard Galanthr con i suoi quattro occhi gialli.
Ci ha visto! grid il ragazzo.
Reggiti! disse Ossidea serrando il braccio che la cingeva.
Il cigno ruot bruscamente su se stesso, come fanno gli uccelli per sfuggire al colpo del
cacciatore, e si gett in picchiata. David vide il mondo girare sottosopra, mentre la fiamma dardeggiava
nel cielo a poche braccia da loro.
Ci colpir! grid il ragazzo.
Ossidea un le dita davanti al viso, e mentre il vento le sferzava i capelli, pronunci poche
parole nella lingua degli elfi.
Spekulum en ether!
Parve allora al ragazzo di vedere qualcosa materializzarsi nel cielo, un chiarore che sembrava
nascere dal nulla e mutare fino a prendere corpo.
Ma cosa...?
Un cigno bianco comparve accanto a loro, in tutto identico a Galanthr, e sul suo dorso
cerano... loro stessi.
David si volt dalla parte opposta e vide un altro cigno e poi un altro ancora, pi lontano, e uno
dietro, e sopra, e sotto, come se la loro immagine si fosse centuplicata.
Il drago roteava la testa da una parte e dallaltra, confuso; infine liber la fiamma che gli ardeva
nel petto. Il fuoco divamp lontano, con un fragore assordante, avvolgendo le immagini riflesse che li
accompagnavano nella discesa verso Etheria.
Stai pronto, David! grid Ossidea.
Il giovane sguain Inuk.
Galanthr scese verso la Citt del Cielo, mentre i suoi riflessi riempivano il cielo cupo;
raggiunse veloce la grande cascata e sfrecci a poche braccia dal Signore Oscuro, facendo ondeggiare il
mantello di stracci.
Quando il cigno distese le grandi ali bianche, allungando le zampe palmate verso lacqua, David
si lanci sul nemico, tagliando laria con la lama della sua spada; Inuk colp Kahs al volto, aprendo
una profonda ferita nella guancia scavata.
Il cigno si pos sul lago del cielo, tracciando una lunga scia, e raggiunse veloce le sponde
dellEtherion. Ossidea salt a terra e vide il corpo di Borhion disteso tra le statue di pietra; il druido
giaceva supino, la lunga barba intrisa del proprio sangue.
No! esclam la regina chinandosi su di lui. Ti prego... non morire.
Le palpebre tremarono per un istante e si schiusero. Borhion fiss il volto di Ossidea e il suo
sguardo sembr illuminarsi di una gioia purissima.
Ti prego, non morire ripet lelfa, padre mio.
Ossidea mormor il vecchio druido, aveva ragione il giovane hbrom; sei davvero
bellissima.
Lei cerc di sorridere, ma le lacrime le rigavano il volto. La regina si allung verso lEtherion e
con le mani raccolse lacqua dellOlor.
Bevi, ti prego. Starai bene!
 inutile disse il druido afferrandole le dita, e lacqua si rovesci sulla barba. LOlor ha
perso il suo potere di guarigione da quando il male antico siede sul trono di Etheria.
Senza smettere di piangere, Ossidea chiuse gli occhi e annu appena.
Non devi piangere per me. Il mio destino era segnato da moltissimo tempo; da quando ho
accettato di iniziare Norian allelandrill. Ma oggi io vedo nei tuoi occhi un futuro che nemmeno il male
antico potr distruggere.
Lei lo guard senza capire.
Un nuovo re sieder un giorno sul trono della Citt del Cielo... met uomo e met elfo.
Ossidea trasal.
Borhion le strinse le mani e la fiss negli occhi lucenti di lacrime fino allultimo istante della
sua lunga vita.
Apri un varco, Ossidea; lui... sta arrivando.

CAPITOLO 32.
LA FORZA DI KAHS.

Eccolo, dunque disse Kahs passandosi una mano sul volto ferito, e David si accorse con orrore che il suo sangue era diventato nero come quello dei troll e dei demoni del buio. Il giovane hbrom che porta la luce.
Il ragazzo sent il coraggio scivolare fuori dai piedi; la puntura di Inuk non aveva sortito alcun effetto.
Il giovane della razza degli uomini strinse lelsa nel pugno e si lanci in avanti urlando; quando
le lame si toccarono, il ferro vibr di una forza incontenibile e David sent il proprio corpo sollevarsi
nellaria. Rotol fino al margine della grande cascata e rest a terra, stordito.
La voce di Kahs gli echeggi nella testa.
Pensavi davvero di potermi affrontare, David?
Il giovane apr gli occhi e vide la figura del Signore Oscuro sopra di s. Cercando a tentoni,
riusc ad afferrare Inuk e si mise carponi.
Il druido  solo il tramite, David.
Le parole di Borhion risuonarono nella sua mente.
Lascia che il potere dellelandrill fluisca attraverso il tuo corpo.
David sent lenergia scorrere nellelsa della spada e gli parve che la lama di Inuk baluginasse di
un chiarore bluastro. Il giovane si volt di scatto e par il ferro. Di nuovo le lame si incrociarono, ma
questa volta Inuk si oppose con la medesima forza e lacciaio brill, liberando un lampo di luce.
Dunque  vero! Borhion ti ha iniziato allelandrill.
Il Signore Oscuro rote la spada e lo colp sul fianco sguarnito; il giovane riusc a parare, ma la
forza del potere oscuro lo gett di nuovo a terra.
Saresti potuto diventare un grande druido disse Kahs incalzandolo, ma occorre tempo per
esercitare la coscienza. Pi in alto la spada! grid il Signore Oscuro. Lascialo fluire!
Cento volte le lame si incrociarono nel buio e a ogni colpo David sentiva crescere la forza
dellelandrill.
S disse Kahs ansimando, saresti davvero potuto diventare un grande druido; forse il pi
potente di tutti.
La sua armatura puls di un chiarore abbagliante e lacciaio della spada vibr come la canna di
un organo.
Osserva il potere dellelandrill, David.
La lama balugin nel buio, tracciando una scia di luce. Il ragazzo par il ferro, stringendo lelsa
con tutta la forza che riusc a trovare. Inuk brill come la folgore e per un istante sembr resistere alla
forza del Signore Oscuro; poi and in pezzi con un suono gelido di vetri infranti. David fu travolto e
cadde a pochi passi dal dirupo. Kahs si chin su di lui, lo afferr per il collo e lo sollev da terra.
***
Stava sul ciglio del baratro, come una statua sulla guglia pi alta della cattedrale; il suo corpo si
stagliava lugubre contro la coltre di nubi, mentre reggeva il principe degli uomini nel vuoto.
Se ti fossi unito a me... disse Kahs cercando di guardare negli occhi il ragazzo attraverso le
palpebre socchiuse, avremmo regnato assieme sul trono di Etheria!
David stringeva le mani attorno al polso, cercando di rimanere aggrappato alla coscienza che lo
stava lasciando.
Avremmo riportato gli uomini nella Terra di Arcon!
No mormor David con un filo di voce. Gli uomini...
Il Signore Oscuro lo tir pi vicino per sentire la sua voce, troppo flebile.
Gli uomini... generato... male... travolti.
Gli occhi di Kahs si accesero di una luce terribile, mista di odio e paura; il ragazzo sent la
mano stringersi attorno al collo, come se volesse fermare le sue parole, impedire alla voce di uscire. Il
Signore Oscuro allung il braccio nel vuoto, allontanandolo.
David reclin la testa e con lultimo barlume di coscienza fiss ancora una volta quel cielo cupo
che pulsava sopra di lui come il ventre di un drago. Mentre gi roteava gli occhi allindietro, una luce
scese a illuminare il suo corpo.
Il Lahin pens il giovane.
Lentamente dischiuse le palpebre e scorse nel cielo un chiarore bellissimo, come se un piccolo
varco fosse stato aperto nella coltre. Vedendo quella luce brillare negli occhi del giovane, il Signore
Oscuro alz la testa e lui stesso guard il cielo; poi si volt verso di lei.

CAPITOLO 33.
UN VARCO NELLA COLTRE.

Aveva usato ogni goccia della sua forza per aprire un varco nella coltre di nubi e ora tremava,
come una bambina impaurita, cercando disperatamente di tenerlo aperto.
Fermati, Norian! Ti prego!
Kahs sgran gli occhi, incredulo.
Come hai potuto... sorella.
Ti prego, non farlo!
Come hai potuto regnare sul trono di Etheria!? Tu sapevi ogni cosa.
Io... io non ho mai dimenticato lantico passato!
Hai approfittato dellinganno di Borhion per conquistare il potere!
No! Non  vero!
Che cosa hai fatto per rimediare allantico passato?
La regina esit mentre le lacrime le rigavano il volto.
Ma non capisci? Io lho chiamato dal regno degli uomini! David Dream era destinato a
riportare la pace nella Terra di Arcon!Lui  la sola speranza!
Il Signore Oscuro guard il ragazzo e nei suoi occhi brill la medesima luce di odio e paura;
mentre un tremito lo scuoteva, alz la testa, urlando la sua dannazione, e le nubi furono scosse in ogni
punto dal male antico che lo possedeva. Il varco si chiuse come un occhio morente e la coltre ristabil il
suo dominio.
Nooo! grid lelfa.
Il principe degli uomini precipit nel buio senza un gemito.
***
Kahs grid di dolore mentre una pioggia di folgori lo colpiva da ogni parte. Ossidea stava in
piedi di fronte a lui, le mani alzate a invocare il potere dellelandrill, il volto sconvolto dal dolore.
Quando lultima particella della sua energia si fu esaurita, lelfa si accasci a terra, esausta.
Il Signore Oscuro giaceva rannicchiato e lampi di luce correvano sul ferro dellarmatura, come
tremiti nella convulsione.
Quanto furore rantol con voce spezzata, quanto odio!
Lentamente il Signore Oscuro si appoggi sulle braccia e sollev il busto.
Ma lodio  la mia linfa disse alzandosi in piedi.
Ossidea rest in ginocchio e lo guard avvicinarsi attraverso le lacrime, finch giunse a un
passo da lei.
Ti auguro di vivere in eterno nellinferno che hai generato, Norian disse infine, fissandolo
senza paura nel volto scavato. Poi chin il capo.
Kahs serr i pugni attorno allelsa e alz la spada sopra la testa. Un solo istante prima di calare
il colpo, egli vide una luce riverberare sulla chiave della pendola che la regina portava al collo.
Lentamente si volt e guard oltre la cascata.
Un uccello dal piumaggio color delloro si librava nellaria con potenti colpi dala; sul suo
dorso si reggeva a malapena un ragazzetto della razza degli uomini.
***
Laquila vol in cerchio sopra Vitra, salendo pi in alto, finch fu solo un puntino, come un
lapillo tra le nubi.
Il Signore Oscuro rinfoder la spada e si accost alla cascata. Scrut il cielo e alzando la mano
guantata chiam Agon nella lingua dei demoni.
Il galgarath comparve immenso sopra di lui; lentamente abbass la testa, piegando il lungo
collo, e le sue squame sembravano roccia vicino alla roccia.
Kahs sal sopra il capo mostruoso e si mise cavalcioni sul collo di serpente, mentre il drago lo
seguiva con i suoi infernali occhi gialli.
Il Signore Oscuro fiss quel puntolino doro al di sotto delle nubi e il drago subito distese le ali e con pochi colpi potenti si alz in volo.

CAPITOLO 34.
LAQUILA DORO.

Approfittando di quel piccolo varco, si era gettata nel mondo di sotto, buio e terribile. Era scesa
in picchiata nella cascata di luce che per pochi istanti aveva illuminato il giovane della razza degli
uomini, troppo rapida perch qualcuno la potesse vedere.
Prima che il ragazzo precipitasse nel buio pi profondo, lo aveva preso sul suo dorso di piume.
***
David affond le mani nelle piume color delloro e si aggrapp saldamente alle ali; un magico
chiarore lo avvolse. Poi guard in basso e vide il galgarath salire rapido verso di loro. Il Signore
Oscuro sedeva dietro alla testa squamata, appena visibile grazie alla luce spettrale che illuminava
larmatura dargento.
Laquila scivol da un lato, chiuse le ali e si gett in picchiata.
Tieniti stretto, David!
Mentre le fiamme esplodevano nel cielo, facendo risplendere le sue piume come metallo
incandescente, luccello sfrecci sotto la gola, aprendo gli artigli uncinati. Le unghie solcarono il ventre
squamato, sprigionando una scia di scintille; ma le scaglie del drago erano invulnerabili.
Agon volteggi su se stesso, come una gigantesca astronave, e di nuovo sprigion il fuoco che
gli ardeva nel petto.
David sent il calore soffocarlo, mentre laquila zigzagava nel cielo per sfuggire alla nube
ardente; quando le fiamme finalmente si estinsero, luccello vir bruscamente e di nuovo punt la testa
del drago. Kahs sguain la spada e vibr un fendente nellaria; la lama balugin nel buio, tracciando
una lunga scia di luce, come una frusta di fuoco.
David prov un dolore lacerante e si afferr il braccio; subito le dita si sporcarono di sangue. Il
ragazzo sbirci sotto la manica e vide una profonda ferita.
Ma come...?
Prima che potesse rendersi conto di quel che era successo, il Signore Oscuro lo colp ancora e il
giovane url di dolore, mentre il sangue gli rigava il volto. Il giovane sent lelandrill fluire impetuoso
e alz la mano verso il cielo; un raggio di luce buc le nubi, come una freccia doro, e colp la testa del
drago, abbagliandolo.
Le parole di Kahs risuonarono nella sua mente: Saresti potuto diventare un grande druido... il
pi potente di tutti.
Mentre laquila scendeva in picchiata, cos veloce che il vento sembrava voler strappare le
penne dal suo corpo, David si appiatt sul dorso e serr i pugni attorno alle ali. Attraverso le palpebre
socchiuse egli vide il fuoco accendersi nella gola del galgarath.
Attento! Sta per...!
La nube di fuoco divamp come unesplosione e li avvolse.
Fu allora che il ragazzo sent quel grido disumano, un grido che squarci ogni fibra della sua
anima e risuon attraverso la Terra di Arcon, fino al confine dei due mondi.
Quando riapr gli occhi, le fiamme attorno a loro erano scomparse. Laquila volava lenta e
sembrava che il fuoco di Agon lavesse solo sfiorata. E tuttavia il giovane ebbe una sensazione
terribile; luccello batteva le ali con maggior forza, come se faticasse a mantenersi nellaria, come se
dovesse portare un peso doppio. David allung appena la testa e guard sotto.
Kahs pendeva tra le zampe del rapace, il capo reclinato da un lato, le braccia penzoloni, lo
sguardo immobile. Gli artigli erano conficcati in profondit nellarmatura dargento e il sangue nero
fluiva dal metallo. Il ragazzo lo fiss attonito. Per un istante ebbe la tentazione di liberarlo da quella
presa mortale, di chiedere allaquila di aprire gli artigli, di lasciarlo andare; ma allo stesso tempo egli
capiva che proprio quegli artigli avevano liberato Norian Rahin Grahl dalla sua dannazione.
Il cielo rugg di fuoco e laquila scart da un lato per sottrarsi alla nube ardente del galgarath; il
drago si inclin squarciando le nubi con lala gigantesca, e si gett dietro di loro.
Agon non pu essere sconfitto, David.
Il pensiero di Arcon risuon nella sua testa con la voce del padre.
Lui  lultimo dei galgarath; limmortale. C solo un modo per liberare la Terra di Arcon dal
suo tormento.
Il ragazzo annu; poi afferr il taharn e lo strinse nel pugno. Mentre il vento gli spazzava i
capelli, egli guard Etheria: le mura nel cielo, i ponti sospesi, le guglie bianche, Vitra.
Ossidea... pens.
Una volta ancora sent il rumore del mantice; con la coda dellocchio sbirci alle sue spalle e
vide Agon piombare su di loro come il pi grande dei demoni.
Ora, figlio mio!
Il ragazzo port il corno alla bocca, prese un lungo respiro e soffi.
Il muggito del taharn riemp laria con la sua forza ed echeggi attraverso la Terra di Arcon
facendo vibrare la coltre di nubi; la Citt del Cielo cominci a oscillare, come unimmagine riflessa
sulla superficie del lago. Una fiamma si accese di fronte a loro e si allarg a disegnare un anello di luce.
Il varco si apr, bruciando lungo i margini, lasciando intravedere un mondo recondito e lontanissimo,
un deserto di luce primordiale e immutabile.
Il rombo del galgarath tuon dietro di loro e laria si riemp dellodore dello zolfo. Il ragazzo
guard indietro e vide il fuoco pulsare in fondo alla gola.
Ora!
Con un movimento brusco e improvviso, laquila ruot su se stessa, compiendo un avvitamento
completo.
Ma cosa...?
Il ragazzo, sorpreso da quella manovra, perse la presa e una sola penna gli rest nel pugno.
No! grid mentre precipitava nel vuoto.
Egli vide quel che successe dopo come in un sogno.
Laquila sfrecci velocissima dentro il varco di luce; la vampata del galgarath illumin il cielo
di Etheria e si allung oltre il confine dei due mondi. Il drago sorvol il lago bianco, avvolto dalle
fiamme, e penetr nel varco, scaglia dopo scaglia, finch anche la lunga coda scomparve.
In quello stesso istante David sent il proprio corpo cadere nellacqua.
***
Perch, padre?
Non cera altro modo, David.
Ti prego, non mi lasciare di nuovo.
Non ti lascer mai, figlio mio!
Non riesco a vedere la superficie!
Allunga un mano.
Dove? Dove?
Sempre verso la speranza, David.
Non vedo nulla! Solo... il buio.
Pi profondo  il buio, pi vivida splende la luce.
Mentre lultimo filo di coscienza stava per spezzarsi, il giovane allung il braccio nellacqua;
gli sembr allora di scorgere lombra confusa di una mano che lo afferr con forza straordinaria e lo
tir verso la superficie.
***
Buttato sulle sponde dellAlbion, come un uccelletto zuppo dacqua, il giovane toss, cercando
di liberare i polmoni; poi, lentamente, alz la testa.
Molok lo fissava immobile con il suo sguardo deforme.
Il ragazzo trasal e istintivamente cerc di impugnare la spada, dimenticando che si era spezzata
nella battaglia contro il Signore Oscuro.
Calmati, giovane guerriero disse il kahuro nella lingua degli elfi, la battaglia  finita.
Il colosso si guard attorno e tir un lungo sospiro.
La Terra di Arcon ha vinto la sua guerra contro il male antico.
Molok si sganci larmatura e la lasci cadere a terra.
Addio... David Dream disse prima di incamminarsi nel buio.
Il ragazzo guard la sua ombra scomparire, poi lentamente si alz in piedi, cercando di
orientarsi. Solo allora si accorse che sulla sua testa, oltre le guglie di Etheria, brillava un cielo denso di
stelle.
David chin il capo: nel pugno ancora stringeva una grossa penna color delloro. Il giovane
laccarezz dolcemente con la punta del dito, mentre una lacrima gli rigava il viso.
***
David!
Una voce lo sorprese.
Ohedn! esclam il ragazzo vedendo comparire la figura dellarboreo. Sei vivo?!
S rispose lelfo.
E... David esit, Macroc?
Anche il re di RocOorc sta bene.
Ma come avete fatto a sfuggire alla furia del galgarath?
Ci siamo rifugiati sottacqua, sul dorso delle balene.
Incredibile! esclam il ragazzo e i suoi occhi brillavano di gioia.
Sei ferito, principe? chiese lelfo vedendo il sangue scorrere lungo il braccio.
Non  niente di grave... credo rispose David scostando la manica.
Mi era sembrato di vedere qualcuno disse larboreo guardando nella direzione in cui era
scomparso il kahuro, avrei scommesso che era un...
Ricordi le parole di Bibo Ben-Zac? lo interruppe il ragazzo: Gli amici pi preziosi sono
quelli che non sappiamo di avere.
Ohedn lo guard senza capire.
Andiamo disse David mettendogli una mano sulla spalla, adesso la guerra  davvero finita.

CAPITOLO 35.
ADDIO, BORHION.

Gli arborei stavano a migliaia sui rami degli alberi sacri, in silenzio, e tutti guardavano verso il basso.
L sotto una schiera di etheri si era radunata attorno al tronco di una quercia millenaria; le loro tuniche bianche splendevano nella penombra del sottobosco.
Tra loro vi era anche un giovane della razza degli uomini e vicino a lui, pi alto di tutti, svettava un gigante dalla folta barba.
La regina si stacc dalla schiera e lentamente cammin fino al grande tronco; si chin e assieme a una lacrima pos sulla terra smossa un giglio bianco.
Che il tuo spirito viva per sempre tra gli alberi della Foresta Eterna, custodito dalle radici di Corcum disse la regina osservando la quercia. Qui giace Borhion di Brbadan, il druido che per due
volte don la sua vita per il popolo degli elfi. Ossidea dovette fermarsi, perch la commozione le rompeva la voce. Ci rivedremo nel Lahin, padre mio.
La regina alz gli occhi lucidi di lacrime verso i rami, dove gli arborei aspettavano in silenzio, e annu con il capo.
Un canto dolcissimo si lev dalle fronde e corse come vento tra le foglie, finch si diffuse in ogni angolo di Arbora.
***
Io sono foglia e vento, corteccia e radice.
Sono il muschio che cresce nellombra e il filo derba che danza nella tempesta.
Io sono lacqua del torrente e corro tra le pietre;
la rugiada del mattino che imperla la tela del ragno.
Io sono fango e terra;
sono il buco della talpa e il lombrico.
Sono la ghianda che cade e il cinghiale che la mangia.
Io sono il canto del merlo
e il magico pulsare della lucciola; sono il pipistrello
che vola nel buio e la falena che fugge.
Io sono polline sospinto nellaria dal volo della sfinge,
sono luce che danza tra le fronde della Foresta Eterna.
Io sono ogni cosa perch di ogni cosa ho coscienza.
Cos gli elfi salutarono Borhion, il druido, e accompagnarono la sua anima fino ai confini del Lahin.
Quando anche leco pi lontana di quel canto dolcissimo si fu estinto, Ossidea torn verso gli
etheri radunati attorno a Corcum e con un gesto chiese loro di lasciarla passare; la schiera si apr e lei
prosegu finch si trov di fronte al giovane della razza degli uomini. Mentre tutti la osservavano in
silenzio, la regina gli prese la mano.
Resta con noi, principe degli hbrom disse fissandolo negli occhi, il trono di Etheria 
troppo grande perch io vi possa sedere da sola.
Il giovane si guard attorno; migliaia di occhi elfici lo fissavano, in attesa di un suo cenno.
Fu allora che la chiave della pendola brill magicamente sotto il vestito e una luce si diffuse
attraverso la stoffa, avvolgendoli come un bozzolo.
Il giovane sorrise e annu.
***
David Dream, il nuovo re, viaggi a lungo nella Terra di Arcon, praticando lelandrill, la
coscienza, e si racconta che, di tanto in tanto, egli suonasse il taharn per varcare il confine tra i mondi.
Il giovane della razza degli hbrom si spinse nei luoghi pi remoti e conobbe molti popoli,
lasciandosi guidare sempre dalla curiosit e dalla speranza. Lacqua dellOlor gli don una vita
straordinariamente lunga, sebbene non potesse impedirgli di crescere e di invecchiare; e siccome il
tempo nella Terra di Arcon non scorre esattamente come nel mondo degli uomini, in breve lui stesso
perse il conto dei propri anni.

EPILOGO.

La creatura dalle orecchie a punta saltava di ramo in ramo con agilit straordinaria e ogni tanto
si fermava per scrutare la foresta sotto di s attraverso le fronde.
Dun tratto scorse, nella penombra del sottobosco, la figura di un hbrom, con una folta barba.
Indossava la tunica dei druidi elfici e camminava lentamente tra gli alberi, scrutando il terreno, come se
stesse cercando delle impronte. La creatura sorrise appena, poi riprese a saltare da un albero allaltro,
veloce e silenziosa come un elfo. Volteggi tra le foglie, piroett attorno al tronco di una quercia, corse
in equilibrio sopra un grosso ramo nodoso e si gett nel vuoto. Attravers la volta arborea come un
angelo e si aggrapp a una fronda sottile che si pieg sotto il suo peso. Il rumore del legno spezzato risuon secco nella foresta.
Oh, no!
La creatura fece una mezza piroetta e si allung disperatamente nellaria, tentando di
aggrapparsi; infine precipit con un gran rumore di rami rotti.
Alludire quel tramestio, lhbrom drizz la schiena e si guard attorno.
Neos?!
La creatura rispose con un gemito.
Dove accidenti sei finito?
Sono qui!
Il druido si affrett verso la voce, facendosi largo nella selva con il bastone.
Razza di zuccone che sei! Stai bene?
Il ramo... si  spezzato.
Stai crescendo disse luomo chinandosi sul giovane a terra, non sei leggero come un
giovane arboreo; non pi.
Neos si mise a sedere con la schiena contro il tronco di un faggio.
Dove hai battuto?
Qui rispose il principe mezzosangue massaggiandosi il fondo della schiena.
Uhm... non  niente comment luomo.
Dun tratto il giovane strabuzz gli occhi e senza muovere un muscolo guard fisso di fronte a s.
Pa... padre balbett indicando con la punta del dito nella vegetazione pi fitta.
Lhbrom si volt e scorse la bestia tra le fronde; il grugno enorme si distingueva appena nella penombra.
Resta immobile disse parandosi davanti al figlio.
Luomo ruot lindice nellaria sussurrando una parola sola: cindela.
Magicamente la luce che filtrava attraverso la volta arborea e si posava sulle foglie e sulle cortecce sembr volare tra le sue dita, come minuscole fate luminose; una fiammella di lucciola si accese, sospesa tra i rami.
Il druido allung lentamente la mano e la luce scivol nellombra, sfiorando le fronde pi basse, a illuminare il muso della bestia.
Luomo sorrise, poi frug nella sacca che portava a tracolla e lentamente ne estrasse una grossa mela dalla buccia rossa.
La bestia annus cauta, muovendo il grosso muso da porco. Poi sgran gli occhi, quasi stentasse a credere al proprio naso.
Davidhorn! grugn infine e senza riserbo usc dai cespugli.
Finalmente ti ho trovato! esclam David cingendo le braccia attorno al collo robusto.
Neos disse il druido porgendo la mela al cinghiale, questo  Grulfus, il guardiano del bosco,
un mio caro, vecchio amico; non ero pi grande di te la prima volta che ci siamo incontrati.
Nei giorni che seguirono, David Dream, il re druido, Neos, il principe mezzosangue, e Grulfus,
il guardiano del bosco, camminarono assieme attraverso la foresta degli animali parlanti; il vecchio
cinghiale procedeva lentamente, perch il tempo sembrava avergli legato le zampe, ma luomo trov
per lui delle bacche medicinali che alleviarono i suoi acciacchi e sembrarono restituirgli almeno un po
del suo originario vigore.
Ogni sera, attorno al fuoco che ardeva tra le pietre del bivacco, il druido raccontava al figlio lantico passato.
***
Dopo aver imprigionato Norian Rahin Grahl, il re degli uomini, nella torre di Druhm,
Borhion invoc lincanto di Oltremondo sulla stirpe degli hbrom.
David stava seduto sopra una grossa pietra e rintuzzava il fuoco con un ramo sottile. Neos lo
ascoltava attento e la luce delle fiamme splendeva nei suoi occhi giovani, pieni di vita e di curiosit.
Grulfus sonnecchiava tranquillo, cullato dalle parole sussurrate del suo vecchio amico.
Tutti loro furono confinati oltre il varco continu il druido, tutti tranne uno. Norian rest
prigioniero nella torre per un tempo lunghissimo, finch Airelph trad la razza degli elfi e lo liber,
portandogli il taharn; cos nacque Kahs.
Che cosa  successo agli uomini, padre?
Relegati al di fuori della Terra di Arcon, gli hbrom non riuscirono pi a contenere il lupantco
che si nutriva dentro di loro; il male dilag e la follia prese il posto della ragione. A una guerra ne segu
unaltra e poi unaltra ancora, in uno scontro senza fine. Sembrava che lingegno degli uomini fosse
utile solo a distruggere.
E poi? Com finita? chiese il principe sgranando gli occhi.
Il druido esit.
Non  mai finita, Neos.
Il giovane lo guard attonito.
Dunque...  di l che vieni tu?
David annu.
Ero solo un ragazzo, proprio come te, quando Ossidea, la regina degli elfi... tua madre, mand
Ohenel nella terra degli uomini perch mi portasse il taharn.
Parlami ancora della terra degli uomini, padre; parlami ancora del luogo da dove sei venuto.
Il re druido si fece improvvisamente serio.
Ti racconter ogni cosa, Neos. Ti racconter degli aerei che volano altissimi e splendenti nel
cielo azzurro, come grandi uccelli dacciaio, tracciando lunghe scie luminose; delle astronavi che
solcano silenziose lo spazio infinito. Ti racconter della musica e delle poesie, struggenti e bellissime,
che luomo non ha mai smesso di scrivere; di ogni cosa straordinaria o terribile che luomo ha creato
per sfuggire alla solitudine e alla malinconia della Terra di Arcon. Ti racconter tutto quello di cui ho
memoria, Neos, perch tu lo possa riconoscere quando varcherai il confine tra i due mondi.

FINE.

GLOSSARIO
Tutti i nomi e i termini del racconto
Agon
lultimo dei galgarath, limmortale
Airelph
consigliere al trono di Ossidea e traditore degli elfi
Alberi sacri
gli alberi millenari della Foresta Eterna
Albion
il lago bianco da cui sorge Etheria
Alborhan
la radura di Etheria
Arbora
la Foresta Eterna, regno degli elfi arborei
Arborei
gli elfi degli alberi, custodi della Foresta Eterna
Arcon
laltissimo, creatore della Terra di Arcon; appare nella forma di unaquila dalle piume doro
Arconidi
i popoli della Terra di Arcon (Arconia)
Bbalon
la citt oltre la nebbia
Balagor
il re dei troll
Brbadan
antico villaggio arboreo, sospeso tra gli alberi sacri della Foresta Eterna
Belufi
grandi creature del deserto, dalle zampe lunghissime, usate come cavalcature dai cinri
Bibo Ben-Zac
elettro, ultimo sopravvissuto del popolo degli hyburni
Bilroc
la roccia che splende, soprannome di Lilo tra i giganti
Bisco (bacche di)
il cibo dei druidi elfici, aiutano ad acquisire lelandrill
Borhion
druido elfico
Brilla
la ninfa del Lahin
Brughi
popolo di Ilogdor travolto dalla furia dei troll
Bulcroc
oste del porto di Nrdur (RocOorc)
Cinri
popolo guerriero del deserto di Kalabh, dedito alla predoneria
Citt del Cielo
Etheria, capitale del regno degli elfi
Citt di Pietra
capitale del regno dei giganti (RocOorc)
Citt Sotterranea
Minerha, un tempo miniera dei nani
Corcum
quercia sacra della Foresta Eterna
Cucumna
bevanda alcolica dei cinri
Deserto di sale
deserto ricoperto di sale che separa le sponde occidentali dal regno di Ossidea
Druhm (torre di)
la torre di Vitra, dove viene imprigionato Kahs
Duz
abbreviativo di Duzlotl
Duzlotl
villaggio degli uli da cui viene Lilo
Eburnea
territorio boscoso perennemente avvolto dalla nebbia
Elandrill
letteralmente coscienza in lingua elfica, da cui deriva il potere dei druidi elfici
Elandris
letteralmente cosciente in lingua elfica
Elettri
custodi del fuoco di Mthre
Elfi
antica stirpe guerriera delle Terre dOccidente; a lungo regn sui popoli della Terra di Arcon
Erengroc
la reggia dei re dei giganti (letteralmente la rocca dei re)
Ermidh
il misterioso bosco tra i salici
ro
parola con cui le creature immortali chiamano i non-vivi che varcano i confini del Lahin
Esercito degli uri
lesercito dei giganti
Etheri
gli abitanti di Etheria
Etheria
la Citt del Cielo
Etherion
il lago del cielo dove nuota Galanthr
Figli di Glor
il popolo dei troll
Figli di Holf
il popolo degli elfi
Figli di Hlof
il popolo dei nani
Foresta Eterna
Arbora, il regno degli elfi arborei
Galanthr
il cigno sacro di Etheria
Galgarath
drago primordiale
Garglia
la nave ammiraglia della flotta gurbl
Ghilroc
comandante della provincia di RocHur, combatt al fianco di Thorroc nella guerra dei giganti
Gbuli
piccoli molluschi senza guscio, divoratori di animali morti
Giganti
la pi possente fra le razze sorelle della Terra di Arcon (elfi, giganti, uomini)
Gobli
elfi volanti (anche se con gli elfi hanno poco a che fare); il loro morso  mortalmente velenoso
Glor
il monte oscuro
Gorbla
la capitale del regno del mare
Gorroc
soldato della guardia reale di RocOorc; denunci lassassinio di Thorroc nella battaglia di
Sulk
Golghien
lufficiale gurbl che comanda la flotta di Nagr
Gruhl
popolo del deserto, dalla corporatura robusta e lunga coda acuminata
Grulfus
il cinghiale, guardiano del bosco
Gulbione
antica citt dei gurbl, sprofondata negli abissi
Gurbl
il popolo del mare
Hancroc
giovane e ambizioso comandante della provincia di RocBuhr, usurpatore del trono di giganti
Holf
il pi antico dei druidi elfici
Hbrom
il popolo perduto nellantica lingua degli elfi (gli uomini)
Hlo
antico bosco sulle sponde dellOlor
Hlof
il primo re dei nani
Hyburni
antico popolo di Hyberin, combatterono contro i troll e furono sterminati
Ibo
il vecchio ulo che regna su Obl
Ilogdor
la terra dei brughi
Inuk
letteralmente pungiglione dellape; la spada donata a David dalla regina dei nuk nuk. La sua
puntura causa un dolore insopportabile
Irenroc
la regina dei giganti, moglie di RohOnroc e madre di Macroc
Jamb
grandi creature del deserto, simili a belufi, dal pelo lungo e corna ricurve
Kahs
il Signore Oscuro
Kahuri
guerrieri delle montagne che combattono per Kahs
Kalabh
deserto di dune che circonda Minerha
Karkadua
penisola che si trova a sud di RocOorc, orlata da sabbia scura
Lago Bianco
il lago da cui sorge Etheria, la Citt del Cielo (Albion)
Lahin
il limbo degli arconidi
Lihenol
ufficiale dellesercito di Arbora
Lilo
elettro del popolo degli uli
Ligriso
potente filtro che si estrae dalla Tanatosa; procura la morte apparente
Lokroc
capitano della guardia reale di Hancroc, lusurpatore
Lu
silfo del Lahin
Lupantchi
creature del buio simili a lupi, ma pi grandi e terribili
Luz (valle di)
valle del Lahin
Lychon
demone del buio, scacciato da Arcon per la sua crudelt
Macroc
il principe dei giganti, figlio di re RohOnroc
Mare di Mezzo
il mare che separa le Terre dOriente dalle Terre dOccidente
Mhorrob
la barca da pesca con cui Macroc e David attraversano il Mare di Mezzo
Minerha
la citt sotterranea
Mthre
la vetta pi alta dove arde il fuoco sacro degli elettri
Molok
il guerriero kahuro che comanda lesercito di Kahs
Monte Oblio
il monte dove fu confinato Agon, il galgarath; si trova oltre le terre conosciute e la sua cima 
sempre avvolta dalle nubi
Naab
il capo dei cinri
Nagr
il re dei gurbl
Necrosio
fungo mortalmente velenoso, anche detto uovo di drago
Neos
il principe mezzosangue, figlio di David Dream e Ossidea
Nerantro
il regno del troll
Nocroc
letteralmente la roccia che non pu essere spezzata, soprannome di Ohedn tra i giganti
Nrdur
il porticciolo di RocOorc
Norian Rahin Grahl
il nome di Kahs quando era re degli uomini
Nubla
la dimora del rhazkan, che sorge al centro di Topinumba, la citt nomade
Ngro
il jamb che porta Macroc attraverso il deserto del Kalabh
Nuk nuk
popolo delle api, raccoglitori di nettare
Numda
la capitale del regno dei rhuni
Obilo
parola ula che significa morte apparente
bilun
vasto territorio di steppe che si trova a nord del deserto del Kalabh
Obl
il regno degli uli
Ocroc
cerusico di RocOorc
Ohedn
il giovane guerriero elfo di Arbora
Ohenel
lelfo ferito che giunge nella stanza di David e porta la richiesta di aiuto di Ossidea
Olor
il fiume sacro che nasce nella Citt del Cielo e scorre attraverso il regno di Ossidea (le sue
acque possono curare ogni male)
Oltremondo
il pi antico e potente tra gli incanti, invocato da Borhion per esiliare gli uomini dalla Terra di
Arcon
Ombruchi
vermi della sabbia
Ormri
razza di cavalli addomesticata dai rhuni; veloci come la folgore, possono correre per un giorno e
una notte senza mai fermarsi
Ossidea
la regina degli elfi
Ovifuoco
ordigno esplosivo rudimentale
Oz (lago di)
il lago che unisce la Terra di Arcon al Lahin
Popolo perduto
il popolo che govern sulla Terra di Arcon nellantico passato (gli uomini)
Porta del Cigno
la porta che conduce alla Citt del Cielo
Rhazkan
il Signore dei cinri
Rhuni
popolo guerriero della Terra di Arcon, alleato degli elfi
Rivolo
il torrente che scorre a nord della Citt del Cielo e si getta nel Lago Bianco
RocBuhr
provincia meridionale del regno dei giganti
RocHur
provincia orientale del regno dei giganti
RocOorc
la Citt di Pietra, capitale del regno dei giganti
RohOnroc
il re dei giganti, padre di Macroc
Rownroc
soprannome con cui i giganti chiamano David Dream (letteralmente giovane roccia)
Sabrah
il cavallo elfico della razza degli ormri che Ossidea dona a David
Senunte
antico re degli elfi
Squamedoro
grande carpa dalle squame doro, creatura immortale del Lahin
Sulfuria
la baia dove sbarca lesercito degli uri nella guerra dei giganti
Sulk (battaglia di)
la battaglia in cui Hancroc uccide Thorroc, colpendolo a tradimento
Taharn
il corno di viaggio
Tanatosa
la pianta da cui si estrae il ligriso
Terra di Arcon
la terra degli elfi e dei giganti, dei gurbl e dei kahuri, nascosta tra le pagine del libro
incompiuto
Thorroc
capitano della guardia reale di RocOorc e comandante in capo dellesercito degli uri; fu
assassinato da Hancroc nella battaglia di Sulk
Tiach
giovane tuh che guida David e Ohedn attraverso il deserto del Kalabh
Topinumba
la citt nomade
Troll
popolo barbaro e spietato, costretto a vivere nelle viscere di Nerantro per sfuggire alla luce del
sole
Tuh
misterioso popolo del deserto; i tuh possono correre veloci come lepri sulle dune sabbiose
senza mai stancarsi
Uli
antico popolo di Arconia, di corporatura minuta e cervello fino
Uri
grandi bovini allevati dai giganti (la stessa parola  talvolta utilizzata per indicare i soldati
dellesercito degli uri)
roc
il dio dei giganti
Vro
parola con cui le creature immortali chiamano i vivi che varcano i confini del Lahin
Vitra
la reggia del cielo dove vive la regina Ossidea
Zap
capo trib cinro e fidato guerriero del rhazkan
